Ctv

Ctv stampa

I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

La preghiera cristiana nasce dalla fede in Gesù e va sempre con la fede oltre le difficoltà sull’esempio di tanti santi. Altrimenti non è preghiera cristiana. E' quanto ha sottolineato il Papa nella Messa del mattino a Casa Santa Marta, ispirandosi alle guarigioni del lebbroso e del paralitico narrate ieri e oggi dal Vangelo. Non serve dunque chiedere come pappagalli e senza interesse, ma credere che Gesù può tutto e avere, se necessario il coraggio di sfidarlo.

Il silenzio nella Messa non è solo assenza di parole, ma anche ascolto di altre voci, “quella del nostro cuore e soprattutto, dello Spirito Santo”. E il silenzio che precede l’orazione iniziale, “aiuta a raccoglierci in noi stessi e a pensare perché siamo lì”. Per questo Papa Francesco, nella catechesi dell’udienza generale, dedicata sempre alla celebrazione eucaristica, ha raccomandato vivamente ai sacerdoti di osservare questo momento di silenzio “e non andare di fretta”. Ecco allora l’importanza di ascoltare il nostro animo per aprirlo poi al Signore. Forse veniamo da giorni di fatica, di gioia, di dolore, e vogliamo dirlo al Signore, invocare il suo aiuto, chiedere che ci stia vicino; abbiamo familiari e amici malati o che attraversano prove difficili; desideriamo affidare a Dio le sorti della Chiesa e del mondo.

Nella sua risposta umile e generosa alla chiamata dell’angelo, Maria si rivela collaboratrice perfetta del progetto di Dio, e ottiene una “gioia e una gloria altissima”. Lo ha sottolineato Papa Francesco all’Angelus della quarta domenica d’Avvento, in Piazza San Pietro, commentando il Vangelo dell’Annunciazione di Luca. E dopo l’Angelus ha invitato, in queste ore che ci separano dal Natale, a fermarsi a pregare davanti al presepe, per adorare nel cuore il mistero del vero Natale, quello di Gesù, principe della pace, e a pregare per le vittime della tempesta nell’isola di Mindanao, nelle Filippine. 
(Papa Francesco)
Invochiamo il dono della pace per tutto il mondo, specialmente per le popolazioni che più soffrono a causa dei conflitti in atto. Rinnovo in particolare il mio appello affinché, in occasione del Santo Natale, le persone sequestrate – sacerdoti, religiosi e religiose e fedeli laici – siano rilasciate e possano tornare alle loro case. Preghiamo per loro.

Papa Francesco esorta la Curia a vivere “la comunione e il servizio in filiale obbedienza e a superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che per la loro autoreferenzialità rappresentano un cancro per la Chiesa. A questo – spiega il Papa – si aggiunge un altro pericolo: “Ossia quello dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del “Papa non informato”, della “vecchia guardia”…, invece di recitare il “mea culpa”.

Sterilità e fecondità: queste le due parole dell’omelia nella messa di Francesco a Casa Santa Marta. Le letture presentano l’annuncio della nascita di Sansone e di Giovanni Battista a due donne sterili. La fecondità nella Bibbia è una benedizione. “Riempite la terra, siate fecondi”, ricorda Francesco, è stato il primo comandamento che Dio ha dato ai nostri padri: “Mi vengono un po’ alla mente, ma questo un po’ en passant, alcuni Paesi che hanno scelto la via della sterilità e patiscono quella malattia tanto brutta che è l’ inverno demografico. Li conosciamo. Non fanno figli. No, che il benessere, che questo, che l’altro… Paesi vuoti di bambini e questo non è una benedizione”. Qui c’è una culla vuota, conclude il Papa, in attesa del Bambino. Il nostro cuore è una culla. Diciamo: vieni Signore, riempi il mio cuore e dammi di essere fecondo.

Prepararsi all’incontro con il Signore in un clima di conversione e di penitenza ma sempre con la gioia nel cuore. Papa Francesco, commentando il Vangelo all’Angelus, ha indicato la strada da seguire per l’Avvento, un “momento favorevole – ha detto - per pregare con intensità”, “per essere più attenti alle necessità degli altri” e per “aprire strade di speranza nel deserto dei cuori aridi di tante persone”. Tutto questo però impone “atteggiamenti di mitezza e umiltà” perché vanno arginati “l’orgoglio, la superbia e la prepotenza”. Dopo la preghiera mariana, il Papa ha ricordato il prossimo vertice sul clima di Parigi, invocando “decisioni efficaci” anche per combattere la povertà.