Lettere al Direttore
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Per una presenza responsabile dei cattolici e una buona politica

Un gruppo di 119 cattolici toscani, dopo il dibattito che Toscana Oggi ha avviato all'indomani del 4 marzo sull'impegno politico dei cristiani, ci ha indirizzato una lettera per auspicare un percorso comune per un rinnovato impegno e protagonismo nel segno della dottrina sociale della Chiesa. Un percorso aperto a chiunque voglia partecipare.

Elezioni politiche (Foto Sir)

Caro direttore, siamo rimasti molto colpiti dagli appelli del cardinal Bassetti per una nuova presenza dei cattolici alla vita politica. Un tema che anche «Toscana Oggi» ha trattato aprendo un dibattito sereno, preciso, aperto e chiaro. Una presenza responsabile dei cattolici è qualcosa di cui questo Paese ha bisogno: è disorientato, impoverito, facile preda dei venditori di false certezze. Deluso dal passato, illuso dal presente, spaventato dal futuro. Un Paese con meno speranza, ma sempre più voglia di sperare, espressa da una domanda «gridata» di buona politica e di fermo cambiamento da parte del popolo.

I tempi ci interpellano attraverso l'esempio e gli insegnamenti di San Paolo VI: uomo di identità e di mediazione, di pace e testimonianza, di dialogo e di presenza. Soprattutto, di unità e di lavoro paziente: per ricreare un unico tessuto solo dagli orditi lacerati nel tempo, per segnare un cammino comune dai sentieri lungo i quali si era disperso un popolo. La riedificazione comunitaria di una cultura civica e politica condivisa, dimensione fondante dell'impegno dell'oggi per il domani, si pone anche come base per la ricostruzione di una costituzione in senso materiale e spirituale.

Anche i cattolici che hanno a cuore il bene comune devono superare la dolorosa fase della frammentazione. Devono ritrovare il dialogo e la convergenza. Devono giungere a forme di aggregazione che non siano esclusive, ma li rendano in grado di far valere il proprio peso e far sentire la loro voce. Si avverte la necessità di creare una casa comune, sempre aperta a tutte le persone di buona volontà, che sappia valorizzare la formazione di una classe dirigente all'insegna dello spirito di servizio, della rettitudine di coscienza e della competenza.

Un luogo di riflessione e di aggregazione, di orientamento e discernimento e di iniziativa ispirata alla più piena condivisione, sul piano dell'impegno civile e politico, del comun denominatore costituito dall'insegnamento sociale cristiano.

Nessuno di noi, da solo, può sopravvivere alle incertezze di questa stagione fatta di odio montante, in cui le vecchie offerte di politica dimostrano di essersi logorate in modo irreversibile. Siamo coscienti che la rigenerazione della vita pubblica vada realizzata in tutta la filiera del lavoro, dell'economia, dell'impresa, del credito, dell'ambiente, dell'informazione, dell'educazione e della cultura, ma certo anche della politica, cui compete l'assunzione di scelte coerenti con questa visione. Mettendoci insieme potremo concorrere, in modo determinante, alla creazione di quel bene comune che - ce lo ricordano i nostri pastori - è scopo essenziale della nostra presenza nel mondo.

Per questo abbiamo preso a sentirci. Siamo in molti, molto più del previsto. Non siamo strutturati come una organizzazione: nessuna gerarchia, nessuna primazia. Un gruppo di persone che, prima di ogni altra cosa, vogliono ritrovarsi e riflettere insieme: sul nostro Paese e sui nostri figli, cui abbiamo il dovere di lasciare un futuro.

Cerchiamo gente come noi, che condivida i valori che riconosciamo nella dottrina sociale cristiana, coltivi l'affezione ad una Carta Costituzionale che riteniamo sia ancora oggi una base essenziale dell'identità nazionale, desideri la fermezza sui principi e l'apertura al dialogo. Insieme.

Insieme per la Toscana, insieme per l'Italia. Chiunque voglia conoscerci, ed iniziare un cammino comune o anche solo vedere chi siamo, ci contatti ad uno di questi due indirizzi di posta elettronica: insiemeperlatoscana@gmail.com insiemeperlitalia@gmail.com

Caro direttore, grazie per la sua ospitalità. Sarà bello un giorno poter dire di avere contribuito, insieme, al bene comune.

