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Appunti da un Festival del cavolo

Parole chiave: festival di sanremo (11), tv (241)

di Mauro Banchini

C come cavolo. Un cavolo all'occhiello della giacca. Un cavolo tinto di rosso. Lo indossava un cronista collegato davanti all'Ariston, dove c'erano persone in fila per vedere un big chiamato Pierdavide.

G come ganzo. Modestia a parte, ganzo sono stato io rifiutandomi di seguire Sanremo. Ho guardato altro. Ho fatto altro. Ma seguire per 5 serate 5 una noia come il festival, non me la sono sentita.

C come canzoni. Sarebbero la missione vera di tutto l'ambaradan ma da molto tempo hanno perso peso. Mi iscrivo al partito di quelli che vorrebbero un festival prosciugato a due, massimo tre, giorni: capace di raccontare solo canzoni. Via tutto il resto. Appuntamento al 2013?

C come computer. La parte iniziale della serata conclusiva l'ho però seguita in modo alternativo. Davanti al computer con «SAnREMO sul 28»: intrigante spazio di Tv2000 con un talk in diretta sul festival. Non so in quanti saremo stati, ma mi è piaciuto far parte di questa minoranza.

T come televoto. Qui ho appreso di un singolare appello rivolto da Gianni Morandi agli spettatori: fate un uso accorto del televoto, perché può essere irregolare. Vista l'importanza (anche economica) dello strumento nella scelta del vincitore, partire con queste «mani in avanti» non è certo robetta. Quand'è che la smetteranno con meccanismi così poco trasparenti?

V come vincitrice. A proposito di trasparenza, in effetti ha vinto chi doveva vincere. Tale Emma. Portata al festival Rai dalla lobby (concorrente?) della signora De Filippi.

D come Don Backy. Bel colpo, di Tv2000, ad avere un mito come il cantante toscano, da tempo in lite con Adriano. «Oggi le canzoni non riescono più a emozionare, non hanno più spessore». Hai ragione, don.

M come mediocre. Mirella Poggialini, critico tv di «Avvenire», ha definito «mediocre» l'edizione 2012 del festival. Aggiungendo che «corrisponde bene alla società attuale».

N come nuda. Mia moglie lo sbirciava, il Festival, nella serata finale. L'ho sentita borbottare «Ma vieni a vedere, che è nuda». Si riferiva a una «presentatrice». Mentendo alla grande, ho detto che non mi interessava ma ho subito cercato le foto sul sito di «Repubblica». Yovanka pareva proprio nuda.

F come farfallina. Possibile non vedere Sanremo, ma impossibile non rendersi conto che la splendida Belen ha mostrato una farfallina. Nei verbali di caserma, il mi' babbo – rigido appuntato – certe esibizioni le avrebbe chiamate in altro modo. E anche le femministe degli anni Settanta, un po' si sarebbero incacchiate.

F come fiori. Venivano sempre offerti da Sanremo come addobbo del teatro. Pare che quest'anno non ci fossero. E su Tv2000 hanno chiamato una fiorista impegnata in deliziose composizioni floreali.

P come promozioni. Davanti a 16 milioni di spettatori, Rai non se l'è sentita di non fare telepromozioni ai suoi programmi. Lo ha notato Giovanni Anversa dopo l'ennesima «marchetta» offerta al pubblico del festival.

N come noia. Ospiti di Tv2000, fra cui la Sveva Casati Modigliani, hanno confessato che guardare in diretta il festival rappresenta una sorta di tortura. Noia, mancanza di ritmo, lentezza: queste le constatazioni.

N come «non-li-conosco». Fra i cosiddetti big (caspita!) in finale, uno si chiamava Pierdavide e quattro rispondevano ai nomi di Nina, Arisa, Noemi, Emma. Mi dispiace non conoscerli. Io son rimasto a Celentano.

A come Adriano. Un gigante della musica non solo italiana. Vecchia guardia. Fra poco taglierà gli Ottanta. Se non ci fosse stato lui, chi se lo sarebbe filato questo Festival 2012?

