Risponde il teologo
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Come è possibile che Dio abbia creato l’universo in sei giorni?

Ancora una lettera sul racconto biblico della creazione. Risponde don Francesco Carensi, docente di Sacra Scrittura.

Parole chiave: creazione (5)

Seguo sempre con interesse i dibattiti che riguardano la Scienza e la Fede, entrambe a servizio della Verità, che è Dio. Volevo partire con una domanda, perché sapersi porre le giuste domande è la strada che porta a trovare la verità; per cui chiedo: può Dio aver creato tutto l’universo in soli 6 giorni di 24 ore, ed essersi riposato il settimo?

Emanuele Giannetti

Quando leggiamo i primi capitoli della Genesi che cosa ci aspettiamo? La fede e la scienza si interessano degli stessi temi, ma secondo prospettive diverse: la scienza si interessa del «come» dati fenomeni accadono e siano accaduti, la fede al senso e al «perché» . Forse pensiamo che ci sia opposizione fra le due? Pensiamo che la ricerca scientifica sia di ostacolo alla vita di fede o viceversa che la fede limiti la scienza? Siamo d’accordo con l’affermazione di Wittgenstein: «Noi sentiamo che, anche dopo che tutte le proposizioni o domande scientifiche hanno avuto una risposta, i nostri problemi vitali non sono ancora neppure sfiorati».

L’evoluzionismo darwiniano e la teoria del big bang hanno costituito nel passato una sfida per la dottrina della Chiesa. Oggi tali ipotesi scientifiche sono comunemente accettate e nessuno legge più letteralmente il testo di Genesi 1, ma si coglie in esso una storia di salvezza.

Il creato è cosa di Dio, primo tempio in cui si manifesta l’azione divina. La vita in mezzo al creato deve essere una liturgia continua, un rendimento di grazie attraverso il tempo. La creazione è un atto di potenza e bellezza e armonia. Il protagonista dell’Idiota di Dostoevskij, principe Myskin non risponde esplicitamente, ma il suo atteggiamento  compassionevole, di commozione per le miserie altrui, fa trarre come conseguenza, che la bellezza che salverà il mondo sia l’amore che condivide il dolore. Il termine ebraico tob usato da Genesi 1, indica tanto «bello» quanto «buono».

Perché gli ebrei hanno nel primo racconto della creazione parlano di sette giorni? A Babilonia gli ebrei erano venuti a contatto con le tradizioni religiose di quel popolo, al centro del quale c’era la figura principale del Dio di quella città, Marduk. In onore di questo Dio, per la festa del nuovo anno, era composto un poema, che cantando le lodi di Marduk, raccontava le origini del mondo. Questo poema è noto come Enuma elish, E racconta che alle origini del mondo vi fu la lotta di due divinità primordiali, una maschile e l’altra femminile, che fu la madre degli altri dei. Al termine di questa lotta, Marduk sconfigge sua madre e la spezza in due, costruendo con le due metà della dea il firmamento e la terra. Dopo questa battaglia gli dei decidono di creare l’uomo, che viene fatto modellando del fango impastato con il sangue di un Dio ribelle. L’uomo è mescolanza di umano e divino, è creato per essere schiavo degli dei.

I sacerdoti ebrei sentono il dovere di rispondere a questa visione del mondo, e creano così il racconto di Genesi 1,1-2,4a , nel quale il Dio di Israele crea da solo, e non deve combattere contro alcuno per creare il mondo. L ’uomo viene creato come essere libero, e non come schiavo degli dei. Dio non crea per necessità, ma per amore; è un testo di grande speranza. Il testo usa lo stesso linguaggio dei babilonesi, linguaggio del mito che l’autore biblico critica.

La presenza del numero sette è ricorrente: sette giorni, il primo versetto composto da sette parole, il versetto 2 da 14 (7x2), il termine «Dio» si trova 35 volte (7x5), l’espressione «cielo e terra» 21 volte (7x3). Per sette volte il verbo «creare». Dunque lo schema settenario, sette giorni, è usato dai sacerdoti per esprimere la completezza della creazione che ha il vertice nella creazione dell’uomo il sesto giorno («era cosa molto buona») e il settimo giorno il riposo di Dio al quale l’uomo partecipa ricordando che il primato di ogni opera e attività è di Dio.

