Risponde il teologo
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«Non mi trattenere». Cosa significano le parole di Gesù a Maria di Magdala?

Il testo latino, «Noli me tangere», ha ispirato molti pittori. La traduzione italiana, più vicina al testo greco, dice «Non mi trattenere». Cosa significano le parole che Gesù risorto dice a Maria di Magdala?

noli me tangere

Rileggendo il Vangelo di Giovanni, ho fatto caso che il famoso «Noli me tangere» che Gesù dice a Maria Maddalena, e che tradizionalmente è stato interpretato da molti pittori come «non mi toccare», in realtà è tradotto «non mi trattenere». In questo modo appare più coerente con i versetti successivi, in cui Gesù invita Tommaso a toccare le sue piaghe. Cosa significano esattamente le parole di Gesù a Maria Maddalena?
Lettera firmata

Risponde don Stefano Tarocchi, docente di Sacra Scrittura
La domanda posta dal lettore ci invita a tornare al Vangelo della risurrezione nel racconto del quarto Evangelista. Infatti, Maria di Magdala – è più esatto chiamarla in questo modo – viene rammentata già all’inizio del capitolo: «il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!» (Gv 20,1-2).
Nei versetti seguenti l’evangelista narra la duplice corsa fino al sepolcro di Simon Pietro e dall’altro discepolo. Questi arriva per primo, ma non entra. Quando di fatto entra nel sepolcro, dice il Vangelo: «e vide e credette» (Gv 20,8). Il Vangelo di Giovanni commenta così: «non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti».
A questo punto, l’attenzione del narratore, e dunque di noi lettori, converge tutta su Maria: ella «stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi, ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!». Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto» (Gv 20,9-18).
E qui viene la domanda del lettore: perché la traduzione attuale dice, quasi pudicamente, «non mi trattenere», contro la versione latina di Girolamo che invece suona come noli me tangere, ossia «non mi toccare», che ha dato fra l’altro l’avvio a tutte le rappresentazioni pittoriche dell’evento.
Nel successivo ritorno di Maria di Magdala dal sepolcro ai discepoli, inviata dal Signore, c’è il significato più profondo di questa donna ingiustamente sottovalutata e confusa con altre figure evangeliche.
Per capire il senso delle parole del Signore a Maria in tutta la loro interezza, dobbiamo fare riferimento alla forma originale del verbo greco usato da Gesù: quest’ultimo letteralmente dovrebbe essere tradotto «non continuare a toccarmi», per via dell’imperativo presente che è stato impiegato, che indica un’azione che si prolunga. Non certo «non mi toccare»! La lingua latina di Girolamo, come le nostre lingue moderne, devono ricorrere a una perifrasi per esprimere quella sfumatura di durata che una sola parola in greco contiene.
Girolamo ha tradotto letteralmente il verbo «toccare», senza bisogno come fa Gregorio Magno di limitare il contatto ai soli piedi, quest’ultimo forse influenzato dagli altri racconti della risurrezione. È così nel Vangelo di Luca ecco l’invito rivolto ai discepoli (Lc 24,39: «Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate»), e nell’incontro narrato da Matteo, in cui le donne, fra cui anche Maria di Magdala, giunte al sepolcro, di loro iniziativa avvicinano Gesù (Mt 28,9: «Gesù venne loro incontro e disse: "Salute a voi!". Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono – lett. “trattennero” – i piedi e lo adorarono»).
Gesù così dice a Maria «non mi trattenere», non perché abbia paura di quel contatto – che peraltro lascia trasparire la realtà corporea della risurrezione – ma perché la sua dimensione di risorto ormai appartiene al Padre. Infatti, egli aggiunge: «non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
In quel racconto in cui a questa donna per due volte, prima dagli angeli presenti accanto al sepolcro poi dallo stesso Signore – che ancora non si è svelato come tale: infatti aggiunge il vangelo che Maria «non sapeva che fosse Gesù» –, viene chiesto «perché piangi?», quando vede colui che ritiene il custode del giardino riconosce in quell’uomo il suo maestro («Rabbuni») proprio mentre Gesù la chiama per nome («Maria»).
Colui che ne svela la sua persona nel significato più profondo – san Tommaso d’Aquino dice nel suo commento, come parlando a Maria: «riconosci colui dal quale sei riconosciuta – e che la prepara per il compito che le verrà affidato, ci trasmette il senso questo racconto: Maria dovrà annunciare il risorto agli stessi discepoli. E per questo che lo stesso san Tommaso d’Aquino a buon diritto la chiama: apostolorum apostola, «apostola degli apostoli». Una creatura di sesso femminile è l’unica inviata ad annunciare la vittoria del Cristo sulla morte a coloro che saranno gli inviati ad annunciare il Risorto.

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