F come furbizia. Sarò cinico, ma a me non me lo toglie dalla testa nessuno che tutto (compreso il predicone Gesù buono/Avvenire cattivo) sia stato pensato come trucco facile per far salire gli ascolti e, dunque, i ricavi. Ma Gesù, utilizzato per basso marketing, è talmente buono che non si è arrabbiato. Neppure stavolta.

T come telepredicatore. Mi iscrivo al partito che Adriano se canta e basta, è molto meglio.

C come giornali. Talmente strampalata la prima «tirata» adrianesca e così imbarazzata la replica, che tutto si commenta da solo. Evidente che Celentano si è voluto «vendicare» contro chi lo aveva attaccato sulla beneficenza. Ma chiedere la chiusura di due giornali è cosa lenta, molto lenta. Altro che rock.

C come abbonamenti. Ottima la reazione delle testate cattoliche (spero anche di «Toscana Oggi») nel regalare abbonamenti a Celentano. Visto che è rimasto così ... indietro, forse male non gli fa.

B come beneficenza. Gli incassi da due serate (700 mila euro) ora finiranno ad Amnesty e a un gruppino di poveri cristi tirati a sorte da qualche sindaco. Ognuno la pensi come crede: per me trattasi di carità pelosa. Diciamo: pre-conciliare. Dal lavoro di Caritas ho imparato ben altro !

L come lordi. Sono curioso di sapere se la cifra è netta o lorda. 700 mila euro: mia moglie è insegnante. Una cifra come quella, mettiamo sia netta, la guadagnerebbe lavorando una quarantina d'anni. Che me ne frega? Nulla. Solo una piccola curiosità.

S come sedi. Sono quelle Rai nel Sud del mondo che la Rai vuole chiudere per mancanza di soldi e che potrebbero restare aperte con i soldi dati a Celentano. È per aver detto questo che «Avvenire» e «Famiglia Cristiana» si son beccate i rimbrotti del capo Clan.

M come moratoria. Non sarebbe il caso di togliere uno zero alle cifre guadagnate da questi signori (penso anche a Morandi e a Papaleo)? E non sarebbe il caso di rendere visibili sul sito Rai i guadagni, almeno quelli superiori ai 100 mila euro? Sui siti delle Pubbliche Amministrazioni è un obbligo. Chiunque può controllare quanto guadagna un dirigente. Perché non si può sapere quanto ha guadagnato la bella Yovanka?

D come Dio. A giudizio della filippica adriana, stampa cattolica e Chiesa istituzione hanno tradito la mission primaria: raccontare la Buona Novella. Con tutto il bene che voglio a Celentano forse non sarebbe male si desse una calmata. Tutti ce la dobbiamo dare, ma pure i telepredicatori ricchi...

G come Gesù. Sappiamo che lui, ma anche il Padre e pure lo Spirito, hanno la mania di utilizzare situazioni e personaggi «diversi» per far passare valori e speranze. Presumo che i tre si siano aggirati nella brezza di Sanremo. Depurata da furbizie e scemate, la predica adriana può anche essere (perché no?) un invito a confrontarsi con un verticale assai più vertiginoso dello spacco di Belen.

P come paradiso. Tutto ciò vale anche come invito a immaginare come sarà il paradiso. Ognuno se lo immagini come crede (un amico miscredente e blasfemo sostiene che ci saranno molte farfalline), ma siccome lo vedremo solo dopo, per ora non ci resta che tentare di anticiparlo qui in terra. Nei suoi confusi monologhi, forse Adriano non ha capito che occuparsi di cose terrene (compresa l'informazione dal Sud del mondo) significa occuparsi anche di Dio. O forse lo ha capito e ha fatto di tutto per ricordarcelo.

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francesco durante 22/02/2012 00:00
apprezzo le ottime riflessioni, a cui aggiungo che oltre al cavolo ornamentale all' occhiello, la sorpresa finale è stato l' omaggio floreale che mi hanno offerto: un mazzo di carciofi e broccoli. Per sottolineare l' assenza dei fiori al festival e ricordare con un pizzico di ironia la canzone vincitrice del 1° Festival (grazie dei fior, Nilla Pizzi). Francesco Durante, inviato-giullare di TV2000 al Festival di Sanremo.

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