Lettere al Direttore
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Se le banche, tutte, dimenticano il «piccolo»

La lettera di questa settimana è un grido d'allarme per le 5 milioni di piccole e medie imprese, destinate a spengersi piano piano se il credito non le sostiene.

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C'è una tragedia in atto in Italia: Le cinque milioni di Pmi si spengono piano piano e le grandi imprese, poche, sono in mani straniere. Occorre che le Casse rurali e le Bcc sostengano le Pmi poiché le grandi banche sono orientate alla «finanza» e a poche grandi imprese. Oltre che con il credito le Pmi vanno sostenute con l’aiuto all’esportazione.

Ogni Bcc può promuovere l’export, o l’agriturismo, tramite le banche estere corrispondenti con convenzioni con loro dipendenti e clienti. Poi c’è il passo successivo: costituire uffici di Buyer  presso le Direzioni copiando il buon Giovan Battista Giorgini che in Firenze- dopo la guerra -si interpose come Buyer «medium» fra le Pmi toscane ed i compratori Usa.

Se le piccole banche non si muovono sui servizi, sarà difficile campare con i soli prestiti. La disoccupazione (anche bancaria) è in agguato. Parlo per esperienza nel settore bancario.

Gian Carlo Politi

La lettera del signor Gian Carlo Politi offre lo spunto per accennare, non certo esaurire, un tema che non riguarda la sola Toscana e non è confinabile in Italia o in Europa. La crisi aperta, ormai da oltre un decennio, nell’economia globale, come sempre successo, ha colpito fin da subito i piccoli, siano essi artigiani o commercianti, imprese singole o familiari. Non è un problema solo italiano, e non sono certo io il primo a fare questa analisi, ma nel nostro Paese ha «morso» di più proprio per la peculiarietà di una forte presenza del «piccolo» che non va demonizzato perché ha consentito a tanti di elevare la loro condizione ma che nell’economia globale soffre, fino a rischiare di scomparire.

Imprenditori come Giovan Battista Giorgini, capace di aprire le porte del mondo alla moda italiana, all’orizzonte non sembrano essercene molti. Se a ciò aggiungiamo il susseguirsi di governi diversi, cosa che mai aiuta a individuare soluzioni, è chiaro il motivo per cui siamo ancora a leccarci le ferite. E non è detto che il Conte bis possa essere il medico giusto. Vedremo. E non sono serviti, almeno per ora, i navigator tanto cari al M5S o la «quota 100» della Lega, nè i provvedimenti sulle banche. Pure le Casse rurali e le Bcc, che nel secolo scorso avevano permesso a tanti di affacciarsi fuori dai loro laboratori o dalle piccole aziende agricole, hanno subito gli effetti della crisi. Possono fare di più? Probabilmente sì e, assicuro il signor Politi, che ce ne occuperemo presto per capire noi, e aiutare i lettori a muoversi nel mondo del credito, a guardare all’export.

Onestamente ho paura che la risposta sia nelle ultime righe della sua lettera: le piccole banche, come le grandi, dovranno ancora tagliare il personale? Se così sarà, perché lo chiede la Bce e lo impone la tecnologia, difficilmente i responsabili delle Pmi o i singoli, troveranno allo sportello qualcuno disposto ad ascoltarli. Certo non lo faranno i computer o le automazione che ormai sembrano farla da padrone.

Domenico Mugnaini

Se le banche, tutte, dimenticano il «piccolo»
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