Lettere al Direttore
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Dal n. 31 del 7 settembre 2003

Togliamo i punti... a chi fa le leggi

Caro Direttore,
da circa un mese dall'entrata in vigore del nuovo Codice della Strada e della «famigerata» patente a punti, si fa un gran parlare, indagini statistiche alla mano, e relative analisi percentuali, sul numero degli incidenti, dei feriti e delle vittime degli incidenti stradali nei week end del mese di luglio...

Gli organi di informazione, quasi in forma plebiscitaria, esultano di fronte agli esiti, ritenuti evidentemente positivi, che le nuove norme hanno apportato sull'educazione alla guida e sul rispetto delle più elementari norme di comportamento, peraltro già pesantemente sanzionabili dal precedente codice della strada, e garantite da maggiori controlli da parte degli organi pubblici preposti.
Premesso che non sono un abituale utente stradale ed autostradale, propongo in merito un'esperienza personale. Nel periodo trascorso dall'entrata in vigore del nuovo codice ho avuto occasione di percorrere con la mia auto, per esigenze familiari, quasi mille chilometri tra Siena e la costa Maremmana e tra questa e l'Autostrada del Sole, sia su strade statali che provinciali; nelle giornate di sabato e domenica. Ebbene, in questo pellegrinare non ho avuto il piacere (o il dispiacere!) di incontrare pattuglie di agenti e/o di militi (e relativi autovelox), salvo una che, all'ombra di fresche fronde di quercia, fermava solo ai fini statistici, le auto più lente (favorisca patente e libretto). In compenso, nelle medesime tratte stradali ho incontrato auto che impunemente sfrecciavano ben oltre i limiti apposti, sorpassavano in presenza di striscie continue singole e doppie, sorpassavano in doppia fila su strada statale a doppio senso, mancavano di rispetto alle precedenze, passavano ai semafori con il rosso, motociclisti senza casco, ciclisti contro mano, automobili che superavano auto che avevano già segnalato, usando la freccia con largo preavviso, la propria esigenza di svoltare a sinistra su altre strade, motociclisti che sorpassano impunemente a destra e sinistra ... e numerose di queste auto avevano targhe straniere (proviamo a fare simili intemperanze nei loro paesi e vedremo cosa ci aspetta); ... cioè gli stessi comportamenti indisciplinati già riscontrati prima del nuovo Codice, con la differenza che gli scorsi anni, sulle medesime strade e nelle medesime giornate di luglio erano presenti anche volontari della protezione civile e numerosi presidi di pronto intervento medico (ambulanze con medico a bordo).

Concludo riprendendo una riflessione di un lettore, già pubblicata sulla rubrica «lettere» di un primario organo di stampa nazionale, sul fenomeno dei fari accesi (di giorno): se il costo di tale operazione è pari al consumo di 0,25 litri di carburante ogni 100 chilometri, proviamo a fare il calcolo dell'ammontare del «regalo» che il nostro attuale Governo ha fatto alle compagnie petrolifere (italiane e non), senza aumentare il costo del carburante in regime di libero mercato, e valutiamo se esso è casuale o «dovutamente» voluto in omaggio ai nostri amici di oltreoceano?

Forse, anzichè togliere i punti alle patenti, non sarebbe il caso di toglierli ai controllori e a chi legifera?
facere@katamail.com

Nel periodo estivo dal 30 giugno al 28 agosto gli incidenti stradali sono scesi da 34.490 del 2002 a 26.656 di quest'anno. Ma quello che più conta è la diminuzione dei morti (da 904 a 698 con un «risparmio di vite umane» di 206 unità) e dei feriti (- 35,98%). È difficile negare che possa essere effetto dell'introduzione della patente a punti che, nonostante la testimonianza del nostro lettore, sembra comunque aver indotto a comportamenti più virtuosi, soprattutto ad indossare il casco, se motociclisti, e ad allacciare le cinture di sicurezza, come testimonia anche la netta diminuzione di contravvenzioni (da 58.402 a 32.518 per il casco e da 89.256 a 51.608 per le cinture). Auguriamoci che non sia solo un effetto momentaneo e che tra qualche mese non si torni a piangere un numero crescente di morti e feriti. Ma quello che è sicuro è che non basta. Come scrivevamo sul n. 28 del 20 luglio, la strada per la sicurezza stradale è ancora lunga.: «Invece di andare avanti a colpi di decreto e di annunci sensazionali ci si sieda finalmente attorno ad un tavolo, tutti insieme: ministero dei trasporti, forze dell'ordine, Anas, autostrade, Aci, associazioni dei consumatori, rappresentanti degli enti locali, case costruttrici di veicoli. Solo da un “patto forte” tra tutti questi soggetti può nascere qualcosa di duraturo».

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