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I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

“Joseph Ratzinger continua a essere un maestro e un interlocutore amico per tutti coloro che esercitano il dono della ragione per rispondere alla vocazione umana della ricerca della verità”. Sono ancora una volta parole di stima e affetto quelle che il Pontefice ha rivolto al Papa Emerito. L’occasione è stata l’assegnazione dei premi conferiti dalla Fondazione Vaticana Joseph Ratzinger – Benedetto XVI, nella Sala Clementina. Il Pontefice ha invitato tutti a proseguire nella “missione di servire la verità”, nella consapevolezza che “la verità di Cristo non è per solisti, ma è sinfonica: richiede collaborazione docile, condivisione armoniosa”. 

I grandi principi che possono sostenere il dialogo tra scienza e fede sono la “centralità della persona umana”, la “destinazione universale dei beni” e il principio che “non tutto ciò che è tecnicamente possibile o fattibile è perciò stesso eticamente accettabile”. Lo ha sottolineato Papa Francesco, incontrando in Vaticano i partecipanti alla plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, che hanno messo a fuoco la questione antropologica nell’ambito della medicina e della genetica, nelle neuroscienze e nel contesto dei progressi fatti con le macchine autonome e pensanti.

La Chiesa come madre e maestra vuole che ognuno di noi pensi alla propria morte. Così Papa Francesco, nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, commentando il passo del Vangelo nel quale si racconta la vita normale prima del diluvio universale. E nella normalità – ha affermato il Pontefice – bisognerebbe fermarsi a pensare che “la nostra vita avrà fine”. Il Signore ci aspetterà per un incontro bello, camminando insieme, come fa un bravo medico che con dolcezza accompagna il malato fino alla fine.

Una breve visita inattesa all’insegna del calore e dell’affetto di Papa Francesco per i poveri. In occasione della Giornata Mondiale dei poveri, programmata per domenica, il Pontefice ha visitato il Presidio Sanitario Solidale in Piazza Pio XII, di fronte alla Basilica di San Pietro. Una struttura aperta per offrire visite mediche gratuite ai poveri e ai bisognosi, per tutta la durata della settimana in corso, dalle 9:00 alle 16:00. Ad accoglierlo un gruppo di persone in attesa di usufruire del servizio, poi la visita al presidio accompagnato dalle infermiere volontarie della Croce Rossa Italiana. 

C’è bisogno di comunione, nelle nostre diocesi, e non di chiacchiere, che distruggono l’unità pastorale. Papa Francesco lo ha ripetuto con forza incontrando i sacerdoti partecipanti all’assemblea internazionale della Confederazione Unione Apostolica del Clero. Riflettendo sul ruolo dei pastori “nella, per e con la comunità diocesana”, nell’assemblea si è insistito sulla promozione di una spiritualità di comunione. Nella vita della diocesi, ha chiarito Francesco, il piano pastorale diocesano va anteposto ai programmi delle associazioni e di qualsiasi gruppo particolare.

La Messa, preghiera per eccellenza, momento privilegiato e dialogo concreto che porta all’incontro con Dio. Papa Francesco nella catechesi dell’udienza generale celebrata in piazza San Pietro davanti a migliaia di fedeli, ha suggerito spunti per poter comprendere il valore e la bellezza della celebrazione eucaristica. Fondamentale innanzitutto imparare a raccogliersi in silenzio insieme a Gesù, ricordando che la messa non è il momento delle chiacchiere e dello spettacolo, ancora riuscire a chiamare Dio con il nome che gli è proprio, cioè Padre, avere fiducia in Lui e confidenza, come un bimbo con i propri genitori, infine lasciarsi sorprendere.

L’incoerenza dei cristiani da’ scandalo e “allontana il popolo di Dio dal Signore”: come gli imprenditori che vanno a messa ogni domenica ma non pagano il giusto i dipendenti, o i pastori “attaccati ai soldi”, gli arrampicatori e quelli che comandano tutti e non servono il popolo. Papa Francesco lo ha sottolineato con forza nell’omelia della messa del mattino a Casa Santa Marta, prendendo spunto dal Vangelo di Luca nel quale Gesù ammonisce i discepoli a non scandalizzare i piccoli.

Per essere pronti all’incontro col Signore ed entrare nel Regno dei cieli, non basta la fede, ma bisogna vivere nell’amore per il prossimo. Lo ha sottolineato Papa Francesco prima della preghiera dell’Angelus, commentando dalla finestra dello studio del Palazzo Apostolico la parabola delle dieci vergini. La lampada che tutte portano è il simbolo della fede che illumina la vita, mentre l’olio che solo le cinque sagge hanno con sé rappresenta la carità, “che alimenta, rende feconda e credibile la luce della fede”. Gesù ci insegna a non aspettare l’ultimo momento della vita per collaborare con la grazia di Dio, ha spiegato il Papa, ma di farlo già adesso. Prepararsi come se oggi fosse l’ultimo giorno.

E’ necessaria una presa di coscienza mondiale, e una strategia internazionale condivisa per fermare il degrado dell’ambiente naturale e della salute degli oceani, che colpisce chi è già più vulnerabile, a partire dai pescatori. Papa Francesco lo ha ribadito con forza incontrando in Vaticano i leader del Pacific Islands Forum, rappresentanti dei paesi dell’Oceano Pacifico, che subiscono sempre nuovi fenomeni estremi ambientali e climatici. Il Pontefice ha ricordato il problema dell’innalzamento del livello dei mari e il “doloroso” declino della barriera corallina, usando le parole dell’appello dei vescovi delle Filippine, 30 anni fa. 

Videomessaggio di Papa Francesco ai partecipanti al III simposio sull’Amoris laetitia dedicato al tema “Il Vangelo dell’amore tra coscienza e norma” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della famiglia della Cei.