Musei d'arte sacra
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Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e Raccolta dell'Oratorio del SS. Crocifisso a Roccalbegna

Parole chiave: musei d'arte sacra (92)

di Ludovica Sebregondi

La chiesa dei SS. Pietro e Paolo e l'oratorio del Crocifisso di Roccalbegna, pur rappresentando il fulcro della vita religiosa del paese, costituiscono anche un sistema museale di arte sacra: una realtà importante in un centro di appena trecento abitanti. Intorno al 1296 fu iniziata la costruzione della chiesa: all'edificio furono conferite forme romaniche con ampia navata rettangolare coperta da capriate lignee e abside quadrangolare sopraelevata, preceduta da un arco. La facciata è caratterizzata da un portale gotico a profonda strombatura con ricca decorazione scultorea; all'interno della lunetta un affresco di un artista senese del XVI secolo raffigura San Pietro e San Paolo ricevono da Cristo la palma del martirio. Superiormente si apre un rosone con cornice a foglie e dentelli. L'architrave del portale, a causa di un antico assestamento del terreno, è fortemente inclinato verso destra.Intorno al 1955 crollò il tetto e la chiesa minacciava rovina: lunghi lavori prima di rifondazione, poi di consolidamento, ne consentirono il recupero e successivi restauri hanno eliminato le aggiunte barocche. Alla destra dell'ingresso è collocata un'acquasantiera in marmo bianco di fine Cinquecento con mascheroni tardorinascimentali e accanto è stato sistemato uno stendardo in seta, rara testimonianza del movimento antigiacobino detto del “Viva Maria” che ebbe origine ad Arezzo nel 1799.

Lungo la parete destra è disposto un piviale in broccatello del XVI secolo, segue un affresco – rinvenuto sotto un altare – raffigurante la Madonna della Misericordia con San Fabiano e San Sebastiano datato 1476. Sul manto della Vergine, sotto al quale hanno trovato rifugio uomini e donne, si spezzano le frecce della peste scagliate da Dio, irato con l'umanità peccatrice: i due santi ai lati, invocati durante le epidemie, ricoprono il ruolo di intercessori. Seguono due affreschi provenienti dalla Madonna del Soccorso: l'uno mostra San Giobbe con il corpo coperto di piaghe, l'altro Sant'Antonio Abate. Al termine della navata è collocata una grande tela di un artista seicentesco con la Madonna del Carmine e i Santi Cristoforo e Jacopo, caratterizzata dalle figure allungate e da una atmosfera tempestosa. Gesù, retto sulle spalle da Cristoforo, patrono di Roccalbegna, porge alla Madre il globo del mondo che l'aveva reso pesante nel passaggio del fiume, e ne riceve uno scapolare, cioè una di quelle immagini benedette proprie della Vergine del Carmine. L'opera è stata recentemente attribuita a Francesco Nasini.

Dietro all'altare maggiore – su di un moderno dossale in pietra – sono state collocate le tre tavole raffiguranti La Vergine col Bambino, detta “delle ciliegie” per i frutti alludenti alla Passione che Gesù tiene in mano, San Pietro con le chiavi del Regno dei Cieli e il pastorale, San Paolo cui lo Spirito Santo suggerisce le parole che sta scrivendo. Le tavole rappresentano le parti superstiti di un grande polittico – capolavoro di Ambrogio Lorenzetti databile al 1340 circa – che era stato smembrato e di cui si era persa notizia. Alla destra dell'altare maggiore è posto un tabernacolo architettonico ligneo del XVI secolo con intagli e lumeggiature dorate; di fronte è stato recentemente trasferito dalla navata un altare che presenta analoghi caratteri stilistici e che accoglie una Deposizione, del 1580 circa, già ascritta ad Arcangelo Salimbeni ma per la quale è stata proposta l'attribuzione a una fase giovanile di Alessandro Casolani. Il gradino dell'altare è stato rimosso e sistemato a destra nella navata.

Alla parete sinistra della chiesa sono collocati un grande Crocifisso ligneo forse trecentesco, e tre dipinti su tela: il Martirio di San Sebastiano e il Transito di San Giuseppe di ignoti artisti senesi del Seicento e la Crocifissione attribuita a Francesco Nasini (1621-1695), appartenente a un'attiva famiglia di pittori amiatini. Vicino all'ingresso si trova un tempietto in pietra su quattro colonne scanalate, con affreschi di scuola senese del XVI secolo nella volta e sulla parete di fondo. All'interno è stato collocato il fonte battesimale proveniente dalla pieve di San Giovanni Battista, poi oratorio del SS. Crocifisso.

