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Vendesi «mutande bone» a soli «euri 4,90»

Parole chiave: tv (241)

di Mauro Banchini

I due, confesso, mi incuriosiscono. Nella tristezza assoluta delle televendite, Armando e Claudio – quelli dei Magazzini Mangini di Terricciola Pisa – sono due piccoli geni che ripercorrono strade di promozione folcloristico/dialettale già viste ma assai più intelligenti (e forse pure più credibili) di tante simili stupidaggini che vediamo passare in ore «deboli» sui nostri televisori di periferia. Per attirare gente dalle parti della «Rosa di Terricciola Pisa» (dalle parti di Peccioli) dove quei magazzini vendono abbigliamento, casa, intimo anche con offerte di outlet, i due ormai attempati ragazzi di ieri ricorrono al trucco del divertimento: Armando è il titolare, Claudio il barzellettiere. Con messaggi da 14 minuti tengono acceso un interesse che, altrimenti, avrebbe lo stesso appeal di tante altre televendite: praticamente nullo. A rendere più accattivante le performance è la parlata pisana, volutamente forzata.

Armando, si legge nel sito web dell'azienda, cominciò a vendere biancheria da casa, come ambulante, nella provincia di Pisa già negli anni settanta. Gente tosta, Armando e i tanti suoi colleghi in tutta Italia: chi ha la mia età ricorderà di averli visti – quando s'era bambini – girare nei paesi per sagre e feste dei santi patroni. A San Marcello venivano, fra i tanti, anche due fratelli, credo della Valdinievole, che vendevano piatti ma li vendevano in un modo – rumoroso anche grazie a un microfono legato con il nastro adesivo alla pancia – che incantava non solo noi bambinetti: li facevano roteare, i piatti, da grandi artisti dell'equilibrio e del marketing ante-litteram, a velocità sempre più elevate e in numero sempre maggiore, accompagnando il tutto con storie fantastiche, menzogne alla Pinocchio, esagerazioni degne di un barone Munchausen. Non ho mai visto un piatto né rotto né sbreccato. Ma in compenso vedevo folle di compratori.

Armando deve essere stato uno degli ultimi a girare coi camioncini. E adesso, da un pezzo, ha scoperto una cosa: attraverso la tv (ma pure con internet) si può vendere molto meglio e molto più, a molte più persone che se si fanno convincere dal furbo populismo di qualche imbonitore politico si può anche tentare di vender loro un paio di «mutande bone» a 4,90 euri.

Le promozioni dei due si trovano anche sul sito dell'azienda, accompagnate dal backstage (cosa accade dietro le quinte delle registrazioni) e da pagine video con le barzellette di Claudio. Ed è proprio Claudio che, l'altra mattina, è comparso in una delle edizioni primaverili del videomessaggio: attaccato a una bottiglia di vino, presumo falsa e vuota, facendo apparire di aver bevuto un po' troppo (di quel vino acquistato, on-line, su ...«ribeiii») e di essere dunque brillo. Dall'esterno del magazzino, traballando e sostenuto dal socio Armando, Claudio si attacca alla bottiglia del buon «Argante» (il vino) e racconta le sue peripezie con sghignazzamenti assai poco nascosti. I due (o sono grandi attori o si divertono davvero alla grande, tanto non si vede che recitano) entrano nel reparto tende: esaltano, a suon di battute, una «coppia di tende con anello grosso» a soli 23,97 euri per passare al pigiama in cotone (chissà perché «bono come 'i vino») a 9,90.

Delle «mutande bone» ha già detto, ma è sul reggiseno (19,90 euri) che si scatenano gli inevitabili ammicchi inseribili nella categoria degli «scollacciati». Al copridivani, arrivano due barzellette. Vecchie, ma raccontate bene, entrambe attinenti all'essere vagamente alticci, entrambe accompagnate da sghignazzi rumorosi che raggiungono l'apice quando si racconta di come un «briao» invita l'amico a entrare in casa. Subito gli deve tener ferma la porta perché ... «si move» e lui non riesce a farci entrare la chiave. «Questa è la mi' cucina, questo il mi' salotto, questa la mi' camera da letto, quella straiata la mi' moglie e quello accanto ... sono io». E giù sghignazzi.

Si torna alle tende, alla trapunta da 26,32 euri. Poi al tappeto da 29,90 «che oggi ve lo diamo a 9,90». Arrivato al letto, Claudio («ora c'ho le vampe») ci si stende sopra per far vedere quella «sbornia di colori» di lenzuoli e coprilenzuoli con una promozione che si chiude al suon di un invito.

«Il primo aprile tutti alla Rosa di Terricciola. Evento straordinario. Offro a tutti una bottiglia di “Argante”. Ci so io di persona e ve l'assaggio io, di bottiglia in bottiglia». Giù sghignazzi.

Notoriamente astemio ma bisognoso di qualche «mutanda bona», so bene cosa farò domenica primo aprile 2012. Oltretutto a Rosa di Terricciola, non ci son mai stato....

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