La parola del Papa
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I cinquant'anni dalla «Pacem in terris»

Parole chiave: benedetto xvi (2612), pace (326), giovanni xxiii (9)

DI ANDREA DRIGANI

Lunedì 24 aprile Papa Benedetto XVI ha inviato un messaggio ai partecipanti alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, i cui lavori sono dedicati al cinquantesimo anniversario della pubblicazione dell'Enciclica «Pacem in terris» di Giovanni XXIII. Al culmine della guerra fredda - esordisce Benedetto XVI - quando il mondo stava ancora venendo a patti con la minaccia costituita dall'esistenza e dalla proliferazione di armi di distruzione di massa, il Beato Giovanni XXIII scrisse quella che è stata definita «una lettera aperta al mondo». Era un appello sentito da un grande Pastore, vicino al termine della propria vita, affinché la causa della pace e della giustizia venisse promossa con vigore in ogni settore della società, a livello nazionale e internazionale. Mentre lo scenario politico globale è notevolmente cambiato - prosegue il Pontefice - la visione proposta da Papa Giovanni ha ancora molto da insegnarci mentre lottiamo per affrontare nuove sfide per la pace e la giustizia nell'era post-guerra fredda, tra la continua produzione di armamenti.

Ha poi rammentato che nella Pacem in terris si afferma che non si dà pace tra gli uomini se non vi è pace in ciascuno di essi, se cioè ognuno non instaura in se stesso l'ordine voluto da Dio. Pace e giustizia - continua Papa Ratzinger - sono frutto del giusto ordine, che è iscritto nella creazione stessa, scritto nel cuore umano (Rm 2,15) e pertanto accessibile a tutte le persone di buona volontà, a tutti i «pellegrini di verità e di pace». L'Enciclica di Papa Giovanni era ed è un forte invito a impegnarsi in quel dialogo creativo tra la Chiesa e il mondo, tra i credenti e i non credenti, che il Concilio Vaticano II si è proposto di promuovere. Offre una visione profondamente cristiana del posto che occupa l'uomo nell'universo, consapevole che così facendo propone un messaggio di speranza a un mondo che ha fame di essa, un messaggio che può risuonare tra le persone di ogni credo e di nessun credo, poiché la sua verità è accessibile a tutti.

Dal 1963, l'anno della Pacem in terris e della morte di Giovanni XXIII, alcuni conflitti che all'epoca sembravano irrisolvibili sono diventati storia. Facciamoci, dunque, coraggio - conclude il Pontefice - mentre lottiamo per la pace e la giustizia nell'attuale società, fiduciosi che la nostra ricerca comune dell'ordine stabilito da Dio, di un mondo in cui la dignità della persona umana riceva il rispetto che le è dovuto, può dare frutto e lo darà.

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