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I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

Una vera missionaria che ha saputo abbandonarsi pienamente all’amore di Dio sulla strada del servizio e della santità, una giovane Madre che ha dedicato la sua vita a consolare gli altri, in particolare i migranti, gli orfani, i disoccupati, gli sfruttati, con uno sguardo attento, misericordioso. Così il Papa ha ricordato Santa Francesca Saverio Cabrini, nel primo centenario della sua morte. Alle Missionarie del Sacro Cuore incontrate in Vaticano, Bergoglio ha chiesto di imitarne il carisma, e di essere fedeli alla sua missione, imparando a cogliere i segni del tempo per dare risposte concrete di fronte a nuove forme di povertà e di violenza. 

Due ali di folla festante hanno accompagnato il tragitto dell’auto con a bordo Papa Francesco, diretto verso il cuore della capitale per il consueto atto di venerazione alla statua della Vergine, in Piazza di Spagna, nel giorno in cui la Chiesa celebra la solennità della sua Immacolata Concezione. 
Dopo una breve sosta nella Basilica di Santa Maria Maggiore, per raccogliersi in preghiera di fronte all’icona mariana della Salus Populi Romani, il Pontefice ha raggiunto Piazza di Spagna.

Anche i più grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino le più belle, sono intaccate dal male, ma non la Madre del Signore. Maria, oasi sempre verde dell’umanità, è interamente abitata da Dio, per questo, in lei non c’è posto per il peccato.
È la riflessione offerta da Papa Francesco, prima della preghiera mariana dell’Angelus, in occasione della solennità dell’Immacolata Concezione di Maria.
Ogni volta che riconosciamo la Vergine “piena di grazia”, ha spiegato il Pontefice, le facciamo il complimento più grande, lo stesso che le fece Dio. 

“Se il passato non si può cambiare, il futuro ci interpella”, “non possiamo sottrarci dal ricercare e promuovere una maggiore comunione nella carità e nella fede”. Con queste parole Papa Francesco ha accolto in Vaticano i membri della presidenza della Federazione Luterana Mondiale. Pur riconoscendo le divisioni del passato, “anche molto dolorose”, che hanno visto i discepoli di Cristo “distanti e contrapposti”, il Pontefice ha espresso soddisfazione per il cammino ecumenico degli ultimi anni. Un itinerario che non può permettersi di fare passi indietro, “accontentarsi, arrestarsi per timore, pigrizia, stanchezza o convenienza”. 

Un viaggio nel quale la gente birmana e quella bengalese mi hanno dimostrato tanta fede e affetto e nel quale in Myanmar ho potuto esprimere la vicinanza di Cristo e della Chiesa ad un popolo che ha sofferto a causa di conflitti e repressioni, mentre in Bangladesh la mia visita ha segnato un ulteriore passo in favore del rispetto e del dialogo tra il cristianesimo e l’islam. Così Papa Francesco ha sintetizzato i temi del suo terzo viaggio apostolico in Asia, concluso sabato sera, nella catechesi dell’udienza generale tenuta in Aula Paolo VI.

Al termine dell'udienza generale del mercoledì, nell'aula Paolo VI, Papa Francesco ha lanciato un appello per la situazione che si sta verificando a Gerusalemme: «Il mio pensiero va ora a Gerusalemme. Al riguardo, non posso tacere la mia profonda preoccupazione per la situazione che si è creata negli ultimi giorni e, nello stesso tempo, rivolgere un accorato appello affinché sia impegno di tutti rispettare lo status quo della città, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite. Gerusalemme è una città unica, sacra per gli ebrei, i cristiani e i musulmani, che in essa venerano i Luoghi Santi delle rispettive religioni, ed ha una vocazione speciale alla pace....»

“Il compito del cristiano è custodire il germoglio che cresce in noi, custodire lo Spirito”, che ci porterà la pienezza e “non dimenticare la radice”. Lo ha detto Papa Francesco durante l’omelia della messa celebrata a Santa Marta. Il Pontefice ha insistito, in particolare, sullo stile che dovrebbe essere proprio dei discepoli del Figlio di Dio: l’umiltà, che vuol dire anzitutto accettare le umiliazioni senza difendersi, come ha fatto il “grande umiliato” Gesù.

Il Signore ritornerà a noi nella festa del Natale, quando faremo memoria della sua venuta storica nell’umiltà della condizione umana; Egli viene dentro di noi ogni volta che siamo disposti a riceverlo, e verrà di nuovo alla fine dei tempi: questo è il messaggio con cui Papa Francesco ha dato inizio al nuovo Anno liturgico, commentando, all’Angelus, il Vangelo della prima domenica d’Avvento, in cui Gesù invita i discepoli a non smettere mai di vegliare, affinché il ritorno del Signore non li colga di sorpresa, come servi addormentati, risvegliati dall’arrivo improvviso del loro padrone.

Dal gioioso incontro con i leader religiosi del Myanmar, alla profonda emozione provata nell’arcivescovado di Dhaka, chiedendo perdono ai profughi rohingya per l’indifferenza del mondo. Sono stati numerosi gli argomenti toccati da Papa Francesco nel corso della consueta conferenza stampa sul volo di rientro dal suo ventunesimo viaggio internazionale, il terzo in Estremo Oriente. Sollecitato dalle domande dei giornalisti, Francesco ha ripercorso le tappe fondamentali che hanno scandito i sui giorni da pellegrino di pace in Myanmar e poi in Bangladesh.

“La vocazione si cura con la tenerezza umana: se nelle nostre comunità, nelle nostre parrocchie manca questa dimensione della tenerezza, il germoglio rimarrà piccolo, non crescerà e avvizzirà”. Nella sua ultima giornata in Bangladesh, dopo una visita privata alla Casa Madre Teresa di Tejgaon, Papa Francesco ha incontrato i sacerdoti, i religiosi e le religiose, i consacrati, i seminaristi e le novizie nella Chiesa del Santo Rosario. Consegnando il discorso previsto, e parlando a braccio in spagnolo, il Pontefice ha inviato tutti a superare con la preghiera e il discernimento le “passioni umane, i difetti e i limiti” che “minacciano sempre la vita comunitaria, minacciano la pace”.