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I servizi e le interviste della redazione di Toscana Oggi

Umiltà, disinteresse e beatitudine sono le tre parole chiave intorno a cui si snoda il convegno di sabato 23 novembre presso la Facoltà teologica dell’Italia Centrale a Firenze. L’iniziativa, promossa dalla Commissione per la cultura e le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale toscana a quattro anni dalla celebrazione del Convegno ecclesiale di Firenze, è riservata a circa 150 delegati delle diocesi toscane e intende rileggere proprio i contenuti e le indicazioni di quell’incontro, in particolare il discorso di papa Francesco, per trovare indicazioni di lavoro per le nostre Chiese a livello di impegno culturale e di lettura del nostro tempo.

Visto l'innalzamento dell'Arno in coincidenza dell'abitato di Sieci di sotto, nei presi della confluenza tra il fiume e il torrente Sieci, si è resa necessaria la chiusura della strada statale e in conseguenza, a scopo preventivo, anche gli abitanti della abitazioni al piano terra sono stati fatti evacuare dal personale della protezione civile. La strada è chiusa nel tratto dalla rotonda di Ellera fino alla rotonda di Piazza Aldo Moro a Sieci.

«Il fico di Betania» è il libro di Alberto Garlini pubblicato da Aboca Edizioni nella collana «Il bosco degli scrittori». Giallo metafisico o noir biblico, partendo dalla storia della maledizione del fico raccontata nei Vangeli di Marco e Matteo, il volume narra la storia di Simone, figlio di Taddeo, uno zelota che si nasconde sotto falso nome in un casolare di campagna. In gioventù ha commesso molti crimini spinto da una religiosità messianica e violenta che si oppone al giogo dei romani. E quando quella mattina si trova di fronte al fico incenerito nel suo podere, lo interpreta da una parte come un segno di sventura che lo costringe a fare i conti con il proprio passato tenebroso, dall’altra come il simbolo di una vita, la sua, innestata in una storia più grande, resa santa dall’intervento del Dio di Israele... Alberto Garlini ci racconta come è nato «Il fico di Betania». Intervista di Lorella Pellis

Con la Porta Sud si conclude un epocale ciclo di restauri, diretti ed eseguiti dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, che ha riguardato le tre monumentali Porte del Battistero di Firenze: la Porta del Paradiso e la Porta Nord di Lorenzo Ghiberti e la Porta Sud opera di Andrea Pisano.
Nel video Beatrice Agostini (Opera di Santa Maria del Fiore) spiega quest'ultimo intervento di trasporto della Porta Sud dall'Opificio delle Pietre Dure al Museo dell'Opera del Duomo.

Alle 1.00 di notte di martedì 5 novembre si è concluso il trasferimento della monumentale Porta Sud del Battistero di Firenze dall’Opificio delle Pietre Dure al Museo dell’Opera del Duomo. Il capolavoro di Andrea Pisano ha raggiunto la sua mèta finale dove sarà visibile per la prima volta dopo il restauro dal prossimo 9 dicembre 2019. Intanto sono iniziate le complesse operazioni per collocare la Porta Sud nella Sala del Paradiso all’interno di una grande teca progettata appositamente. L’intervento di restauro è stato possibile grazie all’Opera di Santa Maria del Fiore che ne ha interamente finanziato il restauro, lo smontaggio, il trasporto e la collocazione nel museo. Ad uno dei maggiori scultori del Trecento, Andrea Pisano, si deve la più antica delle tre Porte del Battistero di Firenze, detta Porta Sud, realizzata tra il 1330 e il 1336. Un gigante in bronzo e oro di circa 8 tonnellate di peso per 4 metri e 94 cm di altezza e 2,95 di larghezza. Andrea Pisano, definito “maestro delle porte”, eseguirà le 28 formelle della Porta di cui 20 con episodi della vita di san Giovanni Battista, patrono del Battistero e della città di Firenze, e 8 con figure emblematiche.

Nel video il viaggio della Porta Sud dall'Opificio delle Pietre Dure in via degli Alfani fino a Piazza Duomo.