La parola del Papa
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La fedeltà alla sede di Pietro

Lunedì 1 ottobre Papa Francesco ha ricevuto i partecipanti alla congregazione generale dell’Istituto della Carità fondato dal Beato Antonio Rosmini. La vostra visita - ha esordito - dimostra l’attaccamento alla Chiesa e alla Santa Sede raccomandato dal vostro Fondatore che amava ripetere: «Il cristiano dovrà nutrire in se stesso un affetto, un attaccamento, ed un rispetto senza limite alcuno per la Santa Sede del Pontefice Romano».

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La fedeltà alla sede di Pietro esprime l’unità nella diversità e la comunione ecclesiale, elemento imprescindibile per una fruttuosa missione. Il Beato Antonio Rosmini ha voluto attribuire alla sua famiglia religiosa la denominazione «Istituto della Carità», proprio per evidenziare la supremazia della virtù della carità che, come dice l’Apostolo, va posta «al di sopra di tutto» (Col 3,14). E il vostro Fondatore accompagnava la carità con una forte «fermezza interiore», intrepido nel «tacere»: il suo esempio vi sproni a progredire nella fecondità del silenzio interiore e nell’eroismo del silenzio esteriore. Questa è la strada che produce frutti di bene e si santità, la strada che hanno percorso i Santi e che la Chiesa presenta ad ogni credente. Nella vostra attività, vi invito a disporre le opere di carità corporale, intellettuale, spirituale e pastorale in modo da assecondare sempre lo Spirito Santo che indica dove, quando, e come amare.

Per quanto riguarda l’attività educativa, essa non si riduce a semplice istruzione, ma è carità intellettuale. Infatti, il centro vivo dell’educazione cristiana è la scienza che viene trasmessa dalla Parola di Dio, la cui pienezza è Gesù Cristo, Verbo fatto carne. E’ bene che il vostro Istituto continui a riflettere attentamente sul proprio carisma e, considerando i frutti che sono maturati nel corso degli anni, possa aprirsi sempre più alle attese della Chiesa e del mondo. Con la luce dello Spirito Santo troverete le vie per proseguire con slancio rinnovato, cogliendo i segni dei tempi, le urgenze sociali e le povertà spirituali e materiali di quanti attendono parole e gesti di salvezza e di speranza.

Cari fratelli, il vostro Istituto, con la specificità del carisma rosminiano, può ancora offrire un valido servizio nell’annuncio del Vangelo. Vi esorto a proporre con costanza e lungimiranza il patrimonio spirituale e dottrinale che avete ereditato. Le inevitabili difficoltà non vi scoraggino, ma vi spingano a confidare sempre in Dio per andare avanti con gioia e speranza nella missione che Lui vi ha affidato.

La fedeltà alla sede di Pietro
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