Le idee

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Nel dibattito apertosi sulle pagine di Toscana Oggi, il 18 dicembre 2011, con un articolo del gesuita padre Ennio Brovedani, direttore dell'Istituto Stensen di Firenze, sono intervenuti  studiosi, teologi e politici. Ecco raccolti tutti gli interventi.

In questi mesi l'Italia vive una crisi durissima, che unisce alle difficoltà dell'economia il travaglio della fine di un ciclo politico, con un affievolirsi della capacità di affrontare i problemi e con un vistoso limite culturale nel proporre soluzioni valide. I fermenti e le tensioni diffusi nelle varie forze politiche e sociali manifestano l'insoddisfazione e la preoccupazione per il futuro del Paese, e la mancanza di prospettive produce tensioni sociali che possono portare ad esiti imprevedibili e non facili da governare.
DI ANDREA TOMASI

Il rafforzarsi dell'incertezza sulla durata del governo – e per alcuni della legislatura – sta accelerando processi interni al Partito democratico altrimenti sintonizzati su altre tempistiche. Trovano in ciò, infatti, spiegazione i vari «tendoni» e le varie «stazioni» che in queste settimane animano il dibattito mediatico dei «democrat». Nonché le questioni sull'alleanza a venire, animate dall'esito – invero marginale per l'entità numerica dell'elettorato coinvolto – delle elezioni in Molise.
DI ALBERTO MONACI

Il saluto di Gabriello Manicini, presidente della Fondazione Monte de' Paschi di Siena, al convegno organizzato a Roma il 20 ottobre 2010, in collaborazione con il quotidiano della Santa Sede, «L'Osservatore Romano».

Pubblichiamo il testo integrale della relazione tenuta a Pisa, domenica 15 novembre, dal direttore dell'Ufficio Cei per la comunicazione, mons. Domenico Pompili, su «La Chiesa al tempo del 2.0: testimoni digitali».

Nel territorio fiorentino episodi di laica rimozione del crocifisso dalle aule sono di vecchia data. Un laicismo attivo, se non aggressivo, coltivato in cenacoli radical-socialisti e nella cultura dei pedagogisti della Facoltà di Magistero, la cui memoria è stata celebrata di recente nell'inaugurare la nuova sede.
DI PIETRO DE MARCO

Dino Boffo è stato vittima del «fuoco amico», ed è stato talora difeso da falsi amici. Il fuoco amico è un errore; compiuto dal Giornale senza calcolare che si offrivano agli avversari, laici e cattolici, ad un tempo: la fine di Boffo e della sua sapiente moderazione di Avvenire e di altri media cattolici; l'occasione per proclamare la (presunta) «fine dell'età ruiniana»; a tutte le sinistra il pretesto per una ennesima campagna contro Berlusconi liberticida e contro il governo; l'agio per tanti di mostrarsi defensor ecclesiae.
DI PIETRO DE MARCO

La storia del ministero cristiano è complessa. Si sviluppa dall'età apostolica in poi, nel confronto con l'unico fondamentale sacerdozio di Cristo, fino a configurarsi nei suoi tre gradi essenziali, - vescovi, preti, diaconi o ministri in genere, come dice il concilio di Trento -, con annessi altri ruoli, in definitiva fondati sulla cresima, dal sacrestano, a chi guida il canto, a chi legge in chiesa, a chi scaccia diavoli, a chi serve la messa, compito dell'accolito, «ordine» tra questi ultimi il più venerando, secondo l'antica Chiesa, perché più prossimo all'eucaristia.
DI CARLO NARDI

La legge regionale 29/2009 (testo della legge), recentemente approvata, è nota come legge sull'immigrazione, o «pro-clandestini» come sottolineano i suoi oppositori. Impugnata dal governo nazionale il 15 luglio scorso per illegittimità, in Toscana dovrà probabilmente sottoporsi al vaglio di un referendum abrogativo, che farà perno sulla destinazione di tutele e vantaggi previsti dalla legge toscana alla totalità degli «stranieri comunque dimoranti sul territorio regionale».
DI PIETRO DE MARCO