Questa costruzione, situata presso il cassero non lontano dalla chiesa maggiore, fu infatti la prima pieve di Roccalbegna e – secondo la tradizione – è stata poi trasformata per accogliere il Crocifisso di Luca di Tommè. Il semplice edificio ad aula coperto da capriate lignee, fu fatto erigere nel 1388 dal rocchigiano Giacomello di Nino, come testimonia una lapide murata all'interno. Vi sono raccolte testimonianze artistiche provenienti dal territorio, ma continua ad essere usato per le funzioni sacre. Alla parete destra sono state collocate le copie (gli originali, rubati insieme ad altre opere dell'oratorio, sono comunque stati recuperati) di quattro “testate” di bara, già ritenute del Vanni e poi assegnate a Sebastiano Folli, un artista senese attivo tra Cinque e Seicento. Le piccole immagini, raffiguranti la Madonna della Misericordia, Cristo in pietà, due confratelli in adorazione della croce e un angelo con la testa di San Giovanni Battista, erano fissate in origine ai terminali di un cataletto, cioè una portantina con stanghe e piedi destinata al trasporto dei confratelli defunti della compagnia di San Giovanni Battista.

Seguono alcuni dipinti di scuola senese del Seicento (Madonna in gloria con San Michele Arcangelo e San Filippo Neri, San Francesco in preghiera, San Camillo De Lellis, Sacra Famiglia con San Giovannino) e due tele di Francesco Nasini (Ecce Homo e Cristo risorto). Al centro della parete, e anche su quella di fronte, si aprono due vetrine contenenti arredi ad uso liturgico – candelieri, reliquiari, carteglorie – in legno dorato. Nel tabernacolo dell'altare è collocata l'opera più importante dell'oratorio, il Crocifisso attribuito a Luca di Tommè sulla base delle analogie con la Crocifissione firmata del Museo di Pisa e con la Croce dipinta della chiesa di Santo Spirito di Siena. Poiché il pittore senese appare qui ancora legato all'arte di Pietro Lorenzetti e privo dei forti chioscuri che contraddistinguono la sua produzione più tarda, è stata proposta una datazione anteriore al 1366. Un recente restauro ha eliminato l'incorniciatura dorata non coeva. Una lapide ricorda che l'oratorio fu ingrandito a seguito di un miracolo operato dal Crocifisso: dopo che la croce il 14 settembre 1855 fu trasferita nella chiesa maggiore e invocata dalla popolazione, «si calmò il morbo asiatico che qui tremendo furiava». La data viene ancora oggi festeggiata solennemente.

Nella sagrestia sono stati riuniti arredi sacri tra cui un paliotto in legno dorato e tessuto, una croce astile del XIV secolo, delle lampade votive a triplice sospensione, reliquiari, candelieri dorati, una residenza per l'esposizione del Santissimo, un baldacchino e mazze processionali. Si segnalano inoltre due oggetti ormai in disuso: un piccolo torchio con il quale si preparava il vino per la messa e un tabernacolo portatile in cui si inseriva la pisside per dispensare la comunione agli infermi. Alla parete sinistra sono collocati tre dipinti monogrammati da Francesco Nasini: la Madonna col Bambino, replica del quadro di Marco Pino ad Argiano; San Nicola di Bari e Sant'Antonio da Padova con Gesù Bambino. Due quadri di scuola senese raffigurano Il ritrovamento della Croce da parte di Sant'Elena e Santa Lucia, e due tele rappresentano L'incontro di Cristo con la Veronica e Gesù inchiodato alla croce. Sono opera, del 1709, di un artista livornese e costituiscono probabilmente quanto resta di una Via Crucis già nella chiesa maggiore. A fianco del sagrato si estendeva il cimitero: vi è stata piantata una suggestiva pergola e accanto, di fronte alla porta d'ingresso dell'oratorio, si innalza isolato il massiccio campanile da cui pende un “campanone” rifuso nel 1561.

© TOSCANAoggi 2000

INDIRIZZO: Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e Oratorio del SS. Crocifisso Roccalbegna (Gr)

ORARIO: chiesa: 8-12 e 16-19; oratorio, apertura su richiesta

INGRESSO: gratuito

INFORMAZIONI: tel. 0564/989122

 

Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e Raccolta dell'Oratorio del SS. Crocifisso a Roccalbegna
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