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Documentari: americanata su «La terra dopo l'uomo»

Parole chiave: tv (241)

di Mauro Banchini

Arrivo su History che l'uomo è già scomparso. Non chiedetemi perché. Basta sapere che in tutta la terra non c'è più un esemplare di essere umano (donne comprese). La cosa è angosciante, anche perché pochi minuti prima s'è avvertita una vera scossa di terremoto. E poi c'è la storia dei Maya, con quel 12 dicembre 2012 che, implacabile, si sta avvicinando. Sarà dunque bene capire cosa accadrà alla terra dopo la scomparsa definitiva dell'uomo (e della donna) superando l'immediata, logicissima, domanda sul «echisenefrega».

Se appartenete alla inutile categoria del «echisenefrega» non meritate nulla. Ma se aspettate in gloria il ritorno di Voyager, ricercate pure – lo passano una o due volte l'anno – questo mitico documentario di History.

Io ci sono arrivato che l'uomo è scomparso da una settimana: gli aeroporti Usa si riempiono con tanti gabbiani. Un mese dopo arrivano le oche canadesi. Tre anni dopo tornano le locuste delle Montagne Rocciose.

Gli autori historyani devono avere un debito con qualche compagnia aerea: non fanno altro che raccontare cosa accadrà, di sicuro, negli aeroporti del loro grande Paese. 5 anni dopo la fine dell'uomo (e della donna) la maggior parte degli aerei si sta deteriorando. 8 anni dopo, la sonda spaziale «Cassini» continua a girare attorno a Saturno e manda foto non si capisce a chi, ma è piena di batteri «estremofili» (capaci di sopravvivere alle condizioni più estreme). 9 anni dopo esplode il mitico aereo del presidente Usa e la cosa merita una solenne citazione.

10 anni dopo i tetti degli aeroporti sono sfondati dai rami degli alberi. 15 anni dopo cessa di trasmettere anche l'ultima stazione radio che fino ad allora aveva continuato a diffondere musica in automatico  grazie a un computer. 20 anni dopo «Cassini» si scontra con Saturno diffondendo nell'universo i famosi estremofili.

30 anni dopo sui cieli delle praterie americane compare un gigantesco, terrificante, sciame nero: le famose locuste delle montagne rocciose che, indisturbate, non hanno trovato di meglio che crescere e moltiplicarsi.

E dopo 50 anni che accade all'antenna televisiva più alta del Nord Dakota (628 metri)? Coperta da ghiaccio e spazzata da «forti venti» finisce per crollare: ma è così alta che per finire a terra le 400 tonnellate impiegano – particolare fondamentale – ben 10 secondi.

È passato solo mezzo secolo, e il documentario di History dura ancora mezzora. Sono già così angosciato per il fatto che la torre tv del Nord Dakota è crollata impiegando 10 secondi, da non poter proseguire oltre. Mi resta però una curiosità: History sostiene che l'uomo (e la donna, ribadisco) è scomparso dalla terra raccontando ciò che di sicuro accadrà dopo: però non fa i conti con la vecchia Europa, o almeno con le note capacità di sopravvivenza di noi italiani. Un piccolo consiglio per quei brodi di History: lasciate perdere gli estremofili sparsi su Saturno (con tutto il rispetto: chi se ne frega?). Cercate di capire invece cosa potrà accadere nella vecchia Italia quando tutto il cielo degli ex Usa sarà ricoperto dalle locuste delle Montagne Rocciose. Ho l'impressione che La terra dopo l'uomo (questo il titolo del docu) andrebbe rimodulato in salsa almeno italiana: un uomo (e anche una donna) qui da noi, qui in Toscana, ci resteranno di sicuro. A prendere per i fondelli quei brodi di History che non ne avevano azzeccata neppure una.

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