Lettere al Direttore
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Dal n. 5 del 3 febbraio 2002

Luoghi comuni sul Medioevo

Caro Direttore,
nella trasmissione televisiva «Uno Mattina» del 14 dicembre scorso, il giornalista corrispondente dall'America, dando notizia del documentario televisivo relativo alla responsabilità di Bin Laden nel gesto terrorista dell'11 settembre, ripetutamente ha fatto ricorso al Medioevo quale termine di paragone con la barbarie moderna.

Mi permetto non di criticare il riferimento al Medio Evo: è il linguaggio della inveterata cultura corrente e il giornalista è totalmente giustificato. A me dà l'occasione di una presa di posizione del tutto opposta alla citata cultura corrente dovuta non alla verità storica ma alla manipolazione tendenziosa della storia ad uso di un linguaggio «laicista», che, nella corrente pseudoculturale, fa legge.

Quale è la Verità: non la verità soggettiva che, tutto al più, può esprimere una opinione personale, magari anche rispettabile, ma non affatto la verità che è esclusivamente «oggettiva»: al di sopra di tutte le opinioni personali.

Il Medioevo è la matrice meravigliosa della cultura moderna, dove la cultura moderna è veramente valida: oggettivamente valida a prescindere dalle valutazioni puramente personali o di corrente che nulla hanno a che vedere con la verità storica oggettiva.

Il Medioevo inizia col crollo dell'impero romano motivato dalla corruzione della società e dalle invasioni barbariche. Storicamente le scuole delle numerose abbazie, vari centri di alta cultura, le scuole degli episcopi e finalmente le scuole palatine hanno accolto e fuso culturalmente le tante etnie barbariche fino alla realizzazione del rinnovato impero di Carlo Magno: un'Europa unificata nell'unica cultura umanistica e cristiana. Gli aspetti negativi di allora c'erano come ci sono oggi, documentati dalla cronaca negativa quotidiana che rende amara la colazione! Col peggiorativo che la cronaca nera si avvale oggi dei ritrovati «scientifici» sconosciuti allora, con buona pace del romanzo della rosa!

E la cultura medioevale raggiunge il suo vertice nella istituzione delle Università di Studi nate nel sec. XIV: aperte a tutti coloro che avevano voglia e capacità di apprendere. La scuola moderna, falsamente, orienta gli studenti verso l'università. È, per me, un errore. La selezione ci vuole come orientamento onesto verso gli alunni, a puro loro vantaggio. E la selezione allora avviene naturalmente con la rinuncia a proseguire da parte di una buona percentuale di studenti, senza poi far cenno alle lauree «comprate» a caro prezzo». Fin qui la scuola del Medioevo non c'era arrivata! Ci sono poi i grandi teologi che sono il vanto dell'epoca e la teologia occupava un posto di rilievo nelle università! Per farla breve citiamo Dante, Petracca, Boccaccio, e i numerosi artisti che ancora oggi attirano l'ammirata attenzione dell'umanità. Senza dire dello splendore dell'arte medioevale espressa con le grandi cattedrali romaniche e gotiche, richiamo di folle di turisti.

Tutta la cultura rinascimentale e umanista ha recepito i valori della cultura medioevale: ha lì le sue vere radici. Fortunatamente il malfamato Medioevo ha trovato oggi grandi cultori moderni che ne rivendicano lo splendore. e non sul Medioevo, ma anche sulla rivalutazione storica oggettiva di eventi moderni negativi che hanno avuto un momento di gloria finito nella più grande infamia, come le ideologie pseudofilosofiche che hanno portato l'umanità moderna alle infamie della rivoluzione francese, della rivoluzione bolscevica e nazista con milioni di vittime. Su questo squallido scenario dei tempi moderni è spuntata l'aurora foriera di luce che fa giustizia di certa cultura moderna che ci ha regalato quanto di negativo non ha conosciuto il meraviglioso Medioevo cristiano!

don Valente Moretti
Loro Ciuffenna (Ar)

È curioso come in un periodo di revisionismo storico a 360 gradi – spesso davvero eccessivo – sia invece ancora diffusa nei media l'idea illuminista di un Medioevo «buio e barbarico». Fortunatamente gli storici più seri hanno già rimosso questi luoghi comuni.

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