Risponde il teologo
stampa

Libri «segreti» sulla vita di Gesù? Una leggenda

Parole chiave: risponde il teologo (228), bibbia (115), vangelo (644), qumran (1)

Ho sentito parlare del «Vangelo esseno della pace» che parla dell'opera che riguarda il ministero della guarigione di Gesù e il cui manoscritto, antico di ben venti secoli, in versione originale in lingua aramaica,  è custodito nella Biblioteca Apostolica del Vaticano. È possibile sapere di cosa si tratta, qual è il pensiero della Chiesa e come posso approfondire l'argomento?

Patrizia Molesti

Risponde don Stefano Tarocchi, docente di Sacra Scrittura
Il libro a cui fa riferimento la lettrice è legato solo indirettamente agli Esseni e, quindi alla letteratura Qumran. Appartiene piuttosto ad una multiforme letteratura esoterica, molto più recente, che nel caso specifico contiene presunti insegnamenti di Gesù sull'alimentazione e altre regole igieniche, destinati come in altri casi a completare gli insegnamenti trasmessi dai Vangeli canonici, ritenuti troppo scarni ed essenziali. Posso escludere che il libro segnalato, dall'incerta provenienza, sia custodito nella Biblioteca Vaticana, che ha invece ben altri e più importanti testi, compresi alcuni fra i testi in lingua originale del Nuovo Testamento.

Fa parte di una leggenda diffusa in vari ambienti, che non tutti gli insegnamenti di Gesù siano stati consegnati alla conoscenza comune, presupponendo che ci sia qualcosa d'altro, e di profondamente diverso, rispetto ai libri dei Vangeli, degli Atti, delle lettere di Paolo e degli Apostoli, e dell'Apocalisse. Queste leggende, che si incrociano con altre successive, sono anche alla base del successo di best seller come il controverso «Codice da Vinci».

La comunità essenica nacque, invece, verso il 150 a.C., dal «maestro di giustizia» (il nome è sconosciuto), che richiamò i suoi discepoli a un rigoroso adempimento della legge, in vista dell'attesa fine del mondo. Egli raccolse degli adepti con i quali si ritirò nel deserto e fondò una comunità dai tratti escatologici, che durò fino al 70 d.C. Nel dualismo tra luce e tenebre, gli esseni, come figli della luce, stanno dalla parte di Dio il quale, dopo la distruzione del male nell'incendio dei mondi, farà scaturire un mondo nuovo. Al tempo di Gesù c'erano più di 4000 Esseni.

La più famosa delle numerose sedi della setta divenne la «comunità monastica» di Qumran, località situata nel deserto della Giudea, vicino al Mar Morto. Nel 1947, vuole così la tradizione, un pastore beduino, andato alla ricerca della sua pecora, che si era allontanata dal gregge, ritrovò una grotta in cui, all'interno di alcune giare, sigillate prima della distruzione di Gerusalemme (70 d.C.), quando il luogo venne abbandonato in fretta, erano conservati dei rotoli di pergamena. Diventati famosi come i «rotoli del Mar Morto», erano il frutto prezioso degli Esseni di Qumran: contenevano infatti oltre a praticamente tutti i libri dell'Antico Testamento ebraico (con pochissime eccezioni), i testi in lingua ebraica della stessa comunità.

Delle 11 grotte che custodivano effettivamente materiale, solo la prima e l'ultima avevano materiale relativamente intatto, compreso il celebre rotolo di Isaia (1 grotta). Invece, nella grotta 7 furono trovati 18 frammenti, e in particolare il frammento 5, scoperto nel 1955: questo testo, seppure molto lacunoso, oltre trent'anni fa venne identificato, non senza molte discussioni, con un frammento in greco del Vangelo di Marco. La particolarità più grande di quel ritrovamento, è che mentre in tutte le altre grotte i reperti trovati sono in pergamena ed in lingua ebraica (o aramaica), nella settima grotta abbiamo esclusivamente la lingua greca ed il papiro. Altri tre frammenti in greco, grandi come francobolli, più tardi sarebbero identificati come appartenenti al Vangelo di Matteo.

La gran parte degli studiosi non ritiene si tratti di frammenti dei  Vangeli nel testo in nostro possesso, non essendo a quel tempo ancora conclusa la loro formazione. Potrebbe invece trattarsi di alcuni «promemoria» della predicazione, di appunti di predicatori cristiani, che non avevano seguito Gesù durante il suo ministero pubblico e avevano necessità di fissare il suo insegnamento.

Ancora una volta non un insegnamento esoterico, ma la traccia del faticoso formarsi della tradizione cristiana, che non ha bisogno in alcun modo di essere completata da nessun altro testo, in quanto, come dice il Concilio Vaticano II, i Vangeli «sono la principale testimonianza relativa alla vita e alla dottrina del Verbo incarnato, nostro salvatore» (Dei Verbum 18). Essi «trasmettono fedelmente quanto Gesù figlio di Dio, durante la sua vita tra gli uomini, effettivamente operò e insegnò per la loro salvezza eterna, fino al giorno in cui fu assunto in cielo» (Dei Verbum 19).

Libri «segreti» sulla vita di Gesù? Una leggenda
  • Attualmente 0 su 5 Stelle.
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
Votazione: 0/5 (0 somma dei voti)

Grazie per il tuo voto!

Hai già votato per questa pagina, puoi votarla solo una volta!

Il tuo voto è cambiato, grazie mille!

Log in o crea un account per votare questa pagina.

Avatar
Dante Pastorelli 10/10/2007 00:00
Giudicare solo "controverso" il Codice da Vinci, è un elogio che quel libercolo non merita.
Quanto ai rotoli, per il lettore comune può esser utile la consultazione del Dizionario Biblico (ed. Studium) di mons. Spadafora, e, dello stesso famoso esegeta, il volume "La nuova esegesi"
in cui si trovano molte indicazioni sugli studi del Thiede (protestante) e di padre O'Callaghan intorno ai frammenti di cui sopra.
L'importanza di questi frammenti consiste soprattutto nel fatto che dimostrano come il Vangelo di Matteo è stato scritto poco dopo la morte di Gesù e quello di Marco intorno al 50.
Così crollano i castelli senza fondamenta di coloro che presumono d'esser esegeti e vogliono postdatare il più possibile la composizione dei Vangeli per potere sostenere la tesi che si tratta di trascrizione di tradizioni orali, di opera non di testimoni ma di fedeli che han sentito racconti. Insomma per recidere alla base la storicità dei Vangeli.
Per questo O' Callagan fu fatto oggetto di asperrime critiche.
Tra costoro un cenno lo merita il Ravasi che, pur di criticare gli autori sopra citati, arrivò a scrivere che il 7Q5 era formato di poche lettere ebraiche, quando son greche! Miracoli della "nuova esegesi".

Totale 1 commenti

Non sei abilitato all'invio del commento.

Effettua il Login per poter inviare un commento