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I video di «The Vatican», canale che offre una copertura informativa delle principali attività del Santo Padre e degli avvenimenti vaticani più rilevanti.

La corruzione non macchia solo le pagine della storia, ma prolifica, ancora oggi, sui giornali, con le storie di quanti hanno “la responsabilità di amministrare i beni del popolo”. Alla messa a Santa Marta, Papa Francesco è partito dall’odierno Vangelo di Luca per riflettere, ancora una volta, sulle tentazioni che lusingano il cuore dell’uomo. Dinanzi ai tanti corrotti, molti dei quali si dicono cristiani, dinanzi al diavolo, che conosce le debolezze di ciascuno, il Pontefice ha invitato tutti a coltivare un “fiuto cristiano”, anzitutto stando attenti “ai segni del tempo” e poi riflettendo e pregando.

La guerra in Ucraina genera grandi sofferenze, rese ancora più vulnerabili dai rigori dell’inverno che si avvicina. Voi seminaristi e sacerdoti della Chiesa greco-cattolica ucraina custodite i ponti che riconciliano il cielo e la terra e chiedono agli uomini quaggiù di imparare ad amarsi e a rispettarsi, abbandonando le armi, le guerre e ogni genere di sopruso. Lo ha detto Papa Francesco ad alunni e responsabili del Pontificio Collegio Ucraino di San Giosafat, edificato 85 anni fa sul Coille Gianicolo a Roma per volere di Papa Pio XI

Edificare una Chiesa non uniforme, ma ricca di differenze, unite nell’armonia sul fondamento di Cristo, e poi custodirla nello Spirito Santo e purificarla. E’ il cammino indicato da Papa Francesco nell’omelia della messa del mattino celebrata a Casa Santa Marta, prendendo spunto dalle parole di San Paolo nella prima Lettera ai Corinzi. Un brano della Liturgia del giorno in cui la Chiesa di Roma festeggia la consacrazione della cattedrale di san Giovanni in Laterano. 

Un nuovo ciclo di catechesi per scoprire o riscoprire la bellezza della celebrazione eucaristica, quale “segno dell’amore di Dio” e via privilegiata per incontrarLo. All’udienza generale, Papa Francesco ha ribadito che per i cristiani la “formazione liturgica” è “indispensabile per un vero rinnovamento” e che senza l’Eucaristia la vita dei discepoli di Cristo morirebbe. Tra i primi aspetti messi a fuoco dal Pontefice: il segno della croce, un gesto al quale bisogna istruire con grande cura i bambini; e l’attenzione completa da dedicare alla messa, nonostante i preti noiosi, perché rappresenta la presenza del Signore e non uno spettacolo.

In un mondo troppo spesso preso dalla frenesia dei propri interessi personali, si rischia di dimenticare che “la salvezza non si compra”, perché “l’iniziativa di Dio è sempre gratuita”. Lo ha ricordato Papa Francesco, celebrando la messa a Santa Marta. Partendo dai testi evangelici della settimana, il Pontefice ha chiarito che l’unico biglietto che bisogna pagare per accendere al banchetto del Signore è il bisogno: essere bisognoso di cura, di guarigione, di amore. Solo in questo modo è possibile entrare nella “dinamica della gratuità” e comprendere che il Padre Celeste in contraccambio non chiede nulla: solo amore e fedeltà.

Dalla pagina odierna del Vangelo in cui Gesù rivolge critiche severe agli scribi e ai farisei, ma lascia anche consegne importanti ai cristiani di tutti i tempi, il Papa ha preso spunto per ribadire il peggior difetto di quanti, pur rivestendo un ruolo o avendo qualche autorità sia civile che ecclesiale, esigono dagli altri cose, anche giuste, che però loro non mettono in pratica. Legano fardelli pesanti sulle spalle della gente, ma loro non muovono un dito e ancora, vivono una doppia vita, sono inclini alle apparenze, fanno sfoggio di superbia.

Agli oltre 300 membri della multinazionale europea Sixt ricevuti in udienza in Vaticano, il Papa ha raccomandato di proseguire l’impegno sociale e umano in favore dei bambini che si trovano in varie situazioni di disagio, certi che questa sia anche la priorità del Successore di Pietro. Voi – ha detto il Pontefice – attraverso la fondazione “Dryng Little Tears”, unite il lavoro professionale ad una vocazione nobile che non si ferma al successo personale o al guadagno ma cerca piuttosto di servire il bene comune, con progetti capaci di asciugare le lacrime dei deboli.

“Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. Nello scenario delle migrazioni contemporanee, restano queste, per Papa Francesco, le pietre miliari del cammino della Chiesa. Incontrando i membri della Federazione Internazionale delle Università Cattoliche, il Pontefice ha messo a fuoco il contributo specifico che dovrebbero svolgere gli atenei cattolici: quello della ricerca, avviando – ad esempio – ulteriori “studi sulle cause remote delle migrazioni forzate”; della promozione sociale, svolgendo “un ruolo di coscienza critica rispetto alle diverse forme di potere politico, economico e culturale”; e dell’insegnamento.

La speranza in Dio non delude, perché il Signore è fedele, e la promessa della vita eterna radicata nell’unione a Cristo risorto, ci aiuta ad avere un atteggiamento di fiducia di fronte alla morte. Sono le parole di Papa Francesco nell’omelia della messa in suffragio dei cardinali e vescovi defunti nel corso dell’anno, celebrata all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. Gesù infatti ci ha dimostrato che la morte non è l’ultima parola, ha sottolineato il Pontefice, e nutrendoci del suo corpo e sangue ci uniamo alla speranza della vittoria definitiva del bene sul male, sulla sofferenza e sulla morte.