La parola del Papa
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Se togliamo Gesù la luce si spenge

Mercoledì 27 dicembre Papa Francesco, all’udienza generale, si è voluto soffermare, ancora una volta, sul significato del Natale del Signore. Ai nostri tempi, specialmente in Europa - ha osservato - assistiamo ad uno «snaturamento» del Natale: in nome di un falso rispetto che non è cristiano, che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù.

Percorsi: Natale - Papa Francesco

Ma in realtà questo avvenimento è l’unico vero Natale! Senza Gesù non c’è Natale; c’è un’altra festa, ma non il Natale. E se al centro c’è Lui, allora anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa, ma con Gesù al centro. Se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente. Attraverso l’annuncio della Chiesa, noi, come i pastori del Vangelo (Lc 2,9), siamo guidati a cercare e trovare la vera luce, quella di Gesù che, fattosi uomo come noi, si mostra in modo sorprendente: nasce da una povera ragazza sconosciuta, che lo partorisce in una stalla, col solo aiuto del marito. Il mondo non si accorge di nulla, ma in cielo gli angeli che sanno la cosa esultano! Ed è così che il Figlio di Dio si presenta anche oggi a noi: come il dono di Dio per l’umanità che è immersa nella notte e nel torpore del sonno. E ancora oggi assistiamo al fatto che spesso l’umanità preferisce il buio, perché sa che la luce svelerebbe tutte quelle azioni e quei pensieri che farebbero rimordere la coscienza.

Ci possiamo chiedere allora che cosa significhi accogliere il dono di Dio che è Gesù. Come Lui stesso ci ha insegnato nella sua vita, significa diventare quotidianamente un dono gratuito per coloro che si incontrano sulla propria strada. Ecco perché a Natale si scambiano i doni. Il vero dono per noi è Gesù, e come Lui vogliamo essere dono per gli altri. Nel Natale, inoltre, possiamo vedere come la storia umana, quella mossa dai potenti di questo mondo, viene visitata dalla storia di Dio. Dio coinvolge coloro che, confinati ai margini della società, sono i primi destinatari del suo dono: cioè la salvezza portata da Gesù.

Con i piccoli e i disprezzati Gesù stabilisce un’amicizia che continua nel tempo e nutre la speranza per un futuro migliore. A queste persone, rappresentate dai pastori di Betlemme, «apparve una grande luce» (Lc 2,9-12). Loro erano emarginati, malvisti, e a loro per primi apparve la grande notizia. Con loro, in ogni tempo, Dio vuole costruire un mondo nuovo, in cui non ci siano più persone scartate e rifiutate.

Se togliamo Gesù la luce si spenge
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