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Vita da telespettatore: dall'analogico al digitale

Parole chiave: tv (241), digitale (49)

di Mauro Banchini

Buzzo buono. Mi ci sono messo con questo spirito, venerdì scorso, per transitare dal vecchiume dell'analogico alle sorti progressive del digitale terrestre. Ma l'ho preso in tasca e non ho ancora capito il motivo.

Il tv l'avevamo comprato a fine 2008, già predisposto per il passaggio. Guardavo dunque con superiorità quelli della «generazione decoder», comprese la mi' socera con tanto di badante polacca che va matta per le novelas messicane. Risultato: col decoder da 29,90 euro, loro non hanno problemi; con l'apparecchio predisposto, io mi sento turlupinato.

Ho fatto tutto, quel maledetto venerdì 18 novembre 2011, secondo istruzioni lette decine di volte. Ho scaricato ben 165 (centosessantacinque !!!) canali per un potenziale rincoglionimento ancora più netto rispetto a quel 94,5% cui, senza neppure molta fatica, sono pervenuto da solo.

Arrivato però allo step successivo – e dunque aspettandomi di vedere Rai1 sull'uno, Rai2 sul due, Rai3 sul tre eccetera – ecco l'amara sorpresa: sull'1 nulla, sul 2 nulla, sul 3 nulla e così via fino al 53 dove posso vedere, con intuibile libidine, Sardegna Uno e fino a quota 203 dove, sotto una misteriosa Telecapri, mi appare la pistoiesissima Tvl. Dell'altra tv che mi interessa monitorare (TVPrato) nessuna traccia: al 74 compare il nome, ma lo schermo resta nero.

Poi nulla fino a quota 226 dove arrivano i cartoni di Rai Gulp. E da lì, in ordine molto sparso, un'altra quarantina di reti: i «fondamentali» (Rai, Mediaset, la 7), più i collegati (Rai5, Mediaset Extra …), i regionali (compresi Siena Tv, Arezzo Tv, Maremma Tv che uno, onestamente, poteva anche farne a meno), altri canali sparsi (un misterioso Acqua, un poco invitante CanalOne), alcune radio musicali che si vedono come fossero televisioni, altre radio (compresa la sempiterna Radio Maria) che si sentono come fossero radio. Tutto, comunque, in assoluto disordine.

Parte la caccia al colpevole. Secondo la mi' moglie – che non ha grande fiducia nelle mie capacità tecnologiche – ho certo sbagliato io a pispolare su un telecomando che di comandi ne ha 67 ma che io, al massimo, ne uso quattro.

Secondo me, con una credibilità sotto zero dopo settimane di tentativi di spiegare alla mi' socera cosa fosse sto maledetto «digitale terrestre», la colpa è certo di quella ciofeca di apparecchio che al grande magazzino, tre anni fa, vollero rifilarci assicurandoci che tutto era predisposto per lo switch-off.

Faccio pure il numero verde. Mi risponde un ragazzotto con l'aria di uno che ne sa assai meno di me. Gli spiego il problema e lui se la sbriga proponendo di disintonizzare tutto. Lo rifaccio. Ri-scarico un'altra volta quei maledettissimi 165 canali, ma il risultato finale è sempre quello.

Mi viene in mente la furbata: utilizzando chissà quale tastino di quello stupido telecomando, potrei farmi fino a 4 liste (la rossa, la blu, la verde, la gialla) di «programmi preferiti». Seguo le istruzioni alla lettera, ma al punto più bello il fogliaccio non riporta la cosa più importante: cosa fare per salvare i «preferiti». Mando tutto a quel paese. Torno sulle sicurezze del digitale satellitare dove, peraltro, potevo vedere quasi tutti i programmi ora visibili sul digitale terrestre.

