Commento al Vangelo
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Il Vangelo della domenica - Essere terreno fecondo per Gesù, il seminatore

Domenica 12 luglio
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«Il seminatore uscì a seminare»

Percorsi: Bibbia - Liturgia
sulla tua Parola

Il capitolo 13 del Vangelo di Matteo riporta le parabole del Signore con alcune spiegazioni ecclesiali. I verbi sottolineati sono «ascoltare» e «comprendere». Al termine Gesù dirà: «Avete compreso tutte queste cose?» (13,51).

Si deve «ascoltare», «comprendere», per poter «agire». L’agire dipende dall’ascolto e dalla comprensione della Parola.
San Luca presenta Maria come colei che ascolta e, comprendendo nel suo cuore, agisce: «Maria... custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore» (2,19). «Sua Madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore» (2,50).
San Luca nella spiegazione della parabola del seminatore afferma del terreno buono: « sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono , la custodiscono e producono frutto con perseveranza» (8,15). Maria è quindi il modello per accogliere e attualizzare il seme della Parola con cuore integro e buono.
La Chiesa, come Maria, deve ascoltare, comprendere, custodire e annunciare, nonostante le difficoltà, sull’esempio di Gesù.
La Parabola del Seminatore è autobiografica della missione di Gesù e della Chiesa. Il seme della Parola passa attraverso vari entusiasmi effimeri e fallimenti, ma alla fine fruttifica.
Secondo l’esegeta B. Gerhardsson questa parabola la si comprende alla luce della preghiera ebraica dello Shemà: «Ascolta Israele...» (Dt.6,4-9).
Gli ascoltatori si dividono in due gruppi, quelli che non realizzano quanto ascoltato e quelli che lo realizzano.
Il primo gruppo è formato da tre modi di ascoltare simbolizzati della strada, delle pietre e delle spine; ascoltano ma non amano, non mettono in gioco la vita con tutta l’anima, con tutte le forze, essi non portano frutto. Il loro cuore è occupato e preoccupato da altro.
Quelli invece che ascoltano e amano, il «buon terreno», portano frutto: «il cento, il sessanta, il trenta», ciascuno secondo le sue capacità.
Gesù usa le parabole, il modo semplice e popolare per superare i pregiudizi e le difese dell’uomo come fece il profeta Natan con il re Davide (2Sam 12,1-4). Ma, diversamente di Davide, il «cuore»può essere «insensibile», come quello del Faraone. Anche se il testo biblico (Es.4,21) afferma che è Dio a «indurire» il Faraone, bisogna comprendere che questo è un modo di dire per affermare che, anche il «cuore più duro», non sfugge al mistero di Dio, la sua grazia sa come raggiungere anche il cuore più insensibile
Al discepolo, che ascolta, la beatitudine: Beati i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. La stessa lode a Maria: la donna della folla dice «beato il grembo che ti ha portata... Ma Egli (Gesù) disse: beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano» (Lc.11,27-28). «Più felice Maria nel percepire la fede di Cristo che nel concepire la carne di Cristo» (S. Agostino). Anche noi, anche la Chiesa, come Maria, terreno buono e fecondo.

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