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Le inaspettate sorprese della mattina di RaiUno

Parole chiave: tv (241)

di Mauro Banchini

Pre-giudizio: abito mentale che talvolta mi colpisce. Un esempio (l'ultimo) viene dal mattino di RaiUno.

«Cosa mai di buono potrà venire da Uno Mattina», mi sono chiesto per anni, non potendo mai verificare in prima persona ciò che, fra le 6 e le 11 di ogni dì, passa il convento Rai. Fino a lunedì scorso quando, complice un imprevisto, verso le 10 ho deciso di posizionarmi, con palpabile disgusto, davanti allo schermo.

Era iniziata la terza parte («Storie Vere») del lungo contenitore e la pomposità del titolo pareva confermarmi nel pre-giudizio. Poi il miracolo: il programma mi piaceva.

Due giovani conduttori (freschi, almeno all'apparenza) facevano bene il loro mestiere nel dibattito provocato dalla storia di Tiziana: giovane donna che, per strada, ha trovato 500 euro. Non dentro un portafoglio (questo avrebbe determinato qualche obbligo in più) ma «liberi». E cosa ti combina Tiziana? Li porta dai CC che la guardano come una extraterrestre.

Non è dato sapere com'è finita la vicenda, ma Georgia e Savino (i conduttori) ci imbastiscono la puntata, sotto un tema generale («Gli italiani sono onesti o furbi?») che consente un'ora di piacevole visione. Partecipa il pubblico in studio (si ascoltano le storie più incredibili, ma nessuno alza la mano quando Georgia pone brutale la domanda: «chi di voi avrebbe restituito i 500 euro?») e c'è pure la solita possibilità di votare da casa (alla fine il 69% converrà sul fatto che gli italiani sono soprattutto «furbi» mentre a sostenere che siamo «onesti» c'è solo il restante 31%).

Arriva l'esperto ADUC (consumatori) e mette in guardia il pubblico mattutino contro truffe, raggiri e simili. «Non credete alle favole», è il ritornello. Pure un secondo ospite, specializzato in ristoranti, evidenzia certi «eccessi di furbizia» quando andiamo al ristorante e il conto, per esempio, ce lo troviamo «arrotondato».

In base al famoso salasso perpetrato contro una coppia giapponese in un ristorante romano, ecco Tetzuro: corrispondente dall'Italia di una testata giapponese. Sostiene che, nel suo Paese, il 90% degli oggetti (e dei denari) ritrovati viene portato alla polizia: fa il caso di un milione di euro (!) trovato per strada e portato alla polizia (pare che se entro 6 mesi la cifra non viene ritirata, «chi trova porta a casa»). Al sito web, intanto, arrivano storie di truffe: compreso un falso prete che, nel nord, ha celebrato per oltre 20 anni prima di essere scoperto.

Con un programma meno leggero di ciò che sembrerebbe, e certo scorrevole, arriva un capitano CC: racconta una truffa a Napoli, con 150 falsi ciechi (le immagini mostrano «ciechi» che guidano l'auto, giocano a carte, leggono un giornale) finalmente arrestati. Qualcuno, pare, ha tentato la blasfema carta del «miracolo di san Gennaro». L'unica cosa debole della puntata l'ho trovata alla fine, quando il turno del «saggio» è toccato al papillon di Roberto Gervaso. Per via di antiche sue frequentazioni piduesche non lo sopporto. «Saggio» a parte, quest'oretta mattutina mi ha tolto un pre-giudizio.

E siccome mi ci son trovato bene, proseguo. Incrocio un altro programma mai visto (Occhio alla spesa, con Alessandro Di Pietro). Sarà una mattina felice, o le mie capacità critiche saranno scomparse, ma trovo più che gradevole pure questa ulteriore oretta.

Buona tv di servizio, stamattina dedicata ai misteri di quanta frutta è contenuta in succhi, frullati, bevande e yoghurt «alla frutta». Scopro un sacco di cose utili (di frutta c'è n'è pochina) e trovo un programma utile: apre gli occhi, svela i trucchi degli spot, educa i consumatori. Anche qui c'è una cosa «debole»: le telefonate fatte fare (un euro a botta) con l'illusione di 500 euro in (?) gettoni d'oro. Ma non si può essere perfetti in uno spazio dove basterebbe l'intervento del dirigente Coldiretti (il 95% del succo di arancia fatta passare per «italiana» arriva, polverizzato, dal Brasile) e l'appello del conduttore («Non farti abbindolare dagli spot, guarda bene le etichette») per assegnare un «bene, bravo, bis».

Verso mezzogiorno ecco la Prova del Cuoco: la Clerici pretende di insegnarmi (a me !!!) come si fa il brodo digitale. Stacco esausto, non prima di aver appreso che la patata, nell'acqua del brodo, va messa con la buccia intera.

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