Onda lunga
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Disinteressato al calcio ma stregato da Elisa...

Parole chiave: tv (241)

di Mauro Banchini

Tutti sono impegnati a disquisire sull'ultima partita della Fiorentina. Disquisiscono chissà da quante ore e certo disquisirebbero ancora all'infinito. Ma c'è una differenza fra i magnifici otto che, pispolando, mi ritrovo in casa un lunedì mattina: Elisa, bella ragazza castana, sta seduta su un trampolo alto mentre i sette maschietti che sono con lei in studio stanno molto più comodi su poltrone basse.

Vuoi vedere che la spiegazione, l'unica spiegazione, sta nelle belle gambe di Elisa abbondantemente messe in mostra – da Elisa stessa – e ogni tanto inquadrate, a uso e consumo di noi vecchi guardoni, dalla punta dei piedi in su? Proprio un caso che Elisa, per questa diretta in cui sette maschietti discettano di una partita di calcio, abbia indossato una gonna corta? Un caso quelle (intuisco scomodissime) scarpette tacco 12? Un caso lo scollo su cui, sempre per caso, ogni tanto torna a inquadrare la telecamera?

Se nella carta stampata evito con cura tre tipi di pagine (le economiche, le finanziarie, le sportive) non capendoci assolutamente nulla e, dunque, trovando inutile sfogliarle, in televisione guardo raramente queste trasmissioni di commenti calcistici, nazionali o locali. Ma quando ci capito, resto rapito dall'abilità di questi disquisitori: gente, ottimi colleghi, in grado di parlare ore intere – presumo anche retribuiti – su una partita che c'è stata o su un'altra che deve ancora esserci. E un po', devo ammettere, li invidio non riuscendo a capire come diavolo facciano. Ma la cosa per me singolare è un altro fatto: la intuibile esistenza di migliaia e migliaia di persone che occupano il loro tempo libero ad ascoltare gli ottimi colleghi così beatamente impegnati a ragionare sul nulla.

L'altra mattina, pispolando, mi sono imbattuto nelle gambe della bella Elisa e subito dopo ho riconosciuto bravi colleghi di giornalismo (sportivo e non) accompagnati da uno strano tipo con un calzino a righe e un altro a rombi. Insieme a loro, due esponenti politici locali, per la serie dimmi-tu-che-si-deve-fare-oggi-per-farsi-vedere-dagli-elettori: uno di centrodestra (consigliere comunale a Palazzo Vecchio) e l'altro di centrosinistra (sindaco di un Comune sopra Firenze).

Cesare, lo strano tipo dai calzini diversi, ha in mano un mazzo di carte come quelle che servono alle fattucchiere per far finta di indovinare se lei ama lui o se uscirà il 31. Presumo gli siano servite, prima, per chissà quale «stregoneria» calcistica.

In collegamento esterno, dalla redazione di un quotidiano locale, un altro bravo collega. Capisco in fondo che la trasmissione è una replica: alla fine si dicono tutti ... buonanotte. Molto spigliata – e consapevole che dall'altra parte del trespolo lei ci fa una bella figura – la nostra giovane Elisa lancia una intervista a tale Amauri: un attaccante di una Fiorentina che ieri ha perso. Gli viene chiesto perché la Fiorentina ha perso e lui, con ineffabile logica da attaccante, risponde «ha perso perché non ha fatto goal».

Sarebbe utile, forse anche a quelli della Crusca, un monitoraggio attorno a quanto in questa tipologia di trasmissioni radiofoniche e televisive si riesce a dire a commento di un goal, di un'azione, di una partita, di un giocatore.

Il microfono passa a uno chiamato Mencucci. Fa il superiore («Cerchiamo di prendere gli aspetti positivi di una sconfitta») ma subito dopo ci ripensa («Però da una sconfitta ci sono pochi aspetti positivi da prendere») per concludere con una certezza che non è chiaro da dove gli arrivi («Sabato prossimo sorrideremo»).

Elisa si aggiusta sullo sgabello mostrando il mostrabile ed ecco Luca da Signa: un tifoso che telefona per dire che «Amauri da mesi non ha i 90 minuti nelle gambe e noi si doveva prendere un attaccante più tranquillo». Elisa, che di minuti nelle gambe sa di averne 360 per gamba, sostiene che è tardi e che deve chiudere.

Ma prima chiede «un pronostico» a tutti i colleghi di studio: un pronostico sul prossimo impegno della Fiorentina, nientemeno che con la Juve. Per tre dei nostri disquisitori, finirà 2 a 0 per la Fiorentina. Per altri quattro (compreso il mitico Cesare, quello con un calzino a righe e uno a rombi) finirà in un pareggio.

A essere finita, con un «buonanotte» dallo sgabello, è la puntata numero chissà quale di «Forza Viola».

Disinteressato al calcio ma stregato da Elisa...
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