Risponde il teologo
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Le confessioni cristiane e l'Eucaristia: quali sono le differenze dottrinali?

Parole chiave: risponde il teologo (228), ecumenismo (362), eucarestia (55)

Vorrei sapere qual è la differenza nel modo di considerare l'Eucaristia tra Cattolici, Ortodossi e Evangelici.

Enzo Barletti

Risponde don Alfredo Jacopozzi, docente di storia delle religioni
1. Eucaristia e sacramento
L'Eucaristia ha per tutte le confessioni cristiane il suo fondamento nella volontà di Gesù: «Fate questo in memoria di me». Nelle Chiese cattolica, ortodossa, anglicana, luterana e in altre confessioni protestanti è considerata un «sacramento». I battisti e altri la ritengono un'«istituzione», sottolineando l'obbedienza a una prescrizione. Gesù istituì l'Eucaristia quando, durante l'Ultima Cena, distribuì agli apostoli il pane e il vino e ordinò di ripetere quel gesto «in memoria di me» (Lc 22, 17-20; 1Cor 11,23-25). Tale gesto fu compiuto nel contesto di una cena pasquale ebraica, nella quale si ricordava la liberazione dall'Egitto e l'Alleanza di Israele con Dio. Gesù nel benedire il pane e il vino annunciava e interpretava la sua passione e il senso della sua morte, suggello della «nuova alleanza» nel suo sangue. La Chiesa, fin dalle origini, ha ripetuto questo rito come «memoriale» (ripresentazione, attualizzazione) del  sacrificio di Cristo per la salvezza degli uomini.

2. Lo sviluppo dottrinale
Nel Nuovo Testamento non si spiega la presenza di Cristo nell'Eucaristia. Per i teologi della Chiesa antica le parole di Gesù «Questo è il mio corpo» e «Questo calice è la nuova alleanza nel mio sangue» (Lc 22,19-20) sono spiegazione sufficiente della trasformazione del pane e del vino nel corpo e nel sangue di Cristo. La Chiesa ortodossa non ha mai voluto spiegare il cambiamento. Nel Medioevo i teologi, sotto l'influsso di Aristotele, secondo il quale le cose sono costituite di accidenti (colore, sapore, odore) percepibili dai sensi e di sostanza, cioè la loro realtà essenziale, svilupparono una filosofia eucaristica. La sostanza del pane eucaristico viene interamente trasformata nel corpo di Cristo, benché gli accidenti del pane restino immutati. Questa dottrina, chiamata «transustanziazione» è insegnamento ufficiale della Chiesa cattolica, benché il Concilio di Trento, che lo ha riaffermato contro i protestanti nel XVI secolo, non abbia incluso considerazioni filosofiche nella sua affermazione di un mutamento reale del pane e del vino.

I protestanti, nel XVI secolo, proposero diverse interpretazioni dell'Eucaristia. In Lutero è presente l'idea della «consustanziazione», secondo cui Cristo è presente assieme alla sostanza del pane e del vino. Il riformatore svizzero Zwingli negò ogni legame reale tra pane e vino, che non subirebbero alcun mutamento metafisico, e corpo e sangue di Cristo. Per Zwingli, Cristo si rende presente, per opera dello Spirito Santo, durante la Cena che ricorda le sue parole e i suoi gesti. Calvino sostenne una presenza sia simbolica di Cristo, sia legata alla sua forza spirituale, che è effusa dal suo corpo in cielo sulle anime dei partecipanti all'Eucaristia. Questa posizione, detta «presenza dinamica», è intermedia tra le dottrine di Lutero e Zwingli. La dottrina anglicana afferma la presenza reale di Cristo, senza specificarne il modo.

La teologia moderna ha recuperato il contesto biblico e patristico dell'Eucaristia, riprendendo l'antico significato ebraico di memoriale degli atti di Dio: invocando la presenza di Dio e ricordando i suoi atti di liberatore, i fedeli rivivono quegli atti come presenti. Come Israele rivive la fuga dall'Egitto e l'arrivo nella terra promessa, così i cristiani attualizzano nell'Eucaristia il sacrificio di Cristo sulla croce. Ortodossi, cattolici e anglicani riconoscono un carattere sacrificale all'Eucaristia. I protestanti invece hanno generalmente esitato ad applicare categorie sacrificali all'Eucaristia.

3. La celebrazione.
Viene chiamata «eucaristia», «cena del Signore», o «santa comunione» nella maggioranza delle Chiese protestanti; «divina liturgia» dagli ortodossi e «santa messa» dai cattolici e parte degli anglicani. Le celebrazioni si differenziano notevolmente. Nell'ortodossia è importante il digiuno dalla sera precedente, mentre nel cattolicesimo basta un'ora prima della celebrazione. Nell'ortodossia si celebra con il pane lievitato, mentre nel cattolicesimo con il pane azzimo. La liturgia ortodossa insiste sulla invocazione dello Spirito (epiclesi) per la trasformazione del pane e del vino, mentre nella messa si sottolineano di più le parole di Gesù pronunciate dal sacerdote che agisce «in persona Christi». Alla comunione ortodossa sotto le due specie vi partecipano tutti i battezzati, anche neonati. Nel cattolicesimo la comunione è col solo pane e si partecipa al termine del cammino di iniziazione. Il culto protestante è generalmente sobrio e meno rigido, incentrato sempre sulla parola di Dio e in alcuni momenti anche sulla cena del Signore.

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