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È nato a Carrara l’«enfant prodige» del tennis italiano: Lorenzo Musetti

Dallo scantinato della nonna ai tornei internazionali. Il vincitore degli Australian Open Junior è un talento che sta bruciando le tappe e che sogna di diventare il nuovo Roger Federer.

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Lorenzo Musetti

È partito da Carrara e vuole conquistare il mondo del tennis. Lorenzo Musetti segue le orme di altri concittadini che si sono distinti nel mondo dello sport: Gianluigi Buffon e Federico Bernardeschi. «Infatti sono juventino - ammette sorridente il sedicenne che ha trionfato all’Australian Open junior lo scorso mese - ma perché lo siamo di famiglia. Però mi interesso poco di calcio». Sono i campi da tennis la sua passione ed il giovane campione sta mettendo in mostra tutto il suo grande talento bruciando le tappe. L’exploit ottenuto a Melbourne lo ha messo sotto i riflettori. Adesso tutti lo cercano anche se si era già messo in evidenza al torneo internazionale «Città di Firenze» dello scorso anno. Vedendolo giocare sui campi del Circolo delle Cascine tutti si erano accorti che era nata una stella dello sport, poi gli impegni internazionali lo hanno portato a giocare sui campi di tutto il mondo. Agli assoluti toscani svoltisi al circolo Match Ball di Bagno a Ripoli, a febbraio, hanno fatto di tutto pur di averlo ma proprio in contemporanea era impegnato in Gran Bretagna per il primo torneo da professionista.

Eppure Musetti è partito da uno scantinato. Ha impugnato per la prima volta una racchetta in un circolo a conduzione familiare, con tre campi: due in terra battuta e uno in cemento indoor, una piccola palestra e uno spazio che fa da club house, segreteria e ristorante. Lorenzo aveva questa passione fin da piccolo. Adesso si allena con Simone Tatarini, conosciuto al Circolo Tennis Spezia quando aveva appena otto anni e i suoi genitori lo avevano portato per allenarsi, stufi di sentirlo tirare pallettate contro i muri dello scantinato della nonna. Lorenzo si diverte più che a Carrara, gioca con ragazzi più grandi e più bravi, e così si sposta e il coach diventa un punto di riferimento. «Lo considero un secondo padre, visto che a casa trascorro sempre meno tempo», ha detto il ragazzo.

Il suo sogno, confessato, è che possa essere per lui quello che Massimo Sartori è stato per Andreas Seppi: un legame lungo una carriera. E per questo Lorenzo, ogni giorno viaggia lungo i 37 chilometri che separano la casa dal luogo di allenamento. «È merito di mio padre - racconta Musetti - se sono arrivato fino a questi livelli. Mi mise la racchetta in mano a 5 anni. Lui è un appassionato ed un amatore di tennis. Mia nonna aveva uno scantinato piuttosto grande: ed è lì che ho capito che questo era quello che volevo fare». Per perfezionarsi da Carrara ha trascorso alcune settimane d’allenamento anche con Patrick Mouratoglou, l’allenatore di Serena Williams a Nizza anche se il sedicenne rimane legato alla Toscana dato che quando non è in gara si allena, almeno due volte alla settimana, al centro tecnico federale di Tirrenia dove lavora, come allenatore, Filippo Volandri che sta dando una mano all’astro nascente, sul quale sta puntando molto il tennis azzurro, sia dal punto di vista della preparazione atletica e specialistica.