Vanessa Andrenelli
Antonino Avila
Mauro Banchini
Francesca Banchini
Luigi Bardelli
Marco Barsella
Armando Bartolini
Matilde Bartolomei
Roberto Bartoloni
Paolo Bartolozzi
Franco Benesperi
Giovanni Bensi
Francesco Beoni
Leonardo Bianchi
Siro Bisi
Jacopo Boida
Luca Boni
Roberto Boni
Marcello Bracali
Ilario Buchignani
Francesco Butini
Lorenzo Caciolli
Giovanni Cariddi Graziani
Alessi Carli
Marco Carraresi
Gaetano Ceccarelli
Emanuel Cerciello
Marco Ciantelli
Massimo Ciatti
Sergio Cini
Piero Cioni
Sandra Cipriani
Matteo Claudione
Agnese Colangelo
Gianni Conti
Giovanni Crociani
Andrea Cuminatto
Giuseppe Del Carlo
Enrico Dello Sbarba
Fabio Del Nista
Alessandro Del Taglia
Maria Luisa Di Blasio
Adriana Dragone
Renata Fabbri
Paolo Fanfani
Maurizio Fara
Giorgio Federighi
Paolo Fenzi
Fabio Figara
Serena Frediani
Daniela Galli
Andrea Gallorini
Ludovico Gierut
Giovanni Grasso
Nicola Graziani
Cosimo Graziani
Lavinia Graziani
Federico Graziani
Silvano Guerrini
Enrico Guglielmini
Carlo Iannattone
Giancarlo Infante
Nicole Lafuenti
Mario Liuni
Mario Lorenzini
Paolo Magnolfi
Gino Malfatti
Stella Manca
Marco Martini
Maria Masia
Andrea Massaini
Enrico Mencattini
Michele Mensi
Alessia Meoni
Carla Minacci
Alessandra Mori
Andrea Mugnaini
Patrizia Natali
Valter Nebbiai
Gianclaudio Nesti
Franco Niccolai
Mauro Nobili
Francesco Olivato
Lorenzo Orioli
Marcello Pagliai
Giovanni Pallanti
Duccio Panti
Marcella Paolieri
Roberto Paolucci
Marco Paolucci
Maria Laura Paolucci
Carlo Parenti
Marco Parrini
Lucia Pezzati
Gianluca Poggiolini
Roberto Poledini
Marcella Primanti
Giannozzo Pucci
Alvaro Ringressi
Lorenzo Roggi
Emanuele Rossi
Leonardo Scarselli
Ilaria Scatizzi
Luigi Scatizzi
Giovanni Schiano
Laura Soldano
Massimo Soletti
Rosario Sferruzza
Franco Spugnesi
Alessandra Susini
Claudia Tassi
Cristiano Vannucchi
Marco Vagaggini
Fabio Vagaggini
Fausto Vannucci
Laura Vivarelli
Saverio Vivarelli
Silvia Vivarelli
Lorenzo Zirri

L'auspicio finale, cari amici, non è di poco conto. Pensare che questo piccolo giornale possa contribuire al bene comune è una cosa straordinaria. Di questo vi ringrazio. Mi fa anche piacere che abbiate apprezzato il dibattito che si è sviluppato su queste pagine e dal quale, mi sembra di capire, abbia in qualche modo preso le mosse questa vostra lodevole iniziativa e di conseguenza abbiate ritenuto opportuno chiedere di veicolarla attraverso queste stesse pagine. Di questo sono molto contento anche perché condivido con voi la necessità di una presenza responsabile dei cattolici e di una buona politica. Sono sufficienti le parole (frutto di un «linguaggio imbarbarito e arrogante» per dirla con Bassetti) sentite nei giorni scorsi a proposito anche della stampa per capire a quale livello è arrivato il dibattito politico. Pensiamo di contro alla bellezza del concetto da voi più volte richiamato: bene comune, un concetto spesso dimenticato, ma essenziale per la convivenza e per la qualità della vita. Enzo Bianchi ha scritto che «il bene (bonum) è quanto gli uomini e le donne desiderano per vivere in pienezza» e il «bene comune non è semplicimente qualcosa di materiale posseduto insieme, ma è l'insieme delle condizioni di vita che favoriscono il ben-essere, l'umanizzazione di tutti». Come vedete, cari amici, torna anche qui il concetto di «Insieme» che avete scelto per lanciare la vostra proposta di dialogo e convergenza alla quale, per rimanere in tema, auguro ogni bene.

Andrea Fagioli

Per una presenza responsabile dei cattolici e una buona politica
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