La parola del Papa
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Dio ci ha creati per la felicità

Mercoledì 27 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha ricordato che il poeta francese Charles Péguy (1873-1914) ha lasciato delle pagine stupende sulla speranza. Egli dice che Dio non si stupisce tanto per la fede degli esseri umani, e nemmeno della loro carità; ma ciò che veramente lo riempie di commozione è la speranza della gente. «Che quei poveri figli - scrive Péguy - vedano come vanno le cose e che credano che andrà meglio domattina».

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L’immagine del poeta richiama i volti di tanta gente che è transitata in questo mondo e che ha lottato tenacemente, animata però dalla fiducia che ai figli sarebbe toccata una vita più giusta e più serena. Avere un’anima vuota  è il maggior ostacolo alla speranza. È un rischio da cui nessuno può dirsi escluso; perché di essere tentati contro la speranza può capitare anche quando si percorre il cammino della vita cristiana. I monaci dell’antichità avevano denunciato uno dei peggiori nemici del fervore. Dicevano così: quel «demone del mezzogiorno» che va a sfiancare una vita di impegno, proprio mentre arde in alto il sole. Questa tentazione ci sorprende quando meno ce lo aspettiamo: le giornate diventano monotone e noiose, più nessun valore sembra meritevole di fatica. Questo atteggiamento si chiama accidia, che erode la vita dall’interno fino a lasciarla come un involucro vuoto. Quando questo capita, il cristiano sa che quella condizione deve essere combattuta, mai accettata supinamente. Dio ci ha creati per la gioia e la felicità, e non per crogiolarci in pensieri malinconici. Ecco perché è importante custodire il proprio cuore, opponendoci alle tentazioni di infelicità, che sicuramente non provengono da Dio. E laddove le nostre forze apparissero fiacche e la battaglia contro l’angoscia particolarmente dura, possiamo sempre ricorrere al nome di Gesù. Possiamo ripetere quella preghiera semplice, di cui troviamo traccia anche nei Vangeli, che è diventata il cardine di tante tradizioni spirituali cristiane: «Signore Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, abbi pietà di me peccatore».

Questa è una preghiera di speranza, perché mi rivolgo a Colui che può spalancare le porte e risolvere il problema e farmi guardare l’orizzonte, l’orizzonte della speranza. Non siamo soli a combattere contro la disperazione. Se Gesù ha vinto il mondo, è capace di vincere in noi tutto ciò che si oppone al bene. Se Dio è con noi, nessuno ci porterà via quella virtù di cui abbiamo assolutamente bisogno per vivere. Nessuno ci ruberà la speranza.

Dio ci ha creati per la felicità
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