La parola del Papa
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I cristiani in Egitto, lievito di fraternità

Mercoledì 3 maggio Papa Francesco, all’udienza generale, ha parlato del viaggio compiuto in Egitto. Per tutta l’umanità - ha osservato - l’Egitto è sinonimo di antica civiltà di tesori d’arte e di conoscenza; e questo ci rammenta che la pace si costruisce mediante l’educazione, la formazione della sapienza, di un umanesimo che comprende come parte integrante la dimensione religiosa, come ha ricordato il Grande Imam di Al-Azhar.

Percorsi: Copti - Egitto - Papa Francesco

La pace si edifica anche ripartendo dall’alleanza tra Dio e l’uomo, fondamento dell’alleanza tra tutti gli uomini, basata sul Decalogo scritto sulle tavole di pietra del Sinai, ma molto più profondamente nel cuore di ogni uomo di ogni tempo e luogo, legge che si riassume nei due comandamenti dell’amore di Dio e del prossimo. Questo medesimo fondamento sta anche alla base della costruzione dell’ordine sociale e civile, in cui sono chiamati a collaborare tutti i cittadini, qualunque sia la loro origine, cultura e religione. Tale visione di sana laicità è emersa nello scambio di discorsi con il Presidente della Repubblica d’Egitto, alla presenza delle autorità del Paese e del Corpo diplomatico. Il grande patrimonio storico e religioso dell’Egitto e il suo ruolo nella regione mediorientale gli conferiscono un compito peculiare nel cammino verso una pace stabile e duratura, che poggi non sul diritto della forza, ma sulla forza del diritto. I cristiani in Egitto come in ogni nazione della terra, sono chiamati ad essere lievito di fraternità. E questo è possibile se vivono in se stessi la comunione in Cristo. Un forte segno di comunione, grazie a Dio, abbiamo potuto darlo insieme con Papa Tawadros II, Patriarca dei Copti ortodossi. E’ stato rinnovato l’impegno, anche firmando una Dichiarazione Comune, di camminare insieme e di impegnarci per non ripetere il Battesimo amministrato nelle rispettive Chiese. Insieme si è pregato per i martiri dei recenti attentati che hanno colpito quella venerabile Chiesa, e il loro sangue ha fecondato quell’incontro ecumenico, a cui ha partecipato anche il Patriarca di Costantinopoli Bartolomeo.

Il secondo giorno del viaggio è stato dedicato ai fedeli cattolici. La Messa celebrata nello Stadio è stata una grande festa di fede. Commentando il Vangelo, ho esortato la piccola comunità cattolica in Egitto a rivivere l’esperienza dei discepoli di Emmaus: a trovare sempre in Cristo, Parola e Pane di vita, la gioia della fede, l’ardore della speranza e la forza di testimoniare nell’amore che "abbiamo incontrato il Signore!"

I cristiani in Egitto, lievito di fraternità
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