Lettere al Direttore
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Sparite le firme amate dai predecessori di Francesco

Un lettore lamenta che tra le firme di Toscana Oggi siano spariti alcune personalità cattoliche che erano molto in voga ai tempi dei predecessori di Papa Francesco.

Francesco e Benedetto (Foto Sir)

Egregio direttore, non vedo nel nostro giornale articoli di personaggi cattolici molto amati dai papi precedenti come Vittorio Messori, Antonio Livi, Costanza Miriano ecc. Invece spesso vedo articoli di Enzo Bianchi, Cacciari, Ravasi, padre Turoldo, ecc. Forse i primi sono censurati perché non ben visti dall’attuale Santo Padre? Il che sarebbe assurdo. Oggi purtroppo i cattolici sono divisi in due categorie: cattolici e modernisti. Il nostro giornale deve essere aperto alla Verità. Comprendo che la Verità è sgradevole e intollerante e per questo va urlata. La tolleranza c’è non verso l’errore, ma soltanto verso l’errante. La pregherei di aprire il nostro giornale anche a coloro che oggi sono sgraditi ma veri credenti cattolici. Voltaire e Locke predicavano tolleranza per tutti ma tranne per gli infami, quindi: tranne per i cattolici. La civiltà moderna nasce da una rivolta verso Dio. Apriamo le porte della Santa Chiesa verso il mondo, ma per resistere alle lusinghe di questo, bisogna essere preparati e combattenti della vera Fede, altrimenti ci converte il mondo.

Roberto Lombardo

A me farebbe molto piacere che Papa Francesco partecipasse alle nostre riunioni di redazione. Purtoppo, non è possibile. Mi perdoni, carissimo Roberto, se inizio a risponderle con una battuta. Non se la prenda, mi raccomando. È solo per spiegare a lei e agli altri amici lettori che la decisione di cosa pubblicare o a chi chiedere commenti e interventi è molto interna al giornale. Fortunamente non abbiamo pressioni o influenze in questo senso dall’esterno. Alcune firme autorevoli che trova oggi sono quelle (per fortuna non poche) di amici di «Toscana Oggi» di cui andiamo fieri, proprio per l’amicizia che ci dimostrano. Altre le condividiamo con il «Sir», l’agenzia di stampa della Cei e dei settimanali cattolici. Ma le garantisco, caro Roberto, che non ci sono censure in atto. Le dirò di più: se Vittorio Messori, tanto per riprendere il primo nome citato, scrivesse per noi saremmo più che felici, oltre che onorati, convinti di poter offrire ai nostri lettori un bel contributo di idee, che poi è quello che conta. In passato, però, è successo solo una volta. Insomma, non è così facile avere un articolo di Messori. Per il resto non credo ci sia molto da aprire in un giornale che ritengo aperto da sempre. Lo dimostrano anche le lettere come la sua e come altre in questa pagina, non proprio tenere con il Papa attuale, che pubblichiamo anche se non condividiamo. E nessuno, anche in questo caso, ci obbliga a farlo.

Andrea Fagioli

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