La parola del Papa

La parola del Papa stampa

Giovedì 19 aprile Papa Francesco ha ricevuto i monaci e le monache della Confederazione Benedettina in occasione del 125° anniversario della fondazione. La spiritualità benedettina - ha ricordato il Papa - è rinomata per il suo motto: «Ora et labora et lege». Preghiera, lavoro, studio. Nella vita contemplativa, Dio spesso annuncia la sua presenza in maniera inaspettata. 

Mercoledì 11 aprile Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che la Pasqua di Cristo con la sua carica di novità ci raggiunge attraverso il Battesimo per trasformarci a sua immagine; i battezzati sono di Gesù Cristo, è Lui il Signore della loro esistenza. Il Battesimo è il primo dei Sacramenti, in quanto è la porta che permette a Cristo di prendere dimora nella nostra persona e a immergerci nel suo Mistero. Il verbo greco «battezzare» significa «immergere».

Mercoledì 4 aprile, Papa Francesco, all’udienza generale, ha rilevato che mentre la Messa finisce, si apre l’impegno della testimonianza cristiana. Usciamo dalla chiesa per «andare in pace» a portare la benedizione di Dio nelle attività quotidiane, nelle nostre case, negli ambienti di lavoro, tra le occupazioni della città terrena, «glorificando il Signore con la nostra vita».

Mercoledì 14 marzo Papa Francesco, all’udienza generale, continuando la Catechesi sulla Santa Messa, ha osservato che i riti di Comunione, che prolungano la lode e la supplica della Preghiera eucaristica, iniziano con la recita comunitaria del «Padre Nostro». 

Domenica 18 febbraio Papa Francesco, prima della recita dell’«Angelus», ha commentato il Vangelo del giorno (Mc 1,12-13), osservando che Gesù va nel deserto per prepararsi alla sua missione nel mondo.

Mercoledì 14 febbraio Papa Francesco, all’udienza generale, ha rilevato che, nella Messa, l’ascolto delle letture bibliche, prolungato nell’omelia, risponde a un diritto: il diritto spirituale del popolo di Dio a ricevere con abbondanza il tesoro della Parola di Dio.

Mercoledì 7 febbraio Papa Francesco, all’udienza generale, ha osservato che nella Messa non leggiamo il Vangelo per sapere come sono andate le cose, ma ascoltiamo il Vangelo per prendere coscienza di ciò che Gesù ha fatto e detto una volta; e quella Parola è viva e arriva al nostro cuore.