Storie

Storie stampa

Alfredo Ravara e Giuseppe Rusconi: due cognati che hanno creduto in un grande «sogno», oggi divenuto una splendida realtà che, proprio nell'anno appena concluso, ha compiuto i suoi primi dieci anni. Toscana Oggi ha incontrato questi particolari interpetri del Vangelo, del concetto di famiglia nel suo senso più alto e più nobile del termine, a dispetto del nostro particolare momento storico in cui sembra vacillare come non mai.
DI LAURA BORGHERESI

Alla fine sì, lo riconosce anche lui che «quel 13 ottobre nel deserto di Atacama sarà impossibile dimenticarlo perché quando partecipi ad una missione per salvare vite umane, per forza di cose anche le prospettive e le emozioni cambiano». Parole di Stefano Massei, l'ingegnere pisano di 56 anni, che ha contribuito al salvataggio dei trentatré minatori cileni rimasti intrappolati per oltre due mesi a più di 700 metri di profondità.
DI FRANCESCO PALETTI

«Il desiderio di farmi prete è cresciuto insieme a me, non ho mai incontrato niente di più forte della bellezza di Dio». È la prima cosa che don Armando Zappolini, 53 anni, parroco di Perignano, Quattro Strade, Tripalle, Lavaiano e Gello lascia scivolare dentro un'intervista che si snoda intorno alla sua vita. A gennaio diventerà ufficialmente il nuovo presidente del Cnca, il «Coordinamento nazionale delle Comunità di accoglienza» (dopo essere stato presidente del Cnca Toscana, vicepresidente nazionale e responsabile del settore internazionale).
DI SIMONA CAROTI

Le sue mani, nonostante l'età, sono ancora forti e abili. Lo si capisce da come, raccontandomi di sé, gesticola e gioca con la rivista che afferra, uno dei cataloghi del museo che contiene le sue opere. Donatella Bortolotti, in arte Dodi, non è toscana di nascita ma il suo amore verso la nostra terra è talmente viscerale che ha deciso, più di quaranta anni fa, di venirci ad abitare con suo marito Gianni.
DI SARA D'ORIANO

Tenace, curioso, socievole, appassionato. Per Duccio Prussi i fornelli non sono un lavoro, ma una passione, una filosofia che coinvolge ogni senso e ogni minuto della sua vita. «Molti fanno da mangiare, ma solo pochi fanno cucina», ripete più volte, mentre lo sguardo è come se parlasse dell'oggetto di un grande amore.
DI SARA D'ORIANO

Originario di Casette, paese di cavatori vicino a Massa, ha insegnato nella scuola in cui si era diplomato e si è impegnato nella battaglia contro l'escavazione selvaggia del marmo, fondando un'associazione culturale, senza dimenticare la difesa degli ultimi del mondo. Così per la decima volta si appresta a trascorrere il Natale in Africa.
DI AUGUSTO STEFANINI

Ecco la storia di un frate francescano minore, oggi cappellano militare presso la caserma Santini della Guardia di Finanza di Livorno: Gino Bezzi, diventato padre Gabriele e detto dagli amici «runner» per la sua passione-missione di corridore di maratone e non solo, per promuovere progetti di solidarietà per i bambini che hanno bisogno di essere curati, che non hanno avuto la stessa nostra fortuna.
DI SIMONE MACIS

«Io che sono arrivato all'epilogo vi dico che l'esistenza è bella. Non è facile, ma bella». Queste parole Arturo Paoli non solo le dice, le indossa, sono nel suo sguardo gioioso, nei suoi occhi curiosi, sono nella sua fronte aperta, somatizzazione, forse, della sua saggezza. Il prossimo 30 novembre Arturo festeggerà 98 anni. Li ha trascorsi come avrebbe desiderato sin da bambino: a cercare, nel suo piccolo, di rendere il mondo un po' più giusto, perché, ha sempre creduto, «cercare il regno di Dio vuol dire realizzare una società più umana, più giusta, più fraterna».
DI MASSIMO ORLANDI

«Da piccolo cantavo sempre le canzoni dello Zecchino d'oro e, raccontano, avevo una voce così bella che le suore della scuola, che frequentavo, mi afferravano per mano e in chiesa, sotto la statua della Madonna, dicevano: canta, canta l'Ave Maria. Ed io la cantavo!». Inizia così, da molto lontano, dai ricordi dell'infanzia, la storia di Ermenegildo Corsini, l'unico toscano attualmente annoverato tra i cantori della Cappella Musicale Pontificia, meglio conosciuta come «Cappella Sistina», il «Coro del Papa».
DI RENATO BRUSCHI

La sua vita scorre lenta e pacata in una casa al primo piano di uno dei tanti palazzoni condominiali di Firenze. Da qui poco traspare della sua girovaga e estrosa vita passata. Lionetto Fabbri, classe 1924, pur nel suo attuale «anonimato» è una bella testimonianza della storia di Firenze e di un'Italia passata ma alla quale siamo tutti legati da ricordi familiari. Nei suoi occhi ancora vispi, nelle sue mani e nelle sue gambe fragili e lente si conservano ancora oggi memorie personali e storiche preziosissime. Proprio come i suoi documentari.
DI SARA D'ORIANO