La parola del Papa
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La via della pace

Giovedì 15 dicembre Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nella circostanza della presentazione delle Lettere Credenziali, gli Ambasciatori di Svezia, Moldova, Maurizio, Tunisia e Burundi.

Percorsi: Pace - Papa Francesco

Voi provenite da regioni del mondo assai distanti e diverse tra loro - ha detto il Papa - e questo fatto costituisce sempre, qui, a Roma, un motivo di compiacimento, perché l’orizzonte della Santa Sede è per sua natura universale, a causa della vocazione e della missione che Dio ha affidato al successore di Pietro: missione essenzialmente religiosa, che tuttavia assume nella storia anche la dimensione dei rapporti degli Stati e i loro governanti. In tale ambito storico la Chiesa Cattolica, che ha nella Santa Sede il suo centro unificante e propulsore, è chiamata a trasmettere quei valori spirituali e morali che sono fondati nella natura stessa dell’essere umano e della società, e che come tali sono condivisibili da tutti coloro che perseguono la promozione del bene comune. Tra questi valori occupa un posto preminente quello della pace, come dimostra il fatto che da cinquant’anni, i Romani Pontefici hanno dedicato alla pace la giornata del 1 gennaio, indirizzando alle autorità civile e religiose e a tutti gli uomini di buona volontà un particolare Messaggio. Per il 2017 il tema del Messaggio è, com’è noto, «La nonviolenza: stile di una politica per la pace».

La non violenza è un esempio tipico di valore universale, che trova nel Vangelo di Cristo il suo compimento, ma che appartiene anche ad altre nobili e antiche tradizioni spirituali. In un mondo come quello attuale, purtroppo segnato da guerre e numerosi conflitti, come pure da una violenza diffusa che si manifesta in diverse forme della convivenza ordinata, la scelta della nonviolenza come stile di vita diventa sempre più un’esigenza di responsabilità a tutti i livelli, dall’educazione familiare, all’impegno sociale e civile, fino all’attività politica e alle relazioni internazionali. In particolare coloro che ricoprono cariche istituzionali sono chiamati ad assumere nella propria coscienza e nell’esercizio delle loro funzioni uno stile non violento, che non è affatto sinonimo di debolezza o passività, ma, al contrario, presuppone forza d’animo, coraggio e capacità di affrontare le questioni e i conflitti, cercando veramente il bene comune prima e più di ogni interesse di parte.

Questa è la via della pace, non quella proclamata a parole, ma di fatto negata perseguendo strategie di dominio, supportate da scandalose spese per gli armamenti, mentre tante persone sono prive del necessario per vivere.

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