La parola del Papa
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Pace per la Colombia, un popolo ferito

Mercoledì 13 settembre Papa Francesco, all’udienza generale, ha svolto qualche riflessione sul viaggio apostolico in Colombia. Ha innanzitutto osservato di aver sentito la continuità con i due Papi che avevano visitato la Colombia: il beato Paolo VI, nel 1968, e san Giovanni Paolo II nel 1986.

Percorsi: Colombia

Una continuità fortemente animata dallo Spirito che guida i passi del popolo di Dio sulle strade della storia. Questo viaggio è stato portare la benedizione di Cristo, la benedizione della Chiesa sul desiderio di vita e di pace che trabocca dal cuore di quella nazione: ho potuto vederlo negli occhi delle migliaia e migliaia di bambini, ragazzi e giovani che hanno riempito la piazza di Bogotà e che ho incontrato dappertutto. A Bogotà ho, inoltre, potuto incontrare anche tutti i Vescovi del Paese e anche il Comitato Direttivo della Conferenza Episcopale Latinoamericana. Ringrazio Dio di averli potuti abbracciare e di aver dato loro il mio sostegno pastorale per la loro missione al servizio della Chiesa sacramento di Cristo nostra pace. La beatificazione dei due Martiri: il vescovo Jesus Emilio Jaramillo Monsalve e il sacerdote Pedro Maria Ramirez Ramos, ha ricordato che la pace è fondata anche, e forse soprattutto, sul sangue di tanti testimoni dell’amore, della verità, e anche di martiri veri e propri, cioè uccisi per la fede. «Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno» (Sal 85,11). Questo versetto contiene la profezia di ciò che è accaduto in Colombia; la profezia e la grazia di Dio per quel popolo ferito, perché possa risorgere e camminare in una vita nuova.

A Medellin la prospettiva è stata quella della vita cristiana come discepolato: la vocazione e la missione. Quando i cristiani si impegnano fino in fondo nel cammino della sequela di Gesù Cristo, diventano veramente sale, luce e lievito nel mondo e i frutti si vedono abbondanti, come le vocazioni alla vita sacerdotale e consacrata, che ho potuto benedire e incoraggiare con gioia in un indimenticabile incontro. E, infine, a Cartagena, la città di san Pietro Claver (1581-1654), apostolo degli schiavi, l’attenzione si è rivolta alla promozione della persona umana e dei suoi diritti fondamentali. San Pietro Claver, come più recentemente santa Maria Bernarda Bütler (1848-1924), hanno dato la vita per i più poveri ed emarginati. E così hanno mostrato la via della vera rivoluzione evangelica, non ideologica, che libera realmente le persone e le società dalle schiavitù di ieri, e purtroppo, anche di oggi.

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