Commento al Vangelo
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Il Battesimo di Gesù: acqua e spirito santo

Domenica 11 gennaio, Battesimo di Gesù.  Il tema che unisce le letture di oggi, più che l'atto del battesimo è il rapporto tra acqua e salvezza. L'acqua è l'immagine significativa della grazia gratis data, che purifica e rinnova.
DI GIACOMO BABINI

Parole chiave: vangelo (644)

DI GIACOMO BABINI
Vescovo emerito di Grosseto
Domenica 11 gennaio, Battesimo di Gesù.  Il tema che unisce le letture di oggi, più che l'atto del battesimo è il rapporto tra acqua e salvezza. L'acqua è l'immagine significativa della grazia gratis data, che purifica e rinnova.

Vangelo: Acqua e Spirito.
Il Vangelo, che racconta il battesimo del Signore, mette in evidenza quanto di particolare avvenne nel momento in cui Gesù, come uno  dei tanti penitenti si avvicinò a Giovanni Battista e questi gli versò sulla testa l'acqua del Giordano. Mentre per tutti gli altri il battesimo finiva così, per Gesù avvennero fatti straordinari e significativi che  di fatto preludono il battesimo cristiano e segnano il passaggio tra l'Antico ed il Nuovo Testamento.

Cosa avvenne?  Si aprì il cielo sopra Gesù, si  vide lo Spirito Santo librarsi come colomba e si  udì la parola del Padre che disse «questi è il mio Figlio diletto». Il Padre lo dichiara suo Figlio diletto: modello di tutti coloro che dopo di lui riceveranno il battesimo cristiano: tutti riceveranno lo Spirito dall'alto e saranno rigenerati come figli di Dio. L'acqua del Giordano, come l'acqua di tutta la creazione, sarà da allora in poi un segno assunto nell'avvenimento  del battesimo di Gesù, nel quale si manifesta in modo chiaro la SS Trinità. Ciò che era finora un simbolo ora diventa parte di un sacramento, anzi una componente necessaria per tutti coloro che vorranno ricevere  il battesimo  ed essere «rigenerati dall'acqua e dallo Spirito» (Gv 3, 5), per condividere la vita divina. Tutto questo diventa possibile, perché il Figlio incarnato si immerge nella storia della umanità per redimerla dal peccato. Dà pieno e comprensibile significato  agli antichi segni, come l'arca di Noè nel diluvio (1 Pt 3, 2 is.), il passaggio del mare  all'uscita dall'Egitto (1 Cor 10, 1-2) e infine il battesimo ad opera di Giovanni Battista, nell'acqua del Giordano.

I Lettura: Acqua gratis.
Nella prima lettura l'acqua diventa immagine profetica della grazia data dall'alto, senza di cui il terreno, ma anche l'assetato cuore dell'uomo, rimarrebbe arido. «O voi che avete sete, venite tutti all'acqua, comperate senza denaro». Tutto ciò che dev'essere acquistato con denaro «non nutre» e «non rende sazi». Con Dio non è possibile nessun rapporto di scambio, si possono solo ricevere  i suoi doni, che vengono paragonati con la «pioggia» che cade dal cielo. Senza la pioggia niente germoglia sulla terra e non ci si potrebbe vivere. (v. 10).  Solo ciò che viene innaffiato  dalla pioggia che scende dal cielo è in grado di produrre  il giusto frutto:  con la rivelazione divina possiamo parlare a lui, nel suo Spirito possiamo essere da lui rigenerati.

II Lettura: Acqua e sangue.
Ma la seconda lettura non si accontenta di «Spirito e acqua»: occorre come terzo elemento anche il sangue, quel sangue, che insieme con poca  acqua esce dal costato di Cristo trafitto dalla lancia sulla croce. Colui che viene definito durante il battesimo nel Giordano dal Padre come il Figlio diletto ed eletto, è lo stesso che porterà la croce al Calvario e su di essa  finalmente avrà adempiuto tutta la volontà di Dio. Ora «i tre elementi, Spirito, acqua e sangue» sono diventati una unica «testimonianza per suo Figlio». Ogni battezzato deve comprendere che la sua figliolanza divina è dovuta a questa unità di acqua e di sangue di Gesù; chi col battesimo entra nella vita di Cristo dovrà in qualche modo andare fino alla sua fine, per rendere testimonianza  della sua fede «insieme con lo Spirito» (Gv 15, 26-27).

Questa esposizione dottrinale, pur necessaria, può darsi che ci risulti arida.  Se però abbiamo la buona volontà  di raffigurarci i momenti ricordati dalle parole,  cioè la immensità dell'amore della Trinità Divina che si rivela nel Giordano, il sangue versato per noi fino all'ultima goccia sul Calvario, non ci rimane che rinnovare il nostro giubilo e benedire con tutta l'anima le «Mirabilia Dei».

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