Onda lunga
stampa

Tv2000, la tecnologia ci porta a Betlemme

Parole chiave: tv (241), betlemme (42)

di Mauro Banchini

E chi lo avrebbe mai detto di poter assistere tutte le mattine, in questo periodo natalizio, alla Messa in diretta dalla Grotta del Latte in Betlemme? Quest'anno è possibile, grazie alla tv cosiddetta «dei vescovi».

E grazie al recentissimo passaggio al digitale terrestre, è possibile anche per tutti noi toscani: basta digitare un «due» e un «otto» su quell'aggeggio chiamato telecomando e tutte le mattine (8,30) il piccolo «miracolo» è possibile sul canale 28 del digitale terrestre (oltre che sul canale 801 del digitale satellitare in piattaforma Sky). Le tecnologie fanno il miracolo: senza prendere il pullman per Fiumicino, l'aereo per Tel Aviv, il pullman per Betlemme e senza passare per il check-point fra Gerusalemme e Betlemme, la tecnologia ci unisce alle monache Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento in un luogo suggestivo, molto vicino alla Grotta della Natività, nella poesia di Betlemme. Questo fino all'Epifania.

È grande la soddisfazione del direttore Dino Boffo nel ricordare come il primo giorno di questo collegamento, il pubblico sintonizzato su Tv2000 per la Messa da Betlemme ha superato il 3% dello share riguardante l'intera platea televisiva nazionale. «Un risultato che ha del clamoroso – nota Boffo – se si pensa alla classificazione secondo cui viene di norma definita Tv2000, ossia quella delle televisioni nate digitali, una categoria per la quale l'obiettivo più ambizioso si attesta attualmente all'1%».

Boffo introduce un altro elemento, assai gradito a chi – come il sottoscritto – da sempre diffida di Auditel e dei suoi meccanismi spesso non trasparenti nonché definiti «truffaldini» da una coraggiosa lontana inchiesta di Roberta Gisotti: rispetto al panel usato da Auditel, è infatti prevedibile che la singolare assemblea liturgica raccolta da Tv2000 sia assai più ampia di quella registrata.

Ecco dunque l'importanza, adesso che la televisione è tutta digitale, di una «risagomatura» del sempre più scricchiolante sistema Auditel basato su una tv ormai preistorica nel contesto in cui esistono tanti modi di fruirla (comprese le piattaforme web con l'integrazione sempre maggiore fra «schermi» televisivi e «schermi» internettiani).

Questioni tecniche a parte (ma son questioni fondamentali perché riguardano anche la spartizione dei flussi di pubblicità e, dunque, anche i modi per finanziare i contenuti del sistema tv), le prime settimane da spettatore di tv digitale confermano come ci si debba spostare proprio nel confronto sui contenuti.

Mi interessa poco avere decine di canali tutti uguali verso il basso, tutti omologati su quello che Boffo chiama lo «svaking» e che, per brevità, potremmo definire, con brutalità toscana, «cazzeggio». Premesso che sono uno dei massimi fruitori di «svaking» (fosse per me non me ne perderei una, ad esempio, delle puntate di «Voyager»), trovo terribile farsi rintronare in continuazione: mi interessa molto più, invece, trovare emittenti dai contenuti nuovi, dalle capacità alternative.

Voglio «svaccarmi» sul divano per non pensare a come i sacrifici per risanare l'Italia siano sempre a carico dei soliti fessi? Benissimo: è un mio diritto e talvolta pure un mio dovere. Ma che il digitale, per favore, mi dia pure qualche possibilità di pensare, scoprire, farmi interrogare, crescere. Ecco l'importanza di un'emittente alternativa come in effetti è Tv2000 (ehi: assicuro tutti, sul mio onore, che non sto a busta paga di Boffo).

Ma la partita può giocarsi su terreni anche locali: da qui l'importanza di quelle emittenti diocesane o comunque a forte ispirazione cattolica (fra le prime Tv Prato e Telesandomenico, fra le altre Tvl Pistoia) che adesso sono chiamate a non soccombere proprio davanti alla grande sfida dei contenuti.

Come scordare quanto il vecchio Ettore Bernabei diceva, negli incontri fra cattolici toscani già una dozzina di anni fa, sulla necessità di preparare figure professionali attrezzate per contenuti nuovi nel sistema televisivo? Fateli studiare – diceva, riferendosi ai nostri figli o nipoti – da sceneggiatori, registi, operatori, autori.

E nella grande sfida dei contenuti, delle storie da raccontare o dei valori da illustrare, come cattolici non siamo certo secondi a nessuno: le nostre comunità parrocchiali, i nostri movimenti, le nostre chiese pullulano di gente autentica, di racconti diversi, di fatti da trasformare in notizie, di storie che aspettano narratori. Passa anche per qui la grande sfida dei contenuti multimediali. O no?

Tv2000, la tecnologia ci porta a Betlemme
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento