La parola del Papa
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Un rinnovato impegno per i diritti umani

Lunedì 10 dicembre Papa Francesco ha inviato un messaggio ai partecipanti alla conferenza internazionale su «I diritti umani nel mondo contemporaneo: conquiste negazioni, omissioni» che si è tenuta alla Pontificia Università Gregoriana in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del 25° della Dichiarazione e del Programma d’azione di Vienna.

Nell’anno in cui si celebrano significativi anniversari di questi strumenti giuridici internazionali - scrive il Papa - appare opportuna una riflessione approfondita sul fondamento e il rispetto dei diritti dell’uomo nel mondo contemporaneo, riflessione che auspico sia foriera di un rinnovato impegno per la difesa della dignità umana, con speciale attenzione per i membri più vulnerabili della comunità.  In effetti, osservando le nostre società, si riscontrano numerose contraddizioni che inducono a chiederci se davvero l’eguale dignità di tutti gli esseri umani, solennemente proclamata 70 anni or sono, sia riconosciuta, rispettata e promossa in ogni circostanza.

Persistono oggi nel mondo numerose forme di ingiustizia, nutrite da visioni antropologiche riduttive e da un modello economico fondato sul profitto, che non esita a sfruttare, a scartare e perfino ad uccidere l’uomo. Penso, tra l’altro, ai nascituri a cui è negato il diritto di venire al mondo; a coloro che non hanno accesso ai mezzi indispensabili per una vita dignitosa; a quanti sono esclusi da un’adeguata educazione; a chi è ingiustamente privato del lavoro o costretto a lavorare come uno schiavo. Il mio pensiero va anche a tutti coloro che vivono in un clima dominato dal sospetto e dal disprezzo, che sono oggetto di atti di intolleranza, discriminazione e violenza in ragione della loro appartenenza etnica, nazionale o religiosa.

Ciascuno è dunque chiamato a contribuire con coraggio e determinazione, nella specificità del proprio ruolo, al rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona, soprattutto di quelle «invisibili»: di tanti che hanno fame e sete, che sono nudi, malati, stranieri o detenuti (Mt 25,35-36). Questa esigenza di giustizia riveste un particolare significato pr noi cristiani, perché il Vangelo ci invita a volgere lo sguardo verso i più piccoli dei nostri fratelli per impegnarci ad alleviare le loro sofferenze. Desidero, infine, rivolgere un accorato appello a quanti hanno responsabilità istituzionali, chiedendo loro di porre i diritti umani al centro di tutte le politiche, incluse quelle di cooperazione e sviluppo, anche quando ciò significa andare controcorrente.

Un rinnovato impegno per i diritti umani
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