La parola del Papa
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I rischi del relativismo

Parole chiave: benedetto xvi (2612)

DI ANDREA DRIGANI

Mercoledì 8 settembre Papa Benedetto XVI ha ricevuto i componenti del Bureau dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa. Il Pontefice si è detto lieto di riceverli nel sessantesimo anniversario della Convezione Europea dei Diritti dell'Uomo che impegna gli Stati membri del Consiglio d'Europa a promuovere e difendere la dignità inviolabile di ogni essere umano. So che l'Assemblea parlamentare - ha continuato Benedetto XVI - ha nella sua agenda temi che riguardano soprattutto coloro che vivono in situazioni particolarmente gravi e difficili. Penso alle persone affette da handicap, ai bambini che subiscono violenza, agli immigrati, ai profughi, a coloro che pagano il prezzo più alto dell'attuale crisi economica e finanziaria, a quanti sono vittime dell'estremismo o delle nuove forme di schiavitù come il traffico di vite umane, il commercio illegale di stupefacenti e la prostituzione. Sono a conoscenza - ha aggiunto il Papa - dei vostri sforzi per difendere la libertà religiosa e contrastare l'aggressione e l'intolleranza nei confronti dei credenti in Europa e nel mondo. Nell'attuale contesto sociale, nel quale si incontrano popoli e culture differenti, è imperativo sviluppare sia la validità universale di questi diritti, sia la loro inviolabilità, inalienabilità e indivisibilità.

In diverse occasioni - ha proseguito il Pontefice - ha evidenziato i rischi associati al relativismo nel campo dei valori, dei diritti e dei doveri. Se questi fossero privi di un fondamento razionale oggettivo, comune a tutte le genti, e si basassero esclusivamente su decisioni legislative o sentenze di tribunali particolari, come potrebbero - si è chiesto Benedetto XVI - offrire un terreno solido e duraturo per le istituzioni sovranazionali come il Consiglio d'Europa e per il vostro compito all'interno di tale prestigiosa istituzione?  Questi valori, diritti e doveri sono radicati nella dignità naturale di ogni uomo, qualcosa che è accessibile alla ragione umana. La fede cristiana - ha concluso - non ostacola bensì favorisce questa ricerca, ed è un invito a cercare una base soprannaturale per questa dignità.

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