Commento al Vangelo
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Dal n. 30 del 1° agosto 2004

Lezioni a pranzo

29 agosto. XXII domenica del Tempo ordinario. A pranzo l'uomo rivela se stesso. Gesù, invitato da un capo dei farisei, attorniato da amici e personaggi ragguardevoli, è osservato, osserva e trova motivi per impartire il suo insegnamento. Il brano riportato oggi ha tre livelli di senso, passando dall'ovvio, una lezione di galateo fino a inculcare un atteggiamento elevato, noto solo con la rivelazione di Gesù. La scelta dei primi posti a tavola per mostrare la propria posizione sociale fa esplodere quell'arrivismo latente e strisciante nella quotidianità.
DI BENITO MARCONCINI

XXII domenica del Tempo ordinario
«Quando dai un banchetto invita poveri, storpi, zoppi, ciechi, e sarai beato perché non hanno da ricompensarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti» (Luca 14,13-14)

DI BENITO MARCONCINI
A pranzo l'uomo rivela se stesso. Gesù, invitato da un capo dei farisei, attorniato da amici e personaggi ragguardevoli, è osservato, osserva e trova motivi per impartire il suo insegnamento. Il brano riportato oggi ha tre livelli di senso, passando dall'ovvio, una lezione di galateo fino a inculcare un atteggiamento elevato, noto solo con la rivelazione di Gesù. La scelta dei primi posti a tavola per mostrare la propria posizione sociale fa esplodere quell'arrivismo latente e strisciante nella quotidianità.

La lezione educativa di Gesù vale anche per quelli che scelgono l'ultimo posto con la segreta speranza di passare al primo: tutto infatti si consuma nell'intimo dell'uomo. Gesù passa allora improvvisamente al secondo livello, rivelatore dei veri valori della vita: «chi si esalta sarà umiliato; chi si umilia sarà esaltato». Quel correre al primo posto rivela l'impulso interiore, il male insito nel cuore dell'uomo, la superbia, il credersi superiori, il declassare gli altri. Questa fonte di divisione deve cedere il posto a quello che uno dei massimi psicologi moderni, il Rogers, definiva il fondamento della maturità e cioè avere «il giusto concetto di sé», capace di creare una convivenza fraterna, fondata sull'umile sentire. Emerge da questo la verità, spesso ripetuta da un noto sacerdote psicologo-psicanalista, ripieno anche di sapienza orientale, per il quale sana psicologia e vangelo spesso coincidono.

La finale sopra riportata, che solo Luca colloca in questo contesto, innesta l'umiltà, l'oblatività, la benevola attenzione alle necessità materiali e spirituali degli altri, specialmente dei più poveri, sull'esperienza della grazia e misericordia divina. Trovare nella propria vita gesti senza egoismo è il segno che il soprannaturale, il sole di Dio sta illuminando le tenebre dello spirito umano: la ricompensa verrà dal Signore con il pieno splendore della luce divina, alla risurrezione dei giusti.

Lezioni a pranzo
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