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I servizi e le interviste della redazione di Toscana Oggi

Dal Vangelo secondo Matteo (28, 16-20): Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato. Quando lo videro, si prostrarono. Essi però dubitarono. Gesù si avvicinò e disse loro: «A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

I Vescovi della Toscana si uniscono alla Conferenza Episcopale Italiana nell’esprimere l’esigenza di poter riprendere l’azione pastorale e l’attività di culto della Chiesa, nel rispetto delle misure necessarie per il controllo del contagio, ma nella pienezza della propria autonomia.
Ecco la dichiarazione del cardinale Giuseppe Betori.

Dal Vangelo secondo Matteo (28, 11-15): Mentre esse erano in cammino, ecco, alcune guardie giunsero in città e annunciarono ai capi dei sacerdoti tutto quanto era accaduto. Questi allora si riunirono con gli anziani e, dopo essersi consultati, diedero una buona somma di denaro ai soldati, dicendo: «Dite così: «I suoi discepoli sono venuti di notte e l'hanno rubato, mentre noi dormivamo». E se mai la cosa venisse all'orecchio del governatore, noi lo persuaderemo e vi libereremo da ogni preoccupazione». Quelli presero il denaro e fecero secondo le istruzioni ricevute. Così questo racconto si è divulgato fra i Giudei fino ad oggi

#CIAOCOMESTAI. Pronto Caritas? Noi ti ascoltiamo. E’ questo lo slogan dell’iniziativa lanciata da Caritas Firenze in collaborazione con la Fondazione Solidarietà Caritas Onlus, che si propone di dare un sostegno di vicinanza telefonica a tutti coloro che stanno vivendo in solitudine questo difficile momento storico.

Già perché il Covid19 non ha fatto emergere solo nuove fragilità e povertà materiali, su cui Caritas è in prima linea, ma anche il bisogno di una parola di conforto. Di un sorriso che può passare da un filo del telefono.

Nasce così l’idea di promuovere un servizio attivo sette giorni su sette, dove a rispondere dalle proprie case, saranno dieci volontari che si alterneranno nell’ascolto. Un ascolto che diventerà opportunità per entrambe le parti di condividere ansie, preoccupazioni e per raccontarsi.

A scendere in campo, volontari di ogni età, formazione ed esperienze di vita diverse. Ma tutti uniti dal desiderio di mettersi in gioco. Perché in alcuni casi, darsi una mano al tempo del Coronavirus si può!

Tra i sostenitori del progetto, Cesare Prandelli, ex allenatore della Fiorentina e CT della Nazionale italiana. Il numero, 055.46389279, sarà attivo da lunedì 20 marzo.

Vangelo secondo Matteo, capitolo 28
Dopo il sabato, all'alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l'altra Maria andarono a visitare la tomba. Ed ecco, vi fu un gran terremoto. Un angelo del Signore, infatti, sceso dal cielo, si avvicinò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come folgore e il suo vestito bianco come neve. Per lo spavento che ebbero di lui, le guardie furono scosse e rimasero come morte. L'angelo disse alle donne: «Voi non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, infatti, come aveva detto; venite, guardate il luogo dove era stato deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: «È risorto dai morti, ed ecco, vi precede in Galilea; là lo vedrete». Ecco, io ve l'ho detto». Abbandonato in fretta il sepolcro con timore e gioia grande, le donne corsero a dare l'annuncio ai suoi discepoli. Ed ecco, Gesù venne loro incontro e disse: «Salute a voi!». Ed esse si avvicinarono, gli abbracciarono i piedi e lo adorarono. Allora Gesù disse loro: «Non temete; andate ad annunciare ai miei fratelli che vadano in Galilea: là mi vedranno».

"Quest’anno, in cui non è sembrato opportuno riproporre il rito dello Scoppio del Carro, non si è voluto però far mancare a Firenze il suo fondamento, il suo significato più profondo. La luce del fuoco benedetto c’è, e ci sarà sempre, ed è la fiamma del Cero pasquale". Così il cardinale Giuseppe Betori ha spiegato il gesto con cui, durante la Messa nel giorno di Pasqua, ha portato sul sagrato del duomo il cero acceso la sera prima con le pietre del Santo Sepolcro, come vuole la tradizione.