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I servizi e le interviste della redazione di Toscana Oggi

Padre Gerardo Zerdin è un francescano arrivato in Amazzonia nel 1975, per una missione che doveva durare cinque anni: chiese di poter andare nella selva profonda, nei villaggi dove si arrivava solo in barca, via fiume. Zona di prima evangelizzazione. Oggi è in Perù da 44 anni, è vescovo del vicariato apostolico di San Ramon e ha fondato una università dove vengono a studiare i giovani dei villaggi che lui ha evangelizzato, e dove le lezioni, oltre che in spagnolo, vengono fatte in sette lingue diverse per altrettanti popoli indigeni.
È uno dei padri sinodali che hanno dato vita al Sinodo per l’Amazzonia: tre settimane di confronto che hanno portato in Vaticano le voci di questa lontana periferia del mondo. E il fatto che ci sia una grande voglia di ascoltare queste voci lo dimostra la sala stracolma che lo ha accolto a Firenze dove, in una pausa del Sinodo, è venuto a raccontare la sua vita e la sua esperienza missionaria.

L'Unitalsi toscana festeggia novant’anni. Lo fa questa domenica in Palazzo Vecchio, con un convegno su invito, e poi con una Messa nella basilica di San Lorenzo alle 16, aperta a tutti: soci, amici, sostenitori e chiunque voglia avvicinarsi a questa storia, quasi centenaria, che è fatta soprattutto di amicizia. Amicizia tra le persone, amicizia con Dio.Con questa festa, sottolinea il presidente regionale Roberto Torelli, «vogliamo ricoradare tutte le grandi persone che in questi anni ci hanno accompagnato e hanno guidato il nostro cammino.

Sabato scorso si è aperto ufficialmente l’ottavo anno accademico della Scuola di arte sacra di Firenze. Dopo la Messa nella chiesa di San Michele Visdomini, la «lectio academica» presso l’Istituto degli Innocenti con le note introduttive del direttore Giorgio Fozzati, docente di imprenditoria per artisti e artigiani, tese ad illustrare il programma dell’anno accademico insieme alla presidente Stefania Fuscagni. Quindi la lezione di mons. Timoty Verdon, direttore del Museo dell’Opera di Santa Maria del Fiore.

Un progetto Erasmus per aprire le porte dell’Europa all’infanzia. Parte oggi da Firenze “FRIENDESK – Foster Reception for Inclusive Educational Needs: Development of Educational Support for Kids”, il progetto finanziato da Erasmus plus - Azione chiave 2 – Settore Scuola con circa 362 mila euro, che vede impegnati la Fism – Federazione Italiana Scuole Materne della Regione Toscana, come capofila, e altri sette partner comunitari, fra cui l’Università di Firenze, e che pone al centro della propria azione i bambini. Nel parla il presidente della Fism Toscana Leonardo Alessi. Intervista di Simone Pitossi

La struttura assistenziale originaria della «Casa cardinale Maffi» si trova in San Pietro in Palazzi (Livorno) dove fu parrocco il fondatore don Pietro Parducci. Vi si svolgono attività assistenziali e riabilitative. Le altre sette strutture sono distribuite lungo la costa toscana fino a toccare la Liguria. Parla il presidente della Fondazione Franco Falorni.
Intervista di Giulia Ghizzani

Mentre in Italia si riaccende il dibattito sul suicidio assistito, dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale, c'è chi cerca di far sentire la propria voce in difesa del diritto a una vita dignitosa. Alberto Guerrieri, padre di un ragazzo immobilizzato a seguito di un incidente, da anni si batte per difendere la possibilità di ricevere cure e assistenza per tutte le persone che ne hano bisogno, e che se vengono abbandonate a loro stesse rischiano di trovarsi a fare, per disperazione, scelte drammatiche.

Dopo l'offerta dell'olio da parte dei comuni toscani per la lampada votiva sulla tomba di San Francesco, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: «San Francesco, un santo che parla a chi crede e a chi non crede. I suoi messaggi: la scelto di stare con i poveri e l'amore per la natura»

La missione umanitaria per i bambini di Aleppo entra nel vivo. Dopo il sopralluogo dello scorso gennaio, un’equipe di specialisti del Meyer è pronta a fare ritorno nel paese devastato da sette anni di guerra. La data di partenza della spedizione – composta da una psicologa e due fisioterapisti - è prevista per sabato prossimo, il 5 ottobre. Il progetto, sostenuto dalla Fondazione Il Cuore si scioglie, Meyer e Fondazione Meyer, passa quindi alla fase operativa, che si articolerà in vari momenti. L’obiettivo è quello di sostenere gli operatori che ogni giorno, nella città siriana, lavorano tra mille difficoltà per dare una risposta ai bisogni riabilitativi dei bambini rimasti vittime di lesioni per lo scoppio di mine e il crollo di edifici, portando sul posto anche i presidi necessari.