Note storiche

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Con l'evangelizzazione di Pisa anche le terre a lei soggette divennero cristiane. E così anche Livorno. Soltanto dal sec. Xll si hanno documenti che testimoniano l'esistenza di una organizzazione ecclesiastica. Verso la fine del 1300 in Livorno, grosso borgo, fu costruita una nuova chiesa, chiamata Pieve di Santa Maria e Giulia.

La devozione alla Madonna, la cui immagine era venerata a Montenero, e che la tradizione dice essere giunta dall'Oriente e apparsa ad un pastore sul torrente Ardenza, rinsaldò la fede dei livornesi. Da allora (15 maggio 1345) la chiesetta a lei intitolata, poi diventata celebre santuario e basilica mariana, è centro spirituale della città e della diocesi.

Nel 1606 Livorno fu elevata città, in seguito la sua nuova chiesa intitolata a S. Francesco d'Assisi fu insignita del grado di Collegiata (1629). L'arcivescovo di Pisa nominò il Proposto anche suo Vicario Generale per il territorio della città, con l'esercizio della giurisdizione ordinaria «in spiritualibus» e con Curia separata.

Intanto la vita ecclesiale si affermava e ampliava per numero ed opere. Si stabilirono in città vari Ordini Religiosi, si costruirono conventi e chiese, fiorirono Confraternite numerose a scopo di culto, di carità e di catechesi.
Grazie allo sviluppo del suo porto, Livoro divenne anche un crocevia di popoli e centro di religioni diverse, che aggiunsero contributi di fede e di tradizioni, e, trovando libertà di espressione, anticiparono un sereno e fraterno ecumenismo.

Nel primo '800 Livorno vide anche realizzato un suo vecchio desiderio. Per circa un secolo il Consiglio Comunale, il Popolo ed il Clero di Livorno rinnovarono suppliche e pratiche per ottenere un Vescovo proprio. Alla creazione del Regno d'Etruria, per valido interessamento della regina reggente, Maria Luisa di Borbone, il Papa Pio Vll costituiva la Diocesi di Livorno con la Bolla «Militantis Ecclesiae» del 25 settembre 1806.

A causa del sistema giurisdizionalista proprio dell'epoca, per arbitrarie intromissioni di estranei nella procedura di esecuzione della Bolla, sorsero questioni e cavilli, specialmente riguardo ai confini. Il vescovo eletto per la nuova Diocesi di Livorno, Mons. Filippo Ganucci, dovette prendere possesso con 13 sole parrocchie su 31 stabilite nominalmente dal Nunzio Apostolico e Delegato Pontificio Mons. Giuseppe Morozzo. Mons. Toli (livornese di nascita) Subdelegato Apostolico, delimitò i confini attuali con «l'assicurazione di completare» l'ordinamento e la costituzione del Decreto Pontificio. La promessa non ha ancora avuto esito.

Nel 1975 è stata aggiunta alla Diocesi l'isola di Capraia, ma questa non era compresa nel suddetto Decreto.

Ad oggi la Diocesi conta 52 parrocchie, divise in 6 Vicariati. Ad esse si aggiungono due parrocchie militari, con ordinamenti propri: S. Barbara dell'Accademia Navale e S. Michele Arcangelo dei Paracadutisti.