Francesco Carensi

Come è possibile che Dio abbia creato l’universo in sei giorni?
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Marco Aurelio 17/10/2019 11:16
...
...Emanuele Giannetti, che pone la domanda iniziale, ci terrei a precisare che la terra non è l'universo e che la terra non ha sempre avuto periodi di rotazione di 24 ore.
Come indicato nel precedente commento, Il pianeta terra è uno dei miliardi di miliardi di pianeti presenti nell'universo.
Consideri che solamente nella nostra galassia sono presenti almeno 250 Miliardi di Stelle, praticamente ogni stella costituisce un sistema solare, quindi costituito da diversi pianeti.
Solamente nella via lattea si stimano miliardi di miliardi di pianeti.
Pensi ora che esistono miliardi di miliardi di galassie. L'universo è davvero una cosa antica e complessa.
Il periodo di rotazione della terra non è mai fisso alle 24 ore. Dipende dal momento storico...
In origine la terra aveva periodi di rotazione estremamente brevi e quindi le "giornate" duravano davvero poco.
Il tutto, deve essere sempre contestualizzato al periodo di riferimento. Nulla è fermo e statico.

Perchè le leggi scentifiche non soddisfano mai abbastanza il nostro bisogno di spiritualità?
Perchè l'universo ha un'origine davvero molto lontana...nessuno (NESSUNO) sa come sia realmente nato ed evoluto.
La ricerca scientifica è continua ed ogni giorno si scoprono cose nuove...ma nessuna ricerca potrà mai spiegare tutto.
Figuriamoci una religione che in modo statico cerca di spiegare l'origine di un così COMPLESSO, ANTICO organismo chiamato Universo (che forse non è nemmeno l'unico esistente).
L'uomo è in un contesto davvero grande e complesso. L'universo è natura con tutto ciò che contiene.
L'universo è anche crudele...provi a pensare alla forza della natura che per l'uomo è semplicemente indomabile, la forza che tiene uniti i pianeti, la forza che crea miliardi di stelle...la forza della vita che si sta scoprendo, grazie alla costante ricerca, essere integrante della materia conosciuta... Eppure la ricerca continua...incessantemente, come forza interiore dell'uomo... La politica e le religioni non vogliono che le persone sappiano, altrimenti perderebbero il loro potere di controllo. i gruppi di persone guidati e commandati la "leader" vogliono il potere, essere al centro di con un narcisismo più o meno consapevole. Chi la guida davvero, la farà sentire libero di porsi qualunque domanda, spingendola alla ricerca delle sue risposte e non si un giornalino religioso riduzionista.
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Marco Aurelio 17/10/2019 10:24
Teologia non significa verità assoluta
Una cosa che non mi è mai stata chiara di nessuna teologia mono o politeista è la presunzione di sapere com'è nato il creato o più semplicemente l'universo.
Il pianeta terra appartiene ad un sistema solare con una stella, il nostro sole.
Praticamente ogni stella ha un gruppo di pianeti orbitanti intorno ad essa.
La nostra stella è una dei 250 miliardi di stella della nostra galassia.
La nostra galassia appartiene ad un piccolo gruppo locale di 70 galassie.
Nell'universo conosciuto esistono miliardi di miliardi galassie.
Forse la scienza confermerà l'esistenza di altri universi
Quindi...l'universo è davvero qualcosa che non si può ridicolizzare ad un concetto teologico, purtroppo di banale concezione umana.
La ricerca della verità deve essere vera ricerca. Non l'accettazione di dogmi che spiegano tutto ed ormai in modo "superato".
L'uomo si pone delle domande, per fragilità c'è chi si accontenta di verità editoriali prestampate.
Non giudico chi si affida ad una religione ma chi crede di professare un credo frutto di uno sfrenato egocentrismo, in cui il creato sembra essere il frutto di un complicato piano messo a completa disposizione dell'uomo.
L'uomo fa parte dell'universo in attenta simbiosi. La vita in qualunque forma e livello, si scoprirà probabilmente o almeno è una possibilità, essere un proprietà intrinseca della materia e dell'universo.
La teologia, così concepita, in era moderna, sembra oramai meno credibile di un vita, sulla terra, creata da civiltà aliene.
Mi chiedo come mai, tra la molteplicità dei credenti cattolici che conosco, credenti di una vita ultraterrena che continua in un paradiso incantato, esprimano sempre paura e dubbio di fronte alla morte.
Forse, la religione, non soddisfa la vera necessità di una autentica spiritualità.
religione e spiritualità autentica, ovviamente non coincidono. La spiritualità autentica coincide con qualcosa di profondo e non contenibile dentro ad un libro di "racconti". E' qualcosa che ha a che fare con l'origine di un Universo incalcolabile, di una natura vera, meravigliosa ma anche terribilmente cruda e dura.
Per cortesia, cresciamo ed aiutiamo veramente le persone a diventare grandi perché si sentono parte, complici, di qualcosa di realmente grande, in cui ogni cosa è profondamente interconnessa ma allo stesso tempo incomprensibile, se non a piccoli pezzi che vengono aggiunti ogni giorno grazie alla vera ricerca che ciascun uomo può fare, libero da ogni gabbia costituita da rigidi e sorpassati dogmi in cui si ha la presunzione di avere tutta la verità con la v minuscola!

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