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Divento babbo. Sono le tre del pomeriggio ed è ormai questione di minuti. Divento babbo, lo so perché la porta della sala parto si è sta aprendo. Divento babbo. Ma perché le infermiere che passano non sorridono? Perché il medico che ora esce è così agitato? Perché, invece che dirmi «complimenti», smozzica una parola che assomiglia tanto a «problema»?
DI MASSIMO ORLANDI

Da Firenze a Paganico, da istruttrice di nuoto a contadina-allevatrice, da responsabile della formazione del personale ai Gas (Gruppi d'acquisto solidale): Maria Novella Uzielli ha compiuto un bel salto, e ne è entusiasta. Viso abbronzato, in evidenza i denti bianchissimi, classe 1974, di ottima famiglia (l'eclettico villino Uzielli in piazza d'Azeglio è la casa avita), è da sempre innamorata della natura e degli animali.
DI FRANCESCO GIANNONI

Cosa accomuna la cupola del Duomo di Firenze e il monastero ortodosso del Monte Athos, la chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme e la Cappella di San Basilio in Texas, le cupole del Cremlino e il veliero «Amerigo Vespucci», l'Opera di Parigi e La Fenice di Venezia, la reggia di Versailles e i cancelli di Buckingham Palace?
La risposta ha il nome di una famiglia fiorentina: Manetti. Anzi, «Giusto Manetti Battiloro».
DI RICCARDO BIGI

Nato nel 1921 in Illinois, nella stessa terra in cui ha mosso i suoi primi passi da politico l'attuale presidente degli Stati Uniti d'America Barak Obama. Parte da lontano, geograficamente parlando, la storia di don Francesco Tiezzi. Figlio di migranti, partiti nel 1920 da Foiano della Chiana alla volta degli Usa, che condividevano con i numerosi gruppi che all'epoca lasciavano la Valdichiana la speranza di trovare lavoro nelle miniere di carbone a Peoria, in Illinois, o ad Hartdford, nello stato del Connecticut.
DI RICCARDO CICCARELLI

Tutti lo chiamano «I' guardia», quasi dimenticandosi il suo vero nome, perché nel castello del Trebbio ci è cresciuto divenendone una vera e propria istituzione, al pari della storica residenza. Mario, questo il suo vero nome, al Trebbio ci è arrivato nel 1953 e da allora non si è mai mosso dai confini del castello, che ha sempre protetto, controllato e curato. Mario, questo il suo vero nome, al Trebbio ci è arrivato nel 1953.
DI SARA D'ORIANO

Dai cavalletti delle flebo con cui si nutre scendono due corone del Rosario. E sul respiratore c'è un'immagine della Madonna. Il letto è accanto al finestrone che si apre sul salotto e da cui entrano i raggi del sole. Questa è la storia di Daniela Martini, 53 anni, che dal 2007 ha scoperto di essere affetta dalla Sla e che oggi, grazie a un apparecchio che la fa respirare e al sondino gastrico, può continuare la sua impresa quotidiana contro il morbo.
DI GIACOMO GAMBASSI

L'unica cosa certa è l'impossibilità di classificarlo con qualunque aggettivo che lo descriva per intero. Discendente della famiglia di Michelangelo (il suo antenato, Buonarroto, era fratello del maestro), Berlinghiero Buonarroti è un concentrato di arte, grafica, creatività, storia, umorismo, surrealismo, filosofia, etnologia e la lista potrebbe allungarsi di molto.
DI SARA D'ORIANO

«Sa come si dice fra noi minatori? A 20 anni in miniera, a 50 al cimitero!». Germano Sbrolli, di Piancastagnaio sul monte Amiata, quasi scherza su questo drammatico proverbio: sarà che a scavare ha cominciato a 34 anni, saranno stati il caso o il buon Dio, comunque lui è arrivato a 91 anni, come non sentendoli, almeno in apparenza. Agile e svelto, memoria di ferro, occhi arguti e incredibilmente limpidi, voce squillante e una velocità di parola che «mitraglietta» è lui, altro che Mentana.
DI FRANCESCO GIANNONI

Con Giuseppe Mega, direttore d'orchestra, parliamo della vita musicale in questi «tempi del colera». Liquida velocemente le notizie su di sé («sono schivo; vivo in clandestinità»): giunge in Toscana dalla natìa Basilicata, bellissima e sconosciuta, per frequentare l'Accademia Chigiana a Siena; nel 1980 (come tanti, «un giovane in cerca di lavoro») è a Firenze per suonare la tromba nella neonata Orchestra della Toscana.
DI FRANCESCO GIANNONI