La parola del Papa
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Consolati da Dio, per consolare gli altri

Mercoledì 22 marzo Papa Francesco, all’udienza generale, commentando un passo di San Paolo (Rm 15,1-5) ha voluto riflettere su due atteggiamenti quanto mai importanti per la nostra vita e la nostra esperienza di fede: la «perseveranza» e la «consolazione».

La perseveranza può essere definita pure come pazienza: è la capacità di sopportare (portare sopra le spalle), di rimanere fedeli anche quando il peso sembra diventare troppo grande, insostenibile, e saremmo tentati di giudicare negativamente e di abbandonare tutto e tutti. La consolazione, invece, è la grazia di saper cogliere e mostrare in ogni situazione, anche in quelle maggiormente segnate dalla delusione e dalla sofferenza, la presenza e l’azione compassionevole di Dio. San Paolo ci ricorda che la perseveranza e la consolazione ci vengono trasmesse in modo particolare dalla Bibbia.

Infatti la Parola di Dio, in primo luogo, ci porta a volgere lo sguardo a Gesù, a conoscerlo meglio e a conformarci a Lui, ad assomigliare sempre di più a Lui. In secondo luogo, la Parola ci rivela che il Signore rimane sempre fedele al suo amore per noi, non si stanca di amarci. E si prende cura di noi, ricoprendo le nostre ferite con la carezza della sua misericordia. Non si stanca neanche di consolarci! In questa prospettiva si comprende pure l’affermazione dell’Apostolo: «Noi che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere a noi stessi».

Questa espressione «noi che siamo i forti» potrebbe sembrare presuntuosa, ma nella logica del Vangelo sappiamo che non è così, anzi, è proprio il contrario perché la nostra forza non viene da noi, ma dal Signore. Chi sperimenta nella propria vita l’amore fedele di Dio e la sua consolazione è in grado e in dovere di stare vicino ai fratelli più deboli e farsi carico della loro fragilità. Se siamo vicini al Signore, avremo quella fortezza per essere accanto ai più deboli, consolarli e darli forza. Questo noi possiamo farlo senza autocompiacimento, ma sentendosi semplicemente come un canale che riversa i doni del Signore, divenendo seminatori di speranza. Il frutto di questo stile di vita è, come dice San Paolo, quello di «avere gli uni verso gli altri gli stessi sentimenti, sull’esempio di Cristo Gesù».

La Parola di Dio alimenta una speranza che si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco. Tutto questo è possibile se si mette al centro Cristo, e la sua Parola, perché Lui è il «forte».

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