Musetti gioca un tennis aggressivo e spettacolare, non disdegna la discesa a rete e colpisce di rovescio a una mano, non ha smesso di studiare (frequenta il liceo linguistico), è secondo nel ranking mondiale Juniores, ma è il più giovane nella Top 10. La vita di un genitore con una promessa del tennis non è facile. «I sacrifici che deve affrontare una famiglia che decide di far allenare seriamente il figlio sono davvero tanti, sia a livello economico, che di tempo da dedicare ad esempio agli spostamenti. Noi abitiamo a Carrara - racconta il padre di Lorenzo, Francesco Musetti - e ogni giorno ci spostiamo per gli allenamenti di Lorenzo in provincia di La Spezia. In linea d’aria la distanza non è molta, sono una quarantina di chilometri, ma non ci sono mezzi pubblici comodi, quindi è sempre un’oretta ad andare e altrettanto a tornare tutti i giorni. Poi ovviamente ci sono i tornei in cui cerchiamo di accompagnarlo, c’è da aiutarlo nello studio, la vita cambia e parecchio, perché tutto ruota in funzione del tennista e questo vale sia nel caso di un futuro campione, ma anche nel caso di un ragazzo che gioca solo per divertirsi».

Seppur orgoglioso dei successi il padre di Musetti predica pazienza. «Bisogna sempre essere cauti a questa età, basta poco, magari una serie di tre-quattro sconfitte consecutive per togliere morale e motivazione a questi ragazzi, poi il fisico deve ancora formarsi completamente, sicuramente però ho visto tanti miglioramenti in questo anno, non entro nel merito tecnico che non mi compete però, da semplice appassionato di tennis, ho visto chiaramente che, se fino allo scorso anno, giocava da ragazzo, ora gioca come un adulto, è completo in tutti i colpi fondamentali, di solito - aggiunge Francesco Musetti - è anche abbastanza solido mentalmente e soprattutto vedo che si impegna tantissimo e crede fermamente in quello che sta facendo, tutto questo mi riempie di orgoglio. Non è facile mentalmente giocare tante partite e tenere sempre alta la concentrazione, man mano che si sale di livello ogni partita ha le sue insidie e non bisogna mai mollare nemmeno per pochi minuti, altrimenti la sconfitta è dietro l’angolo». Ma può uno sport essere il solo futuro per un giovane promettente? «Lorenzo fin da piccolo diceva che avrebbe voluto che il tennis diventasse il suo lavoro, la sua professione; noi condividiamo questa sua speranza, che coltiva con impegno e dedizione ogni giorno. Poi - conclude Francesco Musetti - è troppo giovane per fare proclami di ranking o altro, diventare un professionista del tennis sarebbe già una grande impresa».

Aver vinto di tutto a soli 17 anni

Lorenzo Musetti ha già vinto di tutto sia a livello individuale che con la maglia dell’Italia. È davvero un astro nascente del tennis azzurro ed in tanti stanno concentrando su questo ragazzo di Carrara le speranze per il futuro. Nelle sue apparizioni nel circuito ITF Junior Under 18 ha avuto una percentuale di match vinti straordinaria.

Nel 2018 si è aggiudicato il Trofeo Città di Firenze e il Trofeo Bayer internazionale Under 18 di Salsomaggiore, entrambi Grade 2, e il Grade dell’Allianz Kundler German Juniors di Berlino, raggiungendo i quarti di finale a Wimbledon e la finale agli US Open. Nel 2019 si è aggiudicato gli Australian Open Junior superando in finale, dopo aver salvato un match-point nel super tie-break, lo statunitense Emilio Nava, che si allena nell’orbita del team di Ivan Lendl; è diventato così il primo tennista italiano della storia a conquistare lo Slam Under 18 di Melbourne, il quinto italiano uomo ad aggiudicarsi un Major a livello giovanile ed il più giovane italiano di entrambi i sessi a realizzare questo exploit.

Il 12 febbraio di quest’anno, all’età di 16 anni, ha vinto il suo primo incontro a livello professionistico. Lorenzo Musetti ha fatto benissimo anche con la maglia della Nazionale: ha contribuito, assieme a Lorenzo Rottoli e Fausto Tabacco allo straordinario filotto di vittorie che da due anni a questa parte ha portato l’Italia prima Under 12 e poi Under 14 a vincere tutto quello che c’era da vincere a livello europeo, compresi i prestigiosi Winter Cup e Summer Cup.

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