La parola del Papa
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Non arrendersi alla notte

Mercoledì 20 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha voluto proporre alcune indicazioni per educare alla speranza. Ha esortato, innanzitutto, di non arrendersi alla notte: si deve ricordare che il primo nemico da sottomettere non è fuori di noi: è dentro. Pertanto non si deve concedere spazio ai pensieri amari e oscuri. Questo mondo è il primo miracolo che Dio ha fatto, e Dio ha messo nelle nostre mani la grazia di nuovi prodigi.

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Fede e speranza procedono insieme. Crediamo all’esistenza delle verità più alte e più belle! Confidiamo in Dio Creatore, nello Spirito Santo che muove tutto verso il bene, nell’abbraccio di Cristo che attende ogni uomo alla fine della sua esistenza. Il mondo cammina grazie allo sguardo di tanti uomini che hanno aperto brecce, che hanno costruito ponti, che hanno sognato e creduto, anche quando intorno a sé sentivano parole di derisione. Non pensiamo che la lotta che conduciamo quaggiù sia del tutto inutile. Alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto. Gesù ci ha consegnato una luce che brilla nelle tenebre: difendiamola e proteggiamola. Quell’unico lume è la ricchezza più grande affidata alla nostra vita.

La speranza ci porta a credere all’esistenza di una creazione che si estende fino al suo compimento definitivo, quando Dio sarà tutto in tutti. Ci sono uomini capaci di immaginazione che hanno regalato al mondo scoperte scientifiche e tecnologiche. Hanno solcato gli oceani, hanno calcato terre che nessun aveva calpestato mai. Hanno coltivato speranze che hanno vinto la schiavitù, e portato  migliori condizioni per la dignità delle persone. La vita non cessa con la nostra esistenza e in questo mondo verranno ancora altre generazioni che succederanno alla nostra, e tante altre ancora. E ogni giorno domandiamo a Dio il dono del coraggio. Ricordiamoci che Gesù ha vinto per noi la paura! La nostra nemica più infida non può nulla contro la fede. Quando ci troveremo impauriti davanti a qualche difficoltà, rammentiamoci che non viviamo solo per noi stessi.

Nel Battesimo la nostra vita è già stata immersa nel mistero della Trinità e noi apparteniamo a Cristo. E se un giorno ci prendesse lo spavento, o si ritenesse che il male è troppo grande per essere sfidato, pensiamo semplicemente che Gesù vive in noi. Ed è Lui che, attraverso noi, con la sua mitezza vuole sottomettere tutti i nemici dell’uomo: il peccato, l’odio, il crimine, la violenza

Non arrendersi alla notte
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