Commento al Vangelo
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La nascita del Figlio

25 dicembre - NATALE DEL SIGNORE. «Il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi».

Parole chiave: Vangelo (644)

A Natale il grande evento dell’Incarnazione, raffigurato nell’umile culla di Betlemme, ci viene raccontato da un unico coro di armonie consonanti: Marco dà il titolo: Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio (Mc 1,1), Matteo presenta la genealogia regale del Messia (Vigilia), Luca partendo da Adamo offre la nascita del figlio dell’Uomo(Notte e Aurora), e Giovanni (Giorno) affonda lo sguardo fin nella vita intima della Trinità dove il Figlio, volto permanentemente verso il Padre si fa carne di un bimbo volto al seno della madre, e riapre all’umanità la strada della figliolanza, la via del paradiso. 

Se Matteo disegna la paternità Luca è più attento alla maternità di Maria, e alla sua sponsalità verginale. Il vangelo dell’Aurora in particolare è dipinto da tanti grandi artisti (Caravaggio, Reni, Lotto, Correggio..):  l’adorazione dei pastori. Molto spesso la luce che invade i personaggi emana da Gesù Bambino, il Verbo fatto carne, Luce da Luce che le tenebre non hanno vinto. In realtà Ambrogio e i Padri vedono in questa scena che ha un fascino incredibile, il delinearsi della chiesa nei suoi ministeri e servizi attorno al suo centro e tesoro: la Presenza del Bambino Gesù adagiato nella mangiatoia, accanto a Lui Maria la verginità obbediente e feconda, Giuseppe la paternità silenziosa, ma presente, i pastori segno di coloro che saranno i pastori della chiesa, chiamati  a riconoscere il Verbo e poi ad annunciarlo, e non ultimo l’esercito celeste, la chiesa del cielo rappresentata dagli angeli, mediatori della rivelazione.

La genealogia (Mt) inserisce la nascita di Gesù nella storia del popolo. Il racconto della nascita (Lc) lo inserisce legittimamente in un nucleo familiare; guardando questo figlio dell’uomo che è anche figlio di Dio comprendiamo che la persona umana è compiuta quando è inserita nella storia di un popolo cui appartiene e nella microstoria di una famiglia da cui riceve l’identità più immediata, un figlio di uomo nasce in un insieme di relazioni generative, nell’obbedienza a un disegno d’amore che lo precede e lo accompagna.

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