Papa, Angelus: viviamo riconoscendo sempre che apparteniamo a Dio

Siamo a pieno titolo cittadini dello Stato ma siamo stati creati a immagine di Dio e apparteniamo anzitutto a Lui, per questo dobbiamo vivere riconoscendo questa appartenenza e nella riconoscenza del cuore verso il Padre. Papa Francesco lo ha ricordato prima della preghiera dell’Angelus, recitata dalla finestra del suo studio nel Palazzo Apostolico, commentando il Vangelo di questa domenica con la domanda-trappola dei farisei a Gesù sul tributo a Cesare. Rispondendo «Rendete a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio», Gesù, ha spiegato il Papa, dichiara che pagare le tasse è un atto dovuto all’autorità terrena, ma poi richiama il primato di Dio, Signore della vita dell’uomo e della storia.