Risponde il teologo
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Quell'inchiesta non ci mostra il «vero» Gesù

Parole chiave: risponde il teologo (228), gesù (20)

Curiosando in libreria, mi è capitato in mano il libro di Corrado Augias, «Inchiesta su Gesù», scritto insieme a un biblista. Da una prima scorsa, mi sembra che nel libro si faccia passare l'idea che la resurrezione è un'invenzione, e che il Gesù dei cristiani è completamente diverso dal personaggio storico relmente esistito. Ma chi era veramente Gesù? Dalla ricerca storica emerge veramente qualcosa di diverso da ciò che ci insegnano i Vangeli e la tradizione cristiana? Oppure - dopo le fantasiose invenzioni del «Codice Da Vinci», che almeno erano presentate come romanzo - si continua nell'opera di demolizione del cristianesimo creando il sospetto che, dietro quello che «la Chiesa vuol farvi credere» si nascondano ben altre verità?

Massimo Guerri
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Risponde Saverio Cannistrà,
docente di teologia dogmatica

Nella domanda posta dal nostro lettore: «Chi era veramente Gesù?» il nocciolo della questione sta nell'avverbio «veramente». È tipico della cultura moderna ritenere «vero» solo ciò che può essere dimostrato scientificamente. In questa prospettiva, chiedersi chi fosse veramente Gesù equivale a domandarsi che cosa possiamo conoscere in modo documentato riguardo al personaggio storico Gesù di Nazaret. La domanda è legittima, e perfino ovvia, per un occidentale del nostro tempo, purché si tenga conto che la realtà è sempre molto più ampia e più ricca di quanto può essere documentato scientificamente. Anche la relazione di fede ci fa accedere alla realtà di Gesù, ma non semplicemente a Gesù in quanto personaggio del passato, bensì al Gesù che è presente come Signore risorto e addirittura al Gesù futuro, che verrà alla fine dei tempi.
Non intendo con ciò sottrarmi alla domanda sull'immagine di Gesù risultante dagli studi storico-critici più recenti. A me pare che i dati disponibili siano tutti sul tappeto, né ritengo destinati al successo i tentativi di accrescerli allargando il dossier anche ai vangeli esclusi dal canone delle Scritture (i cosiddetti apocrifi), come fa Mauro Pesce, lo storico del cristianesimo intervistato da Corrado Augias nel libro citato dal nostro lettore. Concordo pienamente con quanto ha scritto Cantalamessa in un lungo pezzo uscito su «Avvenire» del 18 novembre 2006: non solo i vangeli apocrifi sono tutti posteriori cronologicamente ai vangeli canonici, ma soprattutto sono proprio essi che ci presentano un Gesù in discontinuità col Gesù storico. Ben lungi dal restituirci la figura del «vero» Gesù, ci parlano di un Gesù «che è vero Dio, ma non vero uomo. Per essi ciò che fa difficoltà non è la divinità di Cristo ma la sua umanità».
Quanto ai vangeli canonici, essi ci consentono non di ricostruire lo svolgimento dei fatti della vita di Gesù, ma di tratteggiare a grandi linee la sua fisionomia storica. Attraverso un lavoro paziente, sempre soggetto a revisione, di individuazione dei diversi strati redazionali dei vangeli è possibile risalire all'evento originante, alla persona stessa di Gesù. Ciò che emerge è la figura di un ebreo, radicato nella sua tradizione, ma anche libero nell'interpretarla e criticarla a partire dalla propria originale esperienza di Dio. È questa che in ultima analisi lo definisce attribuendogli una missione unica che sfugge alle categorie interpretative allora vigenti (pretendente messianico, agitatore politico, profeta, taumaturgo).

Ma la piena comprensione di Gesù è comunque rimandata all'incontro col Risorto e al suo riconoscimento nella fede. Del tutto contraria all'intenzione dei vangeli è l'idea che la fede in Gesù oscuri o deformi la conoscenza della sua storia. In realtà, è stata la fede in lui che ha portato a fare memoria della sua vicenda storica, iniziando dalla sua passione, morte e risurrezione per risalire alla sua vita pubblica e infine alla sua nascita. Per questo il tentativo di «liberare» Gesù dai ceppi del dogma ecclesiale, che viene continuamente riproposto, ha come paradossale conseguenza quella di perdere di vista anche l'oggettività storica di Gesù e a sostituirla con ipotesi più o meno affascinanti, ma tutte inevitabilmente modellate su convinzioni soggettive.

Le lettere possono essere inviate a:
Toscanaoggi, via dei Pucci 2, 50122 Firenze
oppure in posta elettronica a:
teologo@toscanaoggi.it
La nostra redazione provvederà a inoltrare le domande dei lettori al docente di volta in volta più adatto, secondo la disciplina insegnata, ad affrontare l'argomento proposto.

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