Il naufragio della Costa Concordia

Mentre sale a sei il numero delle vittime del naufragio della Costa Concordia e prosegue l'attività di ricerca dei dispersi da parte dei sommozzatori, sono rientrati a casa i quattro aretini superstiti. Luca Bichi, Roberta Masetti, Enza Vanni e il marito Ugo Rimi, tutti titolari di saloni di parrucchieri, si erano imbarcati sulla nave da crociera per partecipare al reality show "Professione Look maker", ma si sono ritrovati loro malgrado protagonisti di una tragedia. "Eravamo a cena, al quarto piano, quando abbiamo sentito un botto -- hanno raccontato - La nave si è inclinata, prima da una parte e poi dall'altra. Piatti, tavoli, carrelli, tutto volava via. Poi è andata via la luce". Prima di poter salire su una scialuppa, è passata un'ora e mezza. "All'inizio dagli altoparlanti parlavano di guasto tecnico, invitavano a non preoccuparci, ma la situazione si capiva che era gravissima". Poi la corsa alle scialuppe. "Siamo stati accolti all'Isola del Giglio e poi, nel pomeriggio di sabato siamo tornati a casa. Una vicenda da dimenticare".
Ma tra gli aretini protagonisti del disastro della Costa Concordia ci sono anche gli undici operatori del 118 della nostra provincia, che sabato sono accorsi a Porto Santo Stefano per prestare soccorso e assistenza psicologica ai naufraghi presso il centro sanitario allestito dalla Protezione Civile. Due medici, quattro infermieri e alcuni volontari a bordo di cinque ambulanze della Croce Rossa e della Misericordia del capoluogo e della Croce Bianca di Arezzo, Rigutino e Monte San Savino. A coordinarli dalla centrale operativa il responsabile Massimo Mandò.