Nei giorni successivi ho riprovato. La frustrazione è proporzionata al fallimento. E così monta l'odio per il di-te (digitale terrestre) le cui uniche novità di rilievo, dal mio punto di vista, vado così a elencare: posso ascoltare in tv come fossi alla radio nientemeno che Isoradio (faccio presente che Isoradio mi sta antipatica perfino per radio, figurasi in tv); scopro che esiste ancora la radiodiffusione (e questo mi piace); trovo decine di canali con i tizi più improbabili che vogliono vendermi qualcosa (14 anelli a 29 euro … una pomata con foglie di carciofo per farmi avere «il corpo che avrei sempre desiderato avere» … un reggiseno senza ganci che a me, in tutta onestà, non serve … un tappeto 100x150 per 8 euro al mese per 12 mesi … una megera che dà i numeri del Lotto … 4 canali 4 con una signorina discinta, la scritta è nata una stella e l'invito a visitare i canali tutte le notti dalle 00:00 alle 6:00. Per la cronaca si chiamano Exclusive, Exotica, Amatorial e Transgression). Trovo poi la mitica padre Pio tv e l'unico canale che mi permetto di consigliare sul serio (lo frequento da un pezzo con Sky): la boffiana Tv2000 attraverso cui la chiesa cattolica italiana, ormai da anni, sta cercando – anche bene – di combattere la battaglia del digitale, prima satellitare e ora anche terrestre.

Con 3 telecomandi 3 (digitale terrestre, digitale satellitare, registratore) per un complesso di 216 funzioni, prima o poi troverò il modo di risolvere anche la numerazione dei canali, ma lo strombazzamento per il digitale terrestre mi pare, alla luce dei primi miei sfortunati giorni, eccessivo.

Non è colpa della tecnologia (a paragone del modo davvero nuovo di fruire la televisione che avviene sul web, questa del di-te è addirittura preistorica), ma è qualcosa che riguarda contenuti e qualità. Saranno tantissimi, assicurano, i programmi per ogni emittente che, comprese le locali, avranno possibilità enormi per fornirci contenuti. Ecco: la sfida vera, quella su cui giudicheremo la cosiddetta «rivoluzione» del digitale, è proprio questa. I contenuti.

PS) – Quasi dimenticavo. La mia libidine di giocatore d'azzardo, con il di-te ha trovato pane per i suoi denti. C'è infatti pure Winga tv: un canale dove si può giocare alla roulette in modo virtuale ma con soldi veri. Come in tutti i Casinò, a vincere è sempre il banco con la ovvia conseguenza che a perdere sono sempre i polli. Davanti alla pallina virtuale che gira per finta, gioco per finta (cioè senza metterci un euro) e finteggio di puntare tre volte di fila sul 26. Prima esce il 36, poi il 16 e quindi – giuro – il 6. Mando Winga tv al «paese» che merita e passo a Supertennis. Posso vedere una partita nientemeno che del 26 aprile 1971. Palline anche queste, ma girano assai meno delle altre.

La nuova numerazione
In realtà la «disavventura» capitata a Mauro Banchini dovrebbe essere piuttosto rara. I decoder digitali (sia esterni che dentro ai tv) hanno in genere la funzione Lcn (ordinamento automatico dei canali) che assegna i numeri sul telecomando, secondo un ordine prestabilito dal Ministero dello sviluppo economico. Di solito questa funzione è attivata di default; in qualche caso è disattivabile (cosa da evitare). Con il Lcn attivo, sul telecomando i numeri dall'1 al 9 sono occupati delle maggiori emittenti nazionali (RaiUno, RaiDue, RaiTre, Rete4, Canale5, Italia1, la7, Mtv, Deejay); dal 10 al 19 troviamo le prime locali, che tornano poi dal 71 al 74 e dall'85 al 119. Alcune locali hanno lo stesso numero perché diffuse su territori diversi. È il caso di Tv1 e Tvl Pistoia (11), TvPrato e Canale 39 Lucca (74), Tsd e Reteversilia (85). L'emittente cattolica nazionale Tv2000 è al n. 28. Importante è ricordarsi di effettuare spesso in questo primo periodo la ricerca automatica dei canali, perché possono esserci di giorno in giorno assestamenti. (C.T.)

Vita da telespettatore: dall'analogico al digitale
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