La parola del Papa
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Tempo per ritrovare la rotta della vita

Mercoledì 6 marzo Papa Francesco nella Basilica di Santa Sabina ha presieduto la celebrazione eucaristica con il rito di benedizione e imposizione delle ceneri.

All’omelia ha osservato che il tempo di Quaresima è il tempo per ritrovare la rotta della vita. Perché nel percorso della vita, come in ogni cammino, ciò che davvero conta è non perdere di vista la meta. Qual è la rotta? Forse la ricerca della salute, che tanti oggi dicono di venire prima di tutto, ma che prima o poi passerà? Forse i beni e il benessere? «Ritornate a me», dice il Signore. E’ il Signore la meta del nostro viaggio nel mondo. La rotta va impostata su di Lui.

Per ritrovare la rotta, oggi ci è offerto un segno: cenere in testa. E’ un segno che ci fa pensare a che cosa abbiamo in testa. I nostri pensieri inseguono spesso cose passeggere, che vanno e vengono. Il lieve strato di cenere che riceveremo è per dirci, con delicatezza e verità: di tante cose che hai per la testa, dietro cui ogni giorno corri con affanno, non resterà nulla. La cultura dell’apparenza, oggi dominante, che induce a vivere per le cose che passano, è un grande inganno. Perché è come una fiammata: una volta finita, resta solo la cenere. La Quaresima è il tempo per liberarci dall’illusione di vivere inseguendo la polvere. La Quaresima è riscoprire che siamo fatti per il fuoco che sempre arde, per Dio, non per il mondo; per il Cielo non per la terra; per la libertà dei figli, non per la schiavitù delle cose. Possiamo chiederci oggi: da che parte sto? Vivo per il fuoco o per la cenere? Quaresima è il tempo di grazia per liberare il cuore dalle vanità. E’ tempo di guarigione dalle dipendenze che ci seducono. E’ tempo per fissare lo sguardo su ciò che resta. Dove fissare allora lo sguardo lungo il cammino della Quaresima? E’ semplice: sul Crocifisso. Gesù in croce è la bussola della vita, che orienta al Cielo.

La povertà del legno, il silenzio del Signore, la sua spogliazione per amore ci mostrano la necessità di una vita più semplice. Abbiamo bisogno di liberarci dai tentacoli del consumismo e dai lacci dell’egoismo. Gesù, che sul legno della croce arde di amore, ci chiama ad una vita infuocata di Lui, che non si perde tra le ceneri del mondo; una vita che brucia di carità e non si spegne nella mediocrità. E’ difficile vivere come Lui chiede? Sì, è difficile, ma conduce alla meta. Ce lo mostra la Quaresima. Essa inizia con la cenere, ma alla fine ci porta al fuoco della notte di Pasqua; a scoprire che, nel sepolcro, la carne di Gesù non diventa cenere, ma risorge gloriosa.

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