La parola del Papa
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Agire con urgenza per salvare il pianeta

Lunedì 27 maggio Papa Francesco ha rivolto un discorso ai partecipanti all’incontro «Climate Change and New Evidence from Science, Engineering, and Policy» organizzato, alla Casina Pio IV nei Giardini Vaticani, dalla Pontificia Accademia delle Scienze.

Percorsi: Ambiente - Clima - Papa Francesco

Voi oggi  siete qui - ha esordito - per riflettere su come rimediare a questa profonda crisi causata da una confusione dei nostri conti morali con i nostri conti finanziari. L’attuale interdipendenza globale ci obbliga a pensare al mondo come un «unicum» con un piano comune.

Nel 2015 le Nazioni del mondo si sono unite consensualmente attorno a due importanti Accordi: quello degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite e quello sul clima nella COP21 di Parigi. È vostra responsabilità come «leader» finanziari delle vostre Nazioni, perseguire e stimolare ad azioni volte a raggiungere gli obiettivi che i vostri Governi hanno adottato quattro anni fa per il bene dell’umanità di oggi e del futuro. Durante il vostro incontro avete ascoltato le parole di insigni climatologi ed esperti. Il loro messaggio è stato chiaro e urgente. Dobbiamo agire con decisione per porre fine alle emissioni di gas serra entro la metà del secolo al più tardi e fare anche di più. Le concentrazioni di diossido di carbonio devono diminuire in modo significativo al fine di assicurare la sicurezza della nostra casa comune. Avete anche ascoltato che questo può essere ottenuto a basso costo usando energia pulita e migliorando l’efficienza energetica. Voi siete i responsabili delle finanze dei vostri Paese, che tenete i libri contabili per incarico dei vostri rispettivi governi. In primo luogo, però, dobbiamo riconoscere il «libro mastro» della vita stessa, della dignità umana, della sopravvivenza, perché quale vantaggio ha un uomo se guadagna il mondo intero e poi perde la propria vita? (cfr. Mc 8,38). Sì, noi siamo di fronte ad una materia di calcolo, il calcolo di salvare il nostro mondo dall’indifferenza e dall’idolatria del denaro.

Questo è ciò che Gesù intendeva quando ci disse che i poveri in spirito sono beati perché ad essi appartiene il Regno dei Cieli (cft. Mt 5,3). Auspico che in qualità di amministratori delle finanze del mondo vi poniate d’accordo su un piano comune. Una volta che il piano comune sia concordato dai vostri Governi, spero che possiamo nuovamente incontrarci, per ringraziare Dio per la sua misericordia che ci consente di correggere il nostro cammino prima che sia troppo